Storia del regista Antonio Marchi

Stefano Donno

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cinemamarchi«Giugno 1940. A guardare il paesaggio emiliano il cuore si solleva e ignora le ansie di quel momento storico. Nella campagna circostante Parma, fino alla  strada che porta a Monticelli Terme e da lì a Montechiarugolo e Torrechiara, è tutto un risplendere di grano maturo». In memoria del regista Antonio Marchi, Mirko Grasso tenta di parlare e lo fa veramente con grande abilità e passione di una personalità della cinematografia italiana contemporanea.

Questa persona si trovò a collaborare con personalità immense come Luigi Malerba, Attilio Bertolucci, Giorgio Bassani e Pier Paolo Pasolini, solo per citare disordinatamente qualche nome illustre. Di Marchi se n’è sempre parlato con grande rispetto, ma forse in canali non sempre così grandi e adeguati da farlo conoscere al grande pubblico, e questo nonostante egli avesse costruito nel suo tracciato biografico una costante di prassi e teoria fondate su impegno, bravura, e onestà intellettuale, che difficilmente oggi si possono incontrare. Antonio Marchi paradossalmente lavorò per un tempo brevissimo rispetto agli standard “carrieristici” dei registi, e di fatto egli aveva reso “orfani”  i suo lavori di ripresa lasciandoli nell’oblìo di una soffitta.

Ora grazie al contributo del Fondo Giorgio Bassani, dell’Archivio Nazionale Film di Famiglia e dell’Istituto Storico Parri Emilia-Romagna per i tipi di Kurumuny di Calimera esce il volume di Mirko Grasso dal titolo “Cinema primo amore – Storia del regista Antonio Marchi” insieme a un dvd contenente due documentari: il primo, dal titolo “La liberazione di Montechiarugolo”, è la ripresa da parte del regista della liberazione di un piccolo centro dell’Appennino emiliano; il secondo dal titolo “Come un canto”si sostanzia nella ricostruzione della relazione tra Marchi e il cinema attraverso tutta una serie di suoi filmati amatoriali, conservati presso l’Associazione Home Movies – Archivio Nazionale del Film di Famiglia, e per l’occasione non solo resi in formato digitale, ma anche musicati e commentati da un testo ricavato dagli scritti in note dello stesso Marchi.

Questo libro offre l’opportunità di conoscere la vita e le opere di questo grande  regista di Parma, per l’appunto Antonio Marchi (1923-2003), la cui attività si colloca tra il 1946 e il 1957, e che lo ha visto protagonista fattivo e operativo di numerosi documentari, fondatore di una rivista di cinema di respiro nazionale, e di un unico lungometraggio, “Donne e soldati”, diretto con l’amico Luigi Malerba, che annovera la partecipazione di Marco Ferreri nel ruolo di attore principale. Mirko Grasso ora va in libreria con questo splendido lavoro e lo fa con la dignità di essersi servito perfino dell’apporto d’una intervista a Luigi Malerba e di una a Francesco Maselli, nonché di una testimonianza di Mario Verdone: insomma un volume la cui utilità è indiscutibile. Una piccola chicca: si dice in giro che Antonio Marchi sia stato la mano che muoveva la macchina servita a consegnare alla storia di un obiettivo i corpi penzolanti di Benito Mussolini e Claretta Petacci.

Storia del cinema e ricerca documentale fanno di questo libro un lavoro che difficilmente può essere trascurato o non studiato per comprendere i visi e le vicende artistiche di uomini che hanno fatto le basi della cultura italiana. I fan del cinema, forse quelli più raffinati e meno grossolani non potranno non avere nella loro biblioteca quest’opera, tenendo conto che avranno la possibilità di godere di un dvd che allarga e chiarisce l’artista Marchi.

«Se sono diventato regista di film è stato per imitare Antonio Marchi» (Bernardo Bertolucci)

Mirko Grasso si occupa di cinema documentaristico, inchieste sociali, storia contemporanea. Ha scritto per «Aprile», «Lo Straniero», «Quaderni di Cinemasud». Ha pubblicato i volumi: Pasolini e il Sud (2004); Stendalì, canti e immagini della morte nella Grecìa Salentina (2005); Scoprire l’Italia. Inchieste e documentari degli anni Cinquanta (2007); Gaetano Salvemini. L’uomo, il politico, lo storico (2007); con Andrea Vannini ha curato il volume Firenze di Pratolini. Un documentario di Cecilia Mangini (2008). Per la casa editrice Kurumuny dirige la collana editoriale Fotogrammi. Collabora con l’Istituto Storico Parri Emilia-Romagna per il quale ha riordinato, inventariato e catalogato il fondo archivistico “Antonio Marchi”. Insegna materie letterarie.

Autore: Mirko Grasso
Titolo: Cinema primo amore – Storia del regista Antonio Marchi
Editore: Kurumuny
Anno di pubblicazione: 2010
Prezzo: 16 euro
Pagine: 158

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Stefano Donno

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