Ricostruire la decostruzione

Alessio Calabro

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ricostruire-la-decostruzione1Il passaggio dal vecchio al nuovo secolo ha visto le promesse di liberazione del postmoderno trasformarsi nel populismo mediatico. Ciò che lega le teorie dei postmoderni alle pratiche dei populisti è il principio secondo cui non ce un reale “là fuori”, ma solo un gioco di interpretazioni e manipolazioni che fanno sparire di scena il mondo vero, creando miti e leggende basati sull’opinione (Doxa) e negando la verità del dato scientifico (episteme).

La posta in gioco non è solo la verità, ma anche la giustizia.

Negli ultimi anni della sua riflessione Jacques Derrida (1930-2004) era solito ripetere che la giustizia è l’indecostruibile, intendendo con questo che tutto lo smontare, lo smascherare, il decostruire, appunto, era animato da un intento di giustizia; al tempo stesso intendeva che tutta l’attività di smontaggio non poteva spingersi sino a toccare la giustizia, come nel cinismo che dice che dietro alla richiesta di giustizia ci sono altri argomenti, meno puliti e confessabili. La tesi di fondo di “Ricostruire la decostruzione” (Bompiani, 2010) di Maurizio Ferraris, che propone una ripresa autonoma e originale dell’eredità derridiana, consiste nel fornire una versione realista della decostruzione.

Proprio perché c’è un mondo solido e impermeabile alle nostre manipolazioni e interpretazioni, ci possono essere verità e giustizia, e l’avvenire della decostruzione sta nella ricostruzione. Perché non si capisce cos’altro se non la realtà si possa offrire come alternativa filosofica e politica in un mondo ammalato di favole.

Lo stile e il tono complessivo del testo appaiono accademici, mentre la conoscenza della filosofia novecentesca è data per scontata; quindi un libro pensato principalmente per specialisti o, almeno, amanti della materia. Ad ogni modo l’incredibile attualità delle tematiche trattate, specialmente nella vita politico-sociale italiana, rendono questa pubblicazione estremamente illuminante per chi creca di comprendere la nostra contemporaneità.

Maurizio Ferraris è professore ordinario di Filosofia teoretica nella Università di Torino, dove dirige il LabOnt (Laboratorio di ontologia). È direttore della “Rivista di Estetica”, condirettore di “Critique”, membro del comitato storico di “Alfabeta2” ed editorialista di “La Repubblica”. Ha scritto una quarantina di libri tradotti in varie lingue, tra cui Storia dell’ ermeneutica (1988), Estetica razionale (1997), Dove sei? Ontologia del telefonino (2005, Premio filosofico Castiglioncello) e Perché è necessario lasciar tracce (2009).

Autore: Maurizio Ferraris
Titolo: Ricostruire la Decostruzione
Editore: Bompiani
Anno pubblicazione: 2010
Prezzo: 10 euro
Pagine: 128

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Alessio Calabro

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