Cinema 2: l’immagine-tempo

Francesco Bove

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cinema2_ubulibriCos’è il cinema? A questo interrogativo già Bazin provò a dare una risposta ricorrendo al reale ontologico, a quella rappresentazione dell’ambiguità del reale. Deleuze va oltre il problema della rappresentabilità e fonda la sua ricerca su due concetti precisi : il movimento e il tempo. “L’immagine-tempo” (Ubulibri, 2010) è il secondo e ultimo volume dedicato al cinema e va a collocarsi nella dimensione opposta ad “Immagine-Movimento”.

Deleuze ricapitola immagini e segni in funzione dell’immagine-tempo, adesso è il movimento a dipendere dal tempo e non viceversa.Deleuze segue un ordine cronologico e va ad analizzare adesso il cinema moderno, che rompe lo schema dell’immagine-movimento a favore di una fluidità del linguaggio cinematografico. Cambia il senso del montaggio, che mostra allo spettatore un tempo liquido, molto più realistico, inteso come successione di istanti.

Non esiste più quel circolo che rimandava dal piano al montaggio (e viceversa) ma il montaggio è già nell’immagine. Montaggio e piano divengono un tutt’uno identificandosi.

Come nel primo testo, Deleuze rimanda a numerosissimi film, scene, piani, e mantiene come punto di partenza Bergson superando la sua distinzione tra tempo e durata attraverso la rottura della circolarità della durata che, a questo punto, non possiede più consistenza.

E se nel cinema pre-rosselliniano, il montaggio semplicemente inanellava una serie di immagini-movimento, adesso, nel cinema contemporaneo, l’immagine si prolunga, si sfalda, diviene movimento aberrante. Oscilla tra passato e futuro di cui il presente è solo un limite estremo. Così, mentre Welles, ad esempio, arriva ad elevare all’ennesima potenza il piano sequenza per dare più sostanza al racconto filmico, Godard lo destruttura, lo frammenta attraverso un nuovo tipo di montaggio.

Tanti sono gli argomenti trattati da Deleuze, dal flashback al virtuale, e “L’immagine-tempo” è, senza errore, un’opera filosofica complessa e importante perché va a fondo, adoperando nel giusto verso la semiologia e la linguistica per parlare del linguaggio cinematografico tracciando un percorso ancora oggi fondamentale per molti critici.

Gilles Deleuze è uno dei più grandi pensatori francesi del Novecento. Di difficile classificazione, pur se definito “post strutturalista”, alcuni suoi libri, tra cui “Differenza e ripetizione”, “Logica del senso” e “L’anti-edipo”, hanno letteralmente segnato la storia della filosofia del novecento.

Autore: Gilles Deleuze
Titolo: Cinema 2 – L’immagine-tempo
Editore: Ubulibri
Anno di pubblicazione: 2010
Prezzo: 20 euro
Pagine: 308

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Francesco Bove

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