Dentro la musica di Fats Waller

Gabriele Blandamura

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fatswallerTante storie nella Storia, legate da fili quasi invisibili e accompagnate dalla stessa colonna sonora: le canzoni di Fats Waller.
Due mostri sacri del fumetto contemporaneo quali Igort e Carlos Sampayo ci regalano un particolare ritratto, che ignora il musicista e rende la sua musica reale protagonista.


Di fatto in “Fats Waller” (Coconino Press, 2009) il celeberrimo pianista jazz, autore di capolavori quali “Your feet’s too big” e “Ain’t misbehavin”, non è altro che uno dei numerosi personaggi inseriti dagli autori in una specie di piccola densissima antologia di contesti critici, asfittici, pronti ad esplodere in reale tragedia da un momento all’altro  l’America che cerca lentamente una via di uscita dalla crisi economica tramite il New Deal, la Germania ubriacata dal delirante sogno nazista, la Spagna sull’orlo della guerra civile.

Nella cornice comune degli anni ’30 e ’40 tanti esseri umani compiono il loro destino (piccolo, epico, giusto o sbagliato che sia) ascoltando le melodie di Thomas Waller, astro nascente del jazz americano, destinato ad una morte drammatica, anonima eppure emblematica se accostata al nucleo tematico del fumetto: Fats Waller e’ in fondo un uomo come tanti e più che a fare arte immortale pensa a comporre 4, 6, 12 canzoni al giorno per pagare gli alimenti alle sue numerose ex mogli o compagne e garantirsi un certo benessere per il futuro; è un uomo solo e spesso beve, paradossalmente sembra quasi che non conosca davvero la gioia dilagante che trasuda da ogni sua nota.
Eppure la sua musica è onesta fino al midollo: trasmette felicità autentica ad ogni longitudine e regala qualche minuto di serenità indistintamente a vittime e carnefici, ricchi e poveri, cristiani, tedeschi ed ebrei.

In questo strano racconto poetico ed agrodolce i singoli individui non sono quasi mai all’altezza delle emozioni che provano (ulteriori protagoniste dell’intreccio), ma forse la magia della musica sta nella sua capacità innata di innalzare per pochi istanti persino il più miserabile dei viventi verso un universo sensoriale altro, totalmente puro, quasi catartico : è come uno strano abbraccio che lega per sempre tutti coloro che lo abbiano conosciuto, che lascia addosso un marchio indelebile ed avvicina personalità diametralmente opposte, che cancella il passato e proietta verso il domani.

Un abbraccio narrato con indicibile eleganza da uno stile grafico apparentemente naif, eppure in grado di sondare gli infiniti stati d’animo che si possono nascondere dietro ogni singola espressione del viso ; un abbraccio impreziosito ulteriormente da un uso moderato e sapiente del colore (noterete con gusto come le tonalità delle vignette varino a seconda della situazione rappresentata) e, ovviamente, reso addirittura indimenticabile dalla straordinaria musica di Thomas Fats Waller.

Una musica gioiosa in tempi funesti.

Igort: scrive e disegna storie a fumetti dal 1979 sulle testate italiane e straniere (Alter, Linus, Frigidaire, Echo des Savanes, Metal Hurlant, Comic Morning, The Face). Suoi lavori sono stati pubblicati in 10 lingue (Europa, America e Giappone). Ha fondato nel 1982, con Mattotti e altri autori “Valvoline”, gruppo di ricerca teso a espandere le potenzialità del linguaggio del fumetto. Ha vissuto in Giappone, e ha collaborato con Ryuychi Sakamoto (rinomato musicista giapponese) e con Kodansha, la casa editrice del nuovo manga. I suoi ultimi libri hanno visto riconoscimenti ovunque, fino a vincere nel 2003 il premio come “Miglior libro dell’anno” alla Fiera di Francoforte.

Carlos Sampayo: nato nel 1943 a Buenos Aires in Argentina, vive e lavora a Barcellona. Giornalista, arriva in Europa nel 1972, dove incontra José Munoz e con lui dà vita a una collaborazione che li porta a creare, tra gli altri, il personaggio di Alack Sinner. Le loro storie, prima delle numerose pubblicazioni in volume, nascono a puntate su rivista. Tra le principali Alack Sinner (1975) e Nel bar (1978) su “Alter”, Sudor Sudaca (1982) su “Frigidaire”. Sampayo, oltre che giornalista e critico musicale, è anche scrittore: Il lato selvaggio della vita (Granata Press, 1994) è il suo primo romanzo tradotto in italiano. Appassionato conoscitore di musica jazz, ne scrive regolarmente sulla stampa e ha curato diversi volumi della collana Maestri del jazz.

Autore: Igort, Sampayo
Titolo: Fats Waller
Editore: Coconino press
Anno di pubblicazione: 2009
Prezzo: 17,50 euro
Pagine: 151

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Gabriele Blandamura

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