L’ultima carovana della Patagonia

Matteo Chiavarone

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ultima-carovana-della-patagoniaL’ultima carovana della Patagonia (La Nuova Frontiera, 2010) è un nuovo, intenso, libro di Raúl Argemí, autore che da sempre si occupa di quello squarcio incantevole di storia e di terra. Come tutte le storia dell’America Latina, si assiste ad un racconto tra il veritiero e l’immaginario, tra l’onirico e il leggendario, quasi a rispolverare costantemente quel realismo magico novecentesco mai totalmente assopito. Ma in questo libro non ci sono Macondo o magiche apparizioni.

Sotto scacco c’è la società moderna, i suoi compromessi e i suoi limiti. L’economia galoppante ha prodotto un mostro difficile da arginare. L’autore ci riporta indietro di quasi dieci anni, la crisi in argentina. Una di quelle che non si dimenticano. «Una mattina il polmone, il cuore di ogni civiltà moderna si fermò. Le banche non hanno aperto le loro porte…poi il governo ha fatto l’unica cosa che può un governo che non è disposto a rispolverare la ghigliottina, ne ha decretato la chiusura»

Il paese che sprofonda nella crisi e nelle paure. Intorno tutto è nero. Politica, economia, industria. Una serie di leggi devastanti – una su tutte il “Corralito”, il quale bloccò i capitali depositati in banca. Poi il taglio di tredici punti punti percentuali degli stipendi pubblici. La rivolta, prevedibile che mette a soqquadro il paese.

La carovana di cui parla Argemí, e raccontata da Roque Pérez, che ne è stato uno dei protagonisti, diventa quasi un viaggio picaresco i cui attori sono incredibili personaggi a metà tra il tragico e il grottesco.

Sono impiegati ed ex dissidenti, detenuti politici e utopisti costretti a muoversi per tutto il paese fino ad essere spediti in Patagonia. C’è un progetto dietro: quello di creare un nuovo partito, che sappia riconoscersi in soltanto due degli ideali della Rivoluzione Francese. Fraternità e Libertà. Ma non Uguaglianza.

Questi esilaranti e tragici personaggi devono promuovere la costruzione di una città situata nel mezzo del deserto e, attraverso un’efficace propaganda, convincere gli avventori d’una agenzia di viaggi e alcuni turisti giapponesi ad investire in questo straordinario progetto. Sono stati selezionati, in verità, per costituire un nuovo partito che teorizza soltanto due degli ideali della rivoluzione francese, la libertà e la fraternità, eliminando l’uguaglianza. Un partito ha bisogno di un leader e soprattutto di soldi, da qui la scelta di rapinare una banca. Ma qualcosa non va come dovrebbe andare-

Raúl Argemí, nato a La Plata in Argentina nel 1946. Da giovane è stato attore, regista e autore teatrale. A poco più di vent’anni prende parte attivamente alla lotta contro la dittatura. Arrestato nel 1974 per la sua attività politica, passa in carcere dieci anni della sua vita. Una volta uscito inizia a scrivere e a collaborare con numerosi giornali fi no a diventare responsabile delle pagine culturali e direttore della rivista Claves. Nel 1997 pubblica il suo primo romanzo El Gordo, el Francés y el Ratón Pérez. Nel 1999 lascia l’Argentina e si trasferisce in Europa, a Barcellona. In Spagna si dedica alla scrittura a tempo pieno, pubblicando nel 2002 Los muertos pierden siempre los zapatos, a cui fanno seguito Penultimo nome di battaglia, vincitore del Premio Dashiell Hammett nel 2005 (La Nuova Frontiera, 2006) e Patagonia ciuf ciuf, vincitore del VII Premio Francisco García Pavón.

Autore: Raúl Argemí
Titolo: L’ultima carovana della Patagonia
Editore: La nuova Frontiera
Anno di pubblicazione: 2010
Prezzo: 17 euro
Pagine: 288

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Matteo Chiavarone

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