Igort, la tragedia ucraina in un reportage disegnato

Michela Gelati

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quaderni-ucrainiMagnifico reportage per parole e immagini, “Quaderni ucraini” (Mondadori) di Igort, prima parte di un dittico sui Paesi dell’ex Unione Sovietica che ricorda il lavoro di Joe Sacco in Palestina e nei Paesi dell’ex Jugoslavia.

Igort ha infatti trascorso due anni tra Russia e Ucraina intervistando persone comuni, soprattutto anziani che hanno vissuto la transizione dal comunismo alla democrazia, per raccontarne le vite, ma ha anche tradotto e disegnato i rapporti della polizia segreta sovietica.

Da questi due binari paralleli – le interviste dell’autore e la raccolta di materiale dagli archivi – viene un fumetto (il primo è appunto sull’Ucraina) che è un vero gioiello di grande giornalismo, disegnato in modo splendido e toccante.

L’autore svela, come ha detto in un’intervista, “cosa è stato e come è stato vissuto il sogno comunista dalla rivoluzione ai giorni nostri; mi domandavo cosa fosse rimasto di tutto questo oggi, nel ventennale della caduta del Muro”. Igort non fa sconti al comunismo, non c’è nessun rimpianto nelle sue pagine belle e rigorose, che raccontano della grande carestia degli anni ’30, l’ “holodomor” per il popolo ucraino, quando Stalin affamò i proprietari delle terre (i kulaki) per piegare la loro resistenza a cedere i campi alle fattorie collettive.

Nel reportage, dove i capitoli corrispondono alle diverse storie di persone intervistate durante il viaggio, si sente tutto: il gelo della campagna ucraina stretta nella morsa dell’inverno e della fame, la desolazione e la solitudine dei poveri, la violenza del regime, la morte. Si sente e si vede come a essere lì, meglio che in un film o in un romanzo. La luce terrea, le ombre nere e aggrovigliate dei morti per fame nella storia di Serafina Andreyevna, nata nel 1928, che racconta come durante la carestia “il pane si faceva con il fieno” e il foraggio veniva usato anche per le polpette, “perché era più saporito del resto”. Gli uomini uscivano di notte nei boschi per cercare radici, i bambini restavano chiusi in casa per sfuggire ad atti di cannibalismo (documentati nel libro).

L’autore lo dice senza mezzi termini, i decenni comunisti portarono l’Ucraina alla fame e alla rovina, e il nuovo capitalismo degli ultimi anni non ha risolto la situazione: “”Una nazione ricca, florida, indipendente, considerata un tempo il granaio d’Europa è ridotta oggi alla miseria. (…). L’homo sovieticus ucraino è un essere sperduto, privo di ruolo”.L’opera di Igort, cupa, desolata, senza speranza, è una lettura indispensabile, che non lascia (non può lasciare) mai indifferenti e getta finalmente una luce su un episodio drammatico della storia del Novecento di cui si parla ancora troppo poco, e su un Paese che oltre gli stereotipi resta quasi sconosciuto agli europei occidentali.

Igort, fondatore della casa editrice di fumetti “Coconino Press”, lavora da trent’ anni come autore di fumetti e illustratore. I suoi romanzi a fumetti sono oggi pubblicati in 15 Paesi e alcuni stanno per diventare film. Lavora poi alla serie Baobab, ai reportage disegnati e alla narrativa. Ha collaborato con grandi aziende come Studio Alchimia, Swatch e Alessi, e nel 1994 ha esposto i suoi lavori alla Biennale di Venezia. Ha al suo attivo anche una carriera di musicista e ha pubblicato cinque album. Vive e lavora in viaggio.

Autore: Igort
Titolo: Quaderni ucraini – Memorie dai tempi dell’URSS
Editore:Mondadori
Anno di pubblicazione: 2010
Prezzo: 17,50 euro
Pagine: 180

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Michela Gelati

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