2025 Blackout e gli scenari dell’Italia futura

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2025blackoutDa anni si parla di energia alternativa, energia rinnovabile. Renato Riva in “2025 Blackout” (Edizioni della Sera, 2010), racconta di uno scenario futuro, la Corsica del 2025 appunto, dove una tecnologia solare dall’impatto estremamente positivo permette di non inquinare il territorio. La scoperta è di un giovane ricercatore italiano, emigrato in California, che ha la fortuna di trovare nell’isola francese, da anni avviata all’indipendenza energetica e alla piena ecosostenibilità, un posto dove poter realizzare il suo progetto.

Una delle questioni più importanti del nostro Paese è sicuramente quella relativa all’energia nucleare. Nel 1987 l’approvazione di un referendum abrogativo votato da quasi 30 milioni di italiani impedì la costruzione di impianti nucleari, volti a produrre energia atomica, che però espone popolazione e territorio a rischi incalcolabili. E’ anche vero però che molti Paesi limitrofi al nostro (ad esempio Francia e Slovenia) sono costellati da centrali nucleari, che in caso di incidente, inevitabilmente provocherebbero danni anche all’Italia.

Al contrario dell’Italia, che troppo spesso mette i “bastoni tra le ruote” a chi vorrebbe migliorare il proprio Paese e che più volte ha deciso di scommettere sul nucleare. L’inventore si trova ad affrontare attenzioni sgradite, ma grazie all’aiuto di diversi amici riesce a ridicolizzare il sistema energetico italiano, grazie anche a un astuto utilizzo dei media.

Riva, ingegnere elettronico e top manager europeo presso una nota società americana del settore dell’information technology, ha presentato “2025 Blackout” lo scorso 13 dicembre alla libreria “Gocce d’inchiostro” di Roma (via Agostino Bertani, 11 – zona Trastevere). Presenti, in veste di relatrici, Giulia Cerino (L’Espresso online), Antonella Appiano (Job24.it de Il Sole 24 Ore) e l’editore di Edizioni della Sera, Stefano Giovinazzo.

Le due giornaliste nel romanzo di Riva hanno scovato una tremenda attualità, perché parlando di un futuro neanche troppo lontano, la storia del protagonista del libro ci fa pensare all’ennesima sfaccettatura controversa dell’Italia: il problema del nucleare e delle energie rinnovabili, legati a doppio filo dal desiderio di avere fonti d’energia in casa propria senza doverci appoggiare ad altri Paesi per avere la corrente elettrica o il riscaldamento nelle nostre case.

Il merito di questo romanzo – sottolinea la Cerino – è quello di raccontare una storia semplice, comune“. Comune a tanti giovani ricercatori italiani che sono costretti a emigrare all’estero per poter lavorare serenamente e successivamente essere accettati una volta tornati in Italia. Secondo la Appiano, “Renato Riva coniuga competenze tecniche a una passione civile“, dedita al miglioramento delle possibilità di accesso a fonti di energia che non inquini come succede ad esempio a causa del petrolio, le cui scorte mondiali sono già – a quanto pare – in riserva.

In ogni caso il nostro Paese, come per tante, troppe altre questioni, è in notevole ritardo rispetto allo sviluppo di possibili alternative ad altri tipi di energie inquinanti, come il petrolio e lo stesso nucleare. Il cosiddetto rinnovabile dovrebbe invece essere incentivato sempre di più non solo da tante amministrazioni locali e privati che, ad esempio con il fotovoltaico, si stanno impegnando a consegnare ai cittadini degli impianti che vanno assolutamente in direzione impatto zero nei confronti dell’ambiente, ma anche a livello istituzionale, dal Governo nazionale ai Ministeri.

Renato Riva, Inzago 1955, e’ ingegnere elettronico,  top manager europeo presso una nota societa’ americana del settore dell’information technology. Specialista di vendite e organizzazione commerciale è autore di Organizzare, Innovare, Vendere (Etas Rizzoli, 2008). Appassionato alpinista e sciaplinista ha scritto L’orco di Rhemes (Le Chateau, 2009). E’ membro accademico del  GISM, Gruppo Italiano Scrittori di Montagna. Il stuo sito è www.renatoriva.com

Autore: Renato Riva
Titolo: 2025 Blackout. Una storia possibile
Editore: Edizioni della Sera
Anno di pubblicazione: 2010
Prezzo: 12 euro
Pagine: 284

* Diritti dell’articolo di Graziano Rossi

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3 Comments

  1. Piero Iannelli

    erdonate potete far avere a Renato Riva del Gruppo Italiano Scrittori di Montagna, il mio commento?

