La felicità secondo Francesco Piccolo

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momenti-di-trascurabile-felicitaL’ultimo libro di Francesco Piccolo, “Momenti di trascurabile felicità” (Einaudi, 2010) è un racconto sui generis, una raccolta di situazioni, comportamenti e pensieri quotidiani che ci accomunano e che talvolta siamo poco disponibili a confessare. Cose che ciascuno già conosce e/o ha già vissuto, che quando si fanno ma non si ha poi il coraggio di dire. Come quando, ad esempio, ci si chiude “nei bagni delle case dove non si è mai stati e ci si mette a curiosare su tutti i prodotti che usano”.

O quando “qualcuno ha ripreso in poco tempo tutti i chili persi con una dieta faticosissima che per qualche giorno si è stati molto tentati di fare e poi, come al solito, non si è fatta“. Tutti i giorni capitano cose che ci fanno sorridere, che, improvvise, ci regalano intensi ma volatili momenti che l’autore definisce di “trascurabile” felicità, necessari, tuttavia, ad alleviare la fatica e la noia di certe nostre giornate. Due esempi. Tutte le volte in cui posso legittimamente dire “io l’avevo detto!” (oppure quando qualcuno dice: “è vero, l’aveva detto, me lo ricordo!”).

Quando chiamo un amico e scatta la segreteria telefonica e so che è in casa, comincio a dire cose assolutamente insensate, sapendo che dall’altra parte mi stanno ascoltando, e le cose insensate servono soltanto per dare il tempo al mio amico di alzare la cornetta. E lui risponde, perché io sono tra gli eletti. Anche se qualche volta capita che chiamo, dico cose insensate e lui non risponde. La cosa mi getta subito nel panico, annulla tutte le certezze che avevo, e mi nette in agitazione furiosa per il timore di essere stato retrocesso tra coloro ai quali non si risponde. Per il resto della giornata non riesco a fare più nulla, e continuamente ripenso alla questione: gli ho fatto qualcosa, e cosa? Poi si scopre che era uscito“.

Un testo piacevolissimo, che intrattiene il lettore con uno stile colloquiale ed un raffinato umorismo, talvolta tagliente o venato da un po’ di bonaria cattiveria, capace di regalare momenti di puro divertimento e di trasmettere un’allegria contagiosa. Ma, soprattutto, un libro che ci ricorda l’importanza dell’autoironia, di quel saper ridere di noi stessi, che si va perdendo.

Francesco Piccolo è nato a Caserta nel 1964. Vive a Roma ove svolge prevalentemente la sua intensa attività di scrittore, sceneggiatore cinematografico e teatrale e giornalista. Ha scritto numerosi romanzi e raccolte di racconti, tra i quali ricordiamo “Allegro occidentale”, “E se c’ero dormivo”, “Il tempo imperfetto”, “Storie di primogeniti e figli unici” (con il quale ha vinto il Premio Giuseppe Berto ed il Premio Piero Chiara), “La separazione del maschio”, “Italia spensierata”. Numerose anche le sceneggiature, alcune delle quali per film di successo, come “Il caimano”, “Caos calmo”, “Giorni e nuvole” e “La prima cosa bella”. Collabora a riviste e quotidiani e cura il laboratorio di sceneggiatura al D.A.M.S. dell’Università di Roma Tre.

Autore: Francesco Piccolo
Titolo: Momenti di trascurabile felicità
Editore: Einaudi
Anno di pubblicazione: 2010
Prezzo: 12,50 euro
Pagine: 134

* Diritti dell’articolo di Roberto Bisogno

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