La fine del mondo storto. L’ultimo romanzo di Corona

Francesca Camponero

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la-fine-del-mondo-stortoNe “La fine del mondo storto” (Mondadori) di Mauro Corona un giorno il mondo si sveglia e scopre che sono finiti il petrolio, il carbone e l’energia elettrica. Pieno inverno, vento ghiacciato e i denti aguzzi del freddo mordono alle caviglie.

Gli uomini si guardano l’un l’altro, hanno occhi smarriti e il terrore stringe i loro cuori. E ora cosa faranno?

Da tempo era possibile accorgersi di quanto stava succedendo stando dietro a certi segnaliscrive Corona, ma la gente non ha voluto farci caso e adesso le tocca il peggio. Ora che fame e freddo sono alle costole la gente ha paura, corre e correre fa sbagliare. Ma che si può fare di diverso con la morte alle spalle?

Insomma come si può capire quest’ultimo romanzo del montanaro di Erto ha una visione apocalittica del domani. Corona vuole lanciare un messaggio preciso ai suoi lettori che è: state attenti a come usate il mondo perché un giorno o l’altro lui si può ribellare e ritorcersi contro l’uomo. Secondo lo scrittore siamo al limite, l’era delle vacche grasse sta per finire e chi non ha imparato un vecchio mestiere, di quelli oramai andati in disuso, sarà difficile che in assenza di quei beni che garantiscono le comodità, riesca a sopravvivere.

Descrive città in cui per riscaldarsi si arriva anche a bruciare libri e quadri d’autore, in fondo, dice lui, quando si ha freddo e fame, che importa della cultura. Possiamo immaginare sia così, ma sembra che nei suoi racconti fantasiosi ci sia un forte accanimento verso chi fa cultura, un mestiere a suo avviso inutile in un momento di reale difficoltà. Ecco che inveisce quindi contro giornalisti, critici d’arte, attori esaltando invece il mestiere del contadino che poi tutti dovrebbero imparare se vogliono che l’umanità abbia il suo seguito. Per Corona il mondo si può salvare se torna alle origini primordiali, da qui la purificazione e il riscatto per quanto di male si è fatto da che il mondo è arrivato all’era del progresso, che sembra tutta da buttare via.

Francamente se nelle prime pagine il libro può sembrare intrigante e cattura la curiosità del lettore, a lungo andare il suo pensiero funesto e la sua visione totalmente negativa dell’umanità non trova più condivisione e risulta noiosa ogni descrizione apocalittica di un’umanità che non vogliamo pensare così vuota e brutta dentro. Anche il finale del libro non vuole riscattare neanche in extremis la figura dell’uomo che lui dice “finchè non sparirà dal pianeta, farà di tutto per farsi male e per star male. Poi si estinguerà e sarà colpa sua. L’uomo sarà l’unico essere vivente ad autoestinguersi per imbecillità“.

Speriamo non sia così diciamo noi.

Mauro Corona è nato ad Erto nel 1950, autore de Il volo della martora, Le voci del bosco, Gocce di resina, La montagna, Nel legno e nella pietra, Aspro e dolce, L’ombra del bastone, Storia di neve, Il canto delle manere.

Autore:  Mauro Corona
Titolo: La fine del mondo storto
Editore: Mondatori
Anno di pubblicazione: 2010
Prezzo: 18 euro
Pagine: 160

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