    Perchè qui cari signori la questione si stà seriamente compromettendo.
    Al di là delle belle parole e green-econmy la realtà è spaventosa.

    …Di cui solo i titoli dei giornali credo basta a descrivere.

    Energie rinnovabili: i lavori “green” non aumentano come previsto
    USA Circa 90 miliardi di dollari per solare e eolico, 224.500 posti di lavoro (in due anni) contro i 5 milioni previsti..16/12/2010

    Infatti.
    Il Sole 24 Ore: da sole e vento lavoro a caro prezzo..i posti di lavoro creati dall’energia rinnovabile, ci costerà davvero cara. Sette volte più cara di quello che i sussidi pubblici possono produrre nel resto dell’industria, cinque volte di più per un nuovo posto nell’economia in generale.

    La Spagna taglia i sussidi all’eolico dicembre 6, 2010

    La lobby dell’eolico non si mette d’accordo sulla riforma degli incentivi dicembre 1, 2010

    Finita l’era dei Certificati Verdi ? novembre 30, 2010

    I sindaci vendono i crinali del Molise novembre 26, 2010

    Comincia la seconda invasione italiana dell’Albania novembre 22, 2010

    Eolico, la corsa all’oro in Puglia: record di pale e anche di sprechi. novembre 19, 2010

    Le mezze verità della lobby eolica diventano intere bugie novembre 15, 2010

    Germania, i costi delle energie rinnovabili fanno fuggire le imprese novembre 14, 2010

    Il vento degli sprechi Costi alti, affari d’oro e poca energia: un’inchiesta del Messaggero

    L’energia eolica danese è fuori mercato ottobre 28, 2010

    I produttori di torri eoliche prendono i soldi pubblici e falliscono ottobre 27, 2010

    Rinnovabili, secondo l’Aeeg gli incentivi sono «troppo generosi» ottobre 25, 2010

    Eolico in Italia: le banche chiudono i rubinetti ottobre 18, 2010

    IL GSE: la Tremonti ter è un incentivo pubblico ed è incompatibile con I Certificati Verdi

    Banche prudenti sui finanziamenti alle rinnovabili settembre 28, 2010

    Angela Merkel e il costoso sogno dell’energia pulita settembre 25, 2010

    L’«affaire» energia pulita, di Carlo Ripa di Meana settembre 24, 2010

    Sulla centrale eolica offshore di Thanet settembre 24, 2010

    Eolico, un lusso e un regalo alla mafia settembre 23, 2010

    Tremonti: l’eolico è una balla e uno dei più grandi affari di corruzione settembre 19, 2010

    Eolico nel 2009: cala la produttività, aumentano i costi per la collettività settembre 8, 2010

    Il dubbio business dell’eolico svedese settembre 6, 2010

    Zamparutti, il Ministero dello Sviluppo Economico non pubblica le linee guida sulle rinnovabili: un vantaggio agli speculatori e un danno all’ambiente settembre 6, 2010

    Tutti i rischi dei contratti di affitto dei terreni alle aziende eoliche settembre 6, 2010

    Ma quelle fonti di energia hanno costi esorbitanti settembre 4, 2010

    Costi astronomici per l’eolico offshore francese agosto 27, 2010

    USA, è crisi per l’eolico luglio 30, 2010

    USA: finiscono gli incentivi, finiscono i posti di lavoro nelle rinnovabili ..perdita di decine di migliaia posti. Dimostrando di non essere in grado di reggersi sulle proprie gambe.

    Eolico: il colore dei soldi verde-ambientalista luglio 23, 2010

    Tremonti: l’eolico deturpa il paese luglio 18, 2010

    Scaroni (ENI), meglio il risparmio delle rinnovabili luglio 16, 2010

    Il cataclisma Mega Eolico si vuole abbattere contro Vernole e Castrì |

    I fallimenti Alpha Ventus hanno creato forti pressioni per Areva Multibrid, filiale della società pubblica francese dell’energia nucleare Areva. Ogni giorno le turbine costano e non generano un singolo chilowattora di elettricità

    /———-/

    La verità risiede nel costo spaventoso di queste tecnologie.
    Ricordo che l’incentivo al fotovoltaico è di OTTO volte il valore dell’energia, più i cert. verdi, pertanto le aziende chiudono e la “gente” ha tutto il tempo di leggersi l’intero Gruppo Italiano Scrittori di Montagna.

    Qui un dettagliato scenario di questo eco-delirio:

    http://www.pieroiannelli.com/?p=8

    Cordialmente.

    Piero Iannelli

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