“Io non ci volevo venire qui”. Come conseguire la felicità

Matteo Chiavarone

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io-non-ci-volevo-venire-quiIo non ci volevo venire qui (Del Vecchio, 2010) è un simpatico ed intelligente volume di Angelo Orlando Meloni, autore conosciuto per i suoi interventi su “Stilos” e per l’ottima capacità di comunicazione linguistica.

Nello scorrere della narrazione l’autore riesce a disegnare i contorni di un quadro ben delineato in tutti i suoi aspetti. Meloni vuole sorprendere, vuole prendere in giro, bonariamente, il lettore e tira fuori un’opera che è un insieme di concatenamenti che si dipanano fino a scogliere l’immaginaria matassa.

Se accettiamo il gioco, perché di gioco si tratta, intravediamo spunti interessantissimi e capiamo forse di più alcuni aspetti della società in cui viviamo. In un momento storico senza “maestri” e senza “guide” capaci di intraprendere percorsi collettivi molti sono i ragazzi che, paradossalmente, tentano la cosiddetta “via dell’arte”: musicisti, attori, poeti, un esercito di anime variegato ma non sempre consapevole della loro reale qualità.

Tra il tragico e il comico Meloni prende in giro e si prende in giro. Quello che ne viene fuori è un vero e proprio “manuale di autodistruzione per il conseguimento della felicità” (come recita efficacemente il sottotitolo): improbabile manuale o romanzo tragicomico (con tanto di finale a sorpresa) si intravede tra le pagine del libro un desiderio di “travolgere tutto”, scendere fino al confine ultimo.

Senza scomodare Aldo Palazzeschi o Tommaso Landolfi, Meloni sembra voler far riecheggiare autori come Paolo Villaggio, Kurt Vonnegut, Joseph Heller (quello di Comma 22 per intenderci) e ci riesce benissimo nonostante un appiglio personalissimo e innovativo. L’idea di una autobiografia immaginaria (e comica) di un individuo “senza talento” che cerca di fuggire dalle “sirene dell’arte” vince e soprattutto convince perché appare una confessione libera e dissacrata, senza preconcetti.

Le storie si susseguono senza annoiare e trovando sempre, o quasi sempre, spunti da cui ripartire. Con questo procedere incalzante anche alcuni stereotipi, gettati qua e la con voluta non curanza, diventano parti necessarie ad un meccanismo che si nutre divorando i suoi stessi procedimenti.

Angelo Orlando Meloni è nato a Catania nel 1973 e vive a Siracusa. Ha scritto una raccolta di racconti, “Ciao campione”, pubblicata da Limina edizioni. “Io non ci volevo venire qui” è il suo primo romanzo. Altri racconti, interventi e recensioni sono apparsi nelle riviste “Nuova prosa”, “Stilos”, “Mono”, nell’antologia “Il primo bacio fa schifo” e nelle pagine on line di “Terranullius” e “FaM”. Aggiorna saltuariamente un blog di colore verde come l’ecologia, la benzina e la speranza: http://www.speraben.splinder.com

Autore: Angelo Orlando Meloni
Titolo: Io non ci volevo venire qui
Editore: Del Vecchio
Anno di pubblicazione: 2010
Prezzo: 14 euro
Pagine: 128

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Matteo Chiavarone

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