L’ultimo di Andrea Camilleri: “La moneta di Akragas”

Matteo Chiavarone

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lamoneta-diakragasIn un bel volume uscito per Skira ritroviamo un Camilleri in stato di grazia che con “La moneta di Akragas” ci propone un racconto dal sapore antico, elegante e raffinato ma, soprattutto, con quel tratto che solo questo autore sa regalarci.

Leggere Camilleri è un piacere, soprattutto quando ci racconta, come in una sorta di viaggio ideale, una Sicilia di primo novecento che odora di zagare e polvere, di sudore umano e frutta, di un tempo che sembra riabbracciare quello scandito dagli dei.

Una Sicilia colta ma popolare, genuina ma impostata come solo può essere il sud del nostro paese. Una Sicilia che aspetta sempre qualcosa – che sia un lieto evento o un omicidio poco importa –, una Sicilia che ascolta in silenzio e capisce perché conosce la terra e con essa ha un legame tutto suo, profondissimo. La Sicilia è infine il prolungamento italiano della Grecia. Testimonianza ne sono i luoghi, i templi, le persone. Persino il mare lì sembra ellenico.

Il punto di partenza del romanzo è un oggetto, un oggetto che rimanda ad un mondo antico, un oggetto d’uso quotidiano, una moneta che ha il valore simbolico di passare di mano in mano.

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Matteo Chiavarone

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