Verdone tra pubblico e privato. L’iperbole e la malinconia

Alessandra Stoppini

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carlo_verdone_malinconiaLa sceneggiatrice, attrice e regista Francesca Marciano definisce Verdone “un autore/attore camaleonte, dotato di intuizione e istinto formidabile: un vero rapinatore a mano armata di accenti, manie, paranoie, atteggiamenti”.

La sua è una delle tante testimonianze che sono racchiuse in questa bella monografiaCarlo Verdone. L’insostenibile leggerezza della malinconia a cura di Enrico Magrelli” (Besa, 2010), che il curatore ha realizzato in occasione dei trent’anni di carriera di “un attore che non apparteneva a un genere, ma solo a se stesso”. È Sergio Leone che parla in Verdone, l’uomo che guarda.Per questo volli produrre il suo film d’esordio affidando a lui stesso la regia”. Il film era Un sacco bello, l’anno il 1980. Sotto il sole cocente romano di ferragosto molti personaggi interpretati da uno stesso attore giovanissimo ma già talentuoso, danno vita a una commedia umana divertente, comica e dolce amara. Una pellicola sempre attuale venata anche di malinconia, che sarà un tratto distintivo di tutti i film successivi dell’attore/regista. “Questi trent’anni sono letteralmente volati… Sono stato narratore di fragilità, di difetti, di debolezze, di tic, un ascoltatore delle trasformazioni del linguaggio e un osservatore di gestualità esasperate, di una volgarità e di un cinismo sempre più diffusi e invasivi”.

In poche righe conversando con Magrelli, Verdone traccia un quadro veritiero della società attuale che ha descritto nel suo ultimo film Io, loro e Lara dedicato al padre Mario scomparso durante le riprese del film. Don Carlo Mascolo missionario in Africa torna a Roma preda di una profonda crisi spirituale, ma la famiglia in altre faccende affaccendata non comprende i suoi tormenti, mentre la Roma nella quale è nato e cresciuto si mostra indifferente e cinica di fronte ai piccoli e grandi drammi quotidiani. Un film corale, maturo e commovente che ha convinto critica e pubblico. “Nel mio ultimo film mi metto in un angolo, gioco di reazione… ”.

Sfogliando il saggio il lettore è invitato a ripercorrere la carriera di Verdone divisa in ventuno film come regista/soggettista/sceneggiatore/attore e otto film come attore. “La mia base di partenza è stata la grande commedia italiana con i suoi straordinari registi e con i suoi grandi interpreti degli anni Cinquanta e Sessanta”. Tutto ha inizio una sera del 1977 quando Carlo spronato dalla madre che ha intuito le potenzialità del figlio gli rifila come viatico “un gran calcio nel sedere” dicendogli “Vai, cacasotto, un giorno mi ringrazierai!”, buttandolo letteralmente fuori dalla porta di casa. È il debutto al Teatro Alberichino presentando Tali e quali una galleria comica di personaggi realmente esistiti dei quali Verdone cattura “il DNA psicologico”. Alla quarta sera di repliche c’è un solo spettatore Franco Cordelli che applaude. Il giorno dopo su Paese Sera il giornalista scrive: “C’è già chi lo ha definito il nuovo Fregoli: si chiama Carlo Verdone… il suo spettacolo differisce dagli altri monologhi per i ritmi di recitazione, gli innumerevoli voltafaccia, i continui cambi di faccia. Verdone è un attore nato… A star is born direbbero negli States.

In tutta la produzione cinematografica di Carlo i personaggi femminili sono sempre stati fondamentali. È un regista che ama le donne, perché le sa valorizzare. Molte attrici grazie a lui sono sbocciate rivelando una vis comica o drammatica che non pensavano di possedere e hanno vinto premi importanti, di prestigio. “Le donne sono state sempre importanti nella nostra famiglia. Per questo c’è stato forse un affetto speciale per la figura femminile che racconto nei miei film. Le donne sono state veramente la spina dorsale del cinema”. Verdone cita Anna Magnani come la sua attrice preferita. È anche per questo che nella monografia occupa un posto particolare una serie di brevi interviste a cura di Fabrizio Corallo, nelle quali alcune delle “sue attrici” ritraggono Verdone come un regista disponibile, professionale e rilassante dalla grande umanità.

Nell’intervista a Enzo Trapani, trascritta da nastro del 1987, il regista del programma Non Stopregistrato a Torino nel ’78”, così commenta la prima apparizione di Carlo Verdone in televisione “Non l’ho scoperto, sono stato l’ostetrico, l’ho aiutato a nascere”.

Una monografia imperdibile che si legge e si gusta senza un attimo di pausa dedicata a un nostro grande artista, degno erede della migliore commedia all’italiana.

Mi sono sempre messo in discussione… Il mio successo è in gran parte frutto di questa mia umiltà ma anche della grande energia con cui ho potuto proseguire con sincerità e determinazione. Io ringrazio Dio che mi ha dato trent’anni di splendida carriera, che rappresentano un enorme regalo, ma anche la possibilità di poter conversare con i miei spettatori, di poter comunicare con loro. E di essere stato il loro antidepressivo privo di effetti collaterali”.

Enrico Magrelli è conservatore della Cineteca Nazionale. Dal 1994 è autore e conduttore del programma radiofonico Hollywood Party. È consulente della Mostra di Venezia e vicedirettore del BIF&ST di Bari. Fa parte della Commissione del fondo di garanzia per il cinema del Ministero dei Beni Culturali. Scrive per la Rivista del Cinematografo e collabora con la Casa del Cinema di Roma. Ha scritto e curato una decina di libri. Questa monografia è stata realizzata dal Centro Sperimentale di Cinematografia e dal Festival del Cinema Europeo in collaborazione con Vestas Hotels & Resorts. Nel libro sono presenti Le due, tre anime di Carlo. Conversazione con Mario Verdone e Mio fratello Carlo di Luca Verdone. Completano il volume i seguenti saggi critici: Io, loro e gli altri. Il cinema di Carlo Verdone tra pubblico e critica di Domenico Moretti e Luca Pallanch, MondoVerdone di Luca Bandinelli e Enrico Terrone, Il comico moralista di Paolo D’Agostini, Non uno di meno: Carlo Verdone, attore nei film degli “altri” di Giona A. Nazzaro, Il regista musicofilo e il musicista cinefilo. Il sodalizio Verdone – Liberatori di Enrico Terrone. La filmografia completa dell’attore è a cura di Annamaria Licciardello.

Le immagini presenti nel libro provengono dalla collezione privata di Carlo Verdone.

A cura di: Enrico Magrelli
Titolo: Carlo Verdone. L’insostenibile leggerezza della malinconia
Editore: Besa
Anno di pubblicazione: 2010
Prezzo: 18 euro
Pagine: 206

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Alessandra Stoppini

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