Luna park

Gabriele Blandamura

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luna_parkKevin Baker, autore americano campione di incassi con Dreamland, debutta nel mondo della graphic novel affiancandosi ad un disegnatore acclamato quale Danijel Zezelj (il suo Il ritmo del cuore vanta un’introduzione di Federico Fellini) ed al colorista vincitore del prestigioso Eisner Award Dave Stewart: frutto del lavoro di più talenti cristallini, “Luna Park” (Magic Press) non a caso risulta un prodotto assolutamente fuori dagli schemi, raffinato e potente, evocativo ed allo stesso tempo pregno di significati più che profondi.

Alik Strelnikov si aggira tra le rovine dei luna park della celebre Coney Island: sgherro di un piccolo boss locale, convive con una prostituta, cova rancore e cerca di difendersi ora da un passato ancora più opprimente della sua quotidianità (l’America non sta certamente esaudendo le sue preghiere di gloria e ricchezza, la Russia gli ha addirittura mostrato quanto sia insensato sognare di diventare un eroe), ora da un futuro ripetutamente intenzionato a farlo fuori.

La sua vicenda è articolata su più piani temporali e corre tra ricostruzioni di eventi (reali o fittizi, privati o planetari che siano) e presagi mortiferi affidati ai tarocchi: è così che Alik da singolo essere vivente diventa portatore di tutta la delusione del mondo e si carica addosso una Storia cosmica intrisa di odio, tradimento e vendetta. Una specie di Messia dei tempi postmoderni, che però non ha né le capacità né le virtù per redimere l’umanità intera e nemmeno le infinite seconde possibilità offerte dal sogno sono in grado di salvare Aleksander, vittima di un destino ridicolo.

Le storie del protagonista ruotano attorno allo stesso drammatico controsenso. Il desiderio di difendere dei valori porta inevitabilmente a scontrarsi contro la loro relatività, la costruzione di una serenità pulita e modesta sfocia nell’orrore: Marina, Mariam e Marija (tanti nomi ed un solo viso in cui cercare un riparo) sono sempre pronte a pugnalare il loro uomo alle spalle pur di salvare se stesse e sopravvivere un giorno di più nell’Inferno terreno.

Il Fato osserva divertito il cammino di questo piccolo uomo ed appare ben attento ad alimentare le sue speranze quel tanto che basti per non farlo cedere: i folli piani di Alik (poco importa che vengano pensati durante la Seconda Guerra Cecena o per le strade di Brooklyn) sono niente altro che una componente necessaria per allestire le infinite repliche del suo fallimento.

In Luna Park le diverse componenti girano vorticosamente su se stesse come una giostra imbizzarrita, gli stessi elementi grafici/testuali attraversano i confini del tempo e del significato e si ripresentano a più riprese quando meno pensiamo di incontrarli: la medesima scelta cromatica accompagna fasi ed eventi del racconto diversissimi l’uno dall’altro, mentre le armi sono una vera e propria costante, destinata ad accompagnare i protagonisti fino all’ultima vignetta.

Si tratta di un’ambiziosa opera monotematica che in fin dei conti raggiunge gli obiettivi prefissati e riesce a far convivere diverse forme di genio: al pubblico non resta che lasciarsi stordire e sprofondare in un caos letterario e visivo, attendendo che al gusto della lettura segua l’inevitabile dispiacere della comprensione.

Autore: Kevin Baker, Danijel Zezelj
Titolo: Luna park
Editore: Magic Press
Anno di pubblicazione: 2010
Prezzo: 14 euro
Pagine: 168

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Gabriele Blandamura

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