“Too big to fail” (De Agostini, 2010) il libro di Andrew Ross Sorkin, non è l’ennesimo saggio sulle cause della crisi, anche se dopo averlo letto qualcosa sembrerà più chiaro.
L’ha scritto un giovane e bravissimo giornalista finanziario del New York Times, e se vi siete mai chiesti cosa davvero sia successo nelle stanze del potere in quei giorni del settembre 2008, quando tutto il mondo stava per sprofondare insieme alla banca d’affari Lehman Brothers, qui troverete molte risposte.
Ma soprattutto saprete tutti i passaggi che hanno portato alla crisi, ricostruiti da documenti riservati, fonti interne, riunioni segrete alla Federal Reserve e al Tesoro USA. Non solo citazioni fredde da comunicati stampa, ma le frasi celebri, la vita e le carriere, la rabbia, gli errori, l’abilità di protagonisti validi o incompetenti, raccontati come in un grande thriller perfetto per un adattamento cinematografico.
Colpi di scena e grande suspense, infatti, in questa grande inchiesta – reportage - storia vera ambientata tra i corridoi ovattati del potere economico e politico degli USA e del mondo intero. La storia inizia ben prima di quando arrivò sulle prime pagine dei giornali di tutto il mondo: Sorkin racconta prima il salvataggio di un’altra delle “big five” di Wall Street, Bear Stearns, ceduta a JP Morgan nei primi mesi del 2008. Un preludio al grande crollo dell’autunno. Sorkin racconta i salvataggi pubblici di Fannie Mae e Freddie Mac, le due società specializzate nell’emissione di mutui che davvero erano too big to fail, troppo grandi per fallire, come anche il colosso delle assicurazioni Aig, e sviluppa poi tutto il dibattito sul mancato salvataggio di Lehman, che scatenò la tempesta sui mercati globali, aprendo la strada alla crisi.
Quella di Sorkin è una cronaca minuziosa di tutti i passi della crisi, che aiuta a ricordare e a capire vicende molto complesse. Ma il suo principale merito è in fondo un altro: aver saputo scrivere una grande storia da romanzo, con l’ascesa e la caduta dei suoi protagonisti. La finanza e l’economia, nel momento del suo crollo peggiore, non sono solo numeri analizzati da editorialisti di primo piano. Il giornalista ci svela i protagonisti, ci fa entrare nei consigli di amministrazione di una banca d’affari sull’orlo del tracollo – Lehman – tra caraffe di caffè, tentativi disperati di accaparrarsi un salvatore all’ultimo minuto, la disperazione e l’angoscia di un amministratore delegato (“Allora sono io il coglione!” urlava Dick Fuld tra i corridoi vuoti, venendo a sapere che Bank of America non avrebbe alla fine salvato la sua banca, e che non c’erano più speranze), la rabbia dei dipendenti, i dubbi di un Segretario del Tesoro.
Too big to fail è un libro lungo, non sempre facile, ma da leggere con profonda attenzione.Perché ne vengono ritratti veri dei grandi protagonisti – spesso negativi – della crisi. Ritratti fatti di poche luci, molte ombre e umane debolezze, di persone che spesso hanno iniziato dal niente per poi guadagnare tutto e perderlo di nuovo per errori ingiustificabili.
AndrewRoss Sorkin, 33 anni, “enfant prodige” dell’informazione economica americana, è riuscito a sfidare il monopolio del Wall Street Journal dalle colonne del New York Times, collezionando un’incredibile serie di scoop, in cui ha dato anticipazioni, svelato retroscena e scandali. È fondatore e responsabile del blog finanziario “DealBook”, sulle pagine del sito del quotidiano USA.
Autore: AndrewRoss Sorkin
Titolo: Too big to fail
Editore: De Agostini
Anno di pubblicazione: 2010
Prezzo: 21 euro
Pagine: 620
Articoli correlati

“Generazione no risk” (Fazi, 2009) di Orazio Carabini, un tentativo di difendersi dalla crisi economico-finanziaria che ha travolto anche...

Un testo che non fa sconti e mette in risalto l'ingenuità con cui abbiamo permesso alla crisi economica di travolgerci. E ora "come ne usciamo? Lo...

L'economia è scienza certa? Le sperimentazioni sono possibili o ci si può basare su prove empiriche? Nicolas Eber e Marc Willinger in "Economisti in...

A Paul Krugman, nobel 2008 per l'economia, la chiarezza non manca. "Economisti per caso" (Garzanti, 2009) ha caratteristiche giuste per aiutare a...

Martha Nussbaum, nel suo ultimo bellissimo saggio, Non per profitto. Perché le democrazie hanno bisogno della cultura umanistica (Il Mulino 2011),...

"La democrazia in Italia" (Cronopio, 2011) di Maurizio Zanardi, potrebbe apparire come una raccolta di saggi già fuori tempo consentito, visto il...

"Il Dono" di Ted Gup (Il Saggiatore 2011) è un piccolo gioiello di Natale, una lettura che non si dimentica. È il dicembre 1933, in piena Grande ...

E' un grande romanzo "Leggere il vento" (Piemme) di Dinaw Mengestu. Libro maturo, delicato eppure pieno di malinconia e del dilemma contemporaneo ma...

È una mattina come le altre quando Ann Joo Cho, figlia di immigrati coreani negli USA e protagonista di "Un taxi chiamato fedeltà" (66th and 2nd),...

Il bel romanzo "La figlia segreta" (Corbaccio, 2011) dell'indiana Shilpi Somaya Gowda, viene da un orfanotrofio in India, dove la scrittrice lavorò...















