Ascoltare il proprio cuore. Quella cosa chiamata amore

Alessandra Stoppini

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l_arte_di_ascoltareNe “L’arte di ascoltare i battiti del cuore” (Neri Pozza) di Sendker, una lettera è la chiave per scoprire che fine abbia fatto Tim Win, padre di Julia, metodico avvocato di successo newyorkese improvvisamente scomparso 4 anni prima.

È difficile scriverti una lettera Mi Mi. Ne ho scritte tante senza mandartele. Cosa potrei mai dirti che tu non sappia già?”. Che cosa ha spinto Julia a mettersi in viaggio per arrivare all’altro capo del mondo? Non il dolore “quella fase era passata” e né la preoccupazione, ma l’incertezza che non le dava pace. Chi era veramente suo padre? Perché questa fuga improvvisa il giorno dopo la laurea della figlia prediletta? “Mio padre era arrivato negli Stati Uniti dalla Birmania con un visto concesso per motivi di studio nel 1942. Aveva studiato legge a New York e ottenuto a cittadinanza americana nel 1959”. Tim Win aveva sposato una giovane americana dalla quale aveva avuto due figli, un maschio e una femmina. Le tracce dell’uomo partito per un banale appuntamento di lavoro per Boston si erano fermate a Bangkok “Influente avvocato di Wall Street scomparso senza lasciare tracce” aveva scritto il New York Times.

Trascorsi quattro anni la madre di Julia scoprì casualmente nella soffitta di casa una scatola contenente vecchie lettere scritte dal marito nel 1955 a una certa Mi Mi residente a Kalaw in Birmania. Julia comprese che il padre le aveva lasciato “un segreto da custodire”. Kalaw è una piccola città birmana protetta dalle montagne e dalla vegetazione composta di alberi in fiore, fiori e arbusti insoliti “dai colori selvatici e violenti” che ricordano alla donna un dipinto di Basquiat. In questo sperduto avamposto del sud – est asiatico c’era una modesta sala da tè dove Julia Win fu avvicinata da un uomo anziano che indossava “una camicia ingiallita, un longy verde e sandali di gomma”. U Ba racconterà a Julia la storia insolita e sorprendente, “fatta apposta per lei”, di un legame particolare quello tra suo padre Tim e Mi Mi. “Quattro anni ho atteso per la precisione… certo che ce ne ha messo di tempo”.

Das Herzenhoren è il primo romanzo di Jan – Philipp Sendker, il quale con una scrittura elegante e appassionata racconta con tono evocativo e magico una fiaba romantica e straordinaria. “Ci sono ferite che il tempo non sana, ma che rende così piccole da consentirci, alla fine, di continuare a vivere”. Tim Win era stato abbandonato dalla madre in tenera età e il dolore del distacco l’aveva progressivamente reso cieco. Dopo aver appreso la saggezza buddista respirata nel monastero dove viveva U May, Tim capì che la vita “è un dono da non disprezzare” pieno di enigmi nel quale “dolore e felicità sono inscindibilmente legati l’uno all’altra, e ogni tentativo di godere dell’una senza soffrire dell’altro è destinato a fallire”.

La cecità aveva acuito gli altri sensi di Tim “le voci erano diventate una specie di bussola dei sentimenti umani”, quindi prima di percepire per la prima volta la presenza di Mi Mi egli sentì un ritmo regolare, monotono. Quel battito che diceva “molte cose del corpo e dell’anima” era il pulsare del cuore della giovane. Mi Mi era nata con i piedi deformi e aveva imparato a camminare trascinandosi a terra con molta grazia. Un romanzo che parla di un sentimento candido e incondizionato in una terra dove “il tempo dell’attesa era fatto di momenti, di minuti o anche di ore di, pace, attimi di sospensione… ”.

Tim e Mi Mi si sono riconosciuti e scoperti l’uno con l’altroio sono parte di te e tu sei parte di me”, ciò che entrambi provano “un sentimento che gli era sconosciuto… la sua vicinanza gli aveva dato sicurezza”, la reciproca corrispondenza d’amorosi sensi non è forse quella cosa chiamata amore? “Parlo dell’amore che dà la vista ai ciechi. Che è più forte dell’angoscia. Dell’amore che infonde un senso alla vita, che non obbedisce alle leggi del degrado e della rovina, che ci fa crescere e non conosce confini”.

Mia amata Mi Mi, sono passati cinquemilaottocentosessantaquattro giorni da quando ho sentito battere il tuo cuore per l’ultima volta. Lo sai quante ore sono? Quanti minuti?”.

Jan – Philipp Sendker è nato nel 1969 ad Amburgo, ha vissuto negli Stati Uniti dal 1990 al 1995 e dal 1995 al 1999 è stato corrispondente in Asia per Stern. Dopo un secondo soggiorno negli USA è tornato in Germania dove lavora come giornalista per Stern. Vive a Berlino con la sua famiglia. Nel 2000 ha pubblicato un reportage sulla Cina. Nel 2007 ha pubblicato il suo secondo romanzo Das Flustern der Schatten.

Autore: Jan – Philippe Sendker
Titolo: L’arte di ascoltare i battiti del cuore
Editore: Neri Pozza
Anno di pubblicazione: 2010
Prezzo: 17 euro
Pagine: 315

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Alessandra Stoppini

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