Gentile: né Stato né Nazione. Italiani senza una meta

Michela Spartera

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nestato-nenazioneAttraverso un’analisi del senso che l’Unità d’Italia ha avuto in questi 150 anni, spesso fonte di  divisioni e lacerazioni nella sua popolazione, Emilio Gentile scrive “Né Stato né Nazione. Italiani senza una meta” (Laterza, 2010).

Nel riflettere sulla Storia d’Italia e sul significato di Nazione, arriva ad immaginare che nel 3111, a proposito dei festeggiamenti del 17 marzo 2011, si parli nella Penisola del compimento di “Un miracolo dello Stellone”.

Che l’Italia, nel corso dei suoi 150 di vita non sia stata solo “un’espressione geografica”, come aveva usato dire Metternich nel lontano 1847, almeno non per tutti, è un dato di fatto. Lo Stato italiano, pur mutando i suoi caratteri nel corso del tempo, da Regno a Regime, da Regime a Repubblica, ha comunque unito, non solo diviso. Ma oggi, alla vigilia dei festeggiamenti per i 150 anni dalla sua nascita, nello Stato italiano, fra i suoi cittadini, esiste una grave crisi di sfiducia. Alla luce di ciò  sono molti coloro i quali arrivano addirittura a mettere in dubbio l’esistenza stessa di una nazione italiana:  per queste persone la logica conclusione è che la stessa unità della Penisola sotto una medesima bandiera sia stata un grande errore. In un mondo che unisce sempre di più attraverso il fenomeno aggregativo, attraverso la sempre maggiore interdipendenza economica, attraverso la facilità delle comunicazioni, c’è chi aspira a tornare indietro, a dividere ciò che la Storia, attraverso l’azione e l’aspirazione di molti fra i suoi uomini, ha unito: perché l’Italia come oggi è “a molti non piace”.

Questa amara constatazione, offre spunto all’Autore per ripercorrere un secolo e mezzo di storia e per analizzare la differente portata dei nazionalismi che si sono manifestati nel corso dei tanti decenni dalla nascita stessa dell’idea di Nazione. Non solo in Italia ma anche nel più ampio contesto internazionale i nazionalismi hanno infatti avuto portata differente, a volte positiva altre volte negativa, nonché obiettivi divergenti: da quello democratico a quello risorgimentale, dal nazionalismo imperialista a quello modernista, dai nazionalismi totalitari a quelli anticolonialisti.

Se la caduta del muro di Berlino nel 1989 aveva generato in molti la convinzione che si sarebbe proceduto sempre più verso un superamento definitivo di quel nazionalismo, che aveva per duecento anni dominato la storia europea e mondiale,  “la fiducia nel superamento del nazionalismo, con la fine di rivalità, tensioni, conflitti e guerre, rafforzata dall’esempio dei popoli europei” -che si incamminavano a passo svelto verso l’Unità-  si dimostrò tuttavia ben presto una previsione errata. Così, quasi vent’anni dopo, nel 2008, la politologa francese Karoline Postel-Vinay poteva constatare che “il nazionalismo non è affatto morto, tutt’altro“.

In un’Italia divisa sull’esistenza stessa di una Nazione italiana, in un’Italia che per questo  mette sovente in dubbio l’utilità di uno Stato Nazionale Italiano -nonostante i suoi ultimi due Presidenti si siano attivamente impegnati e prodigati per far rivivere e rendere attuale il sentimento nazionale- vi è l’amara constatazione dell’Autore che “in un mondo di Nazioni e di Stati nazionali è comunque incerto quale possa essere il destino di una popolazione che scelga di incamminarsi, senza Stato e senza nazione, verso un futuro senza meta“. Ma, per una volta, allo storico è concesso, attraverso l’immaginazione e la fantasia,  aprire uno spiraglio di speranza. Cosa avverrà l’ormai prossimo 17 marzo 2011 quando l’Italia festeggerà i suoi 150 anni? Ai lettori il compito di scoprire quale sia “il miracolo dello Stellone” descritto, nell’ultimo capitolo di questo volume, dall’inventiva dell’Autore che allo scopo si proietta nel lontanissimo 3111.

Emilio Gentile, storico di fama internazionale, insegna Storia contemporanea all’Università di Roma La Sapienza. Nel 2003 ha ricevuto dall’Università di Berna il Premio Hans Sigrist per i suoi studi sulle religioni della politica. Tra le sue opere per Laterza, più volte ristampate e molte delle quali tradotte nelle principali lingue: Il mito dello Stato nuovo; Le origini dell’Italia contemporanea; Renzo De Felice; Le religioni della politica; La democrazia di Dio. La religione americana nell’era dell’impero e del terrore; “La nostra sfida alle stelle”. Futuristi in politica; La Grande Italia; Fascismo. Storia e Interpretazione; Il culto del littorio; Il fascismo in tre capitoli; Fascismo di pietra.

Autore: Emilio Gentile
Titolo: Né stato né nazione. Italiani senza meta
Editore: Laterza
Anno di Pubblicazione: 2010
Prezzo: 9 euro
Pagine: 113

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Michela Spartera

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