L’essere o non essere di Gassman a 10 anni dalla scomparsa

Alessandra Stoppini

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un-grande-avvenireUn grande avvenire dietro le spalle” (Tea) di Vittorio Gassman. Chi fu veramente il grande attore, cosa si celava dietro la sua estrema bravura, il suo carisma, le sue doti camaleontiche e il suo indiscutibile fascino? A dieci anni oggi dalla scomparsa di Gassman per riscoprire la sua personalità, i tanti aspetti del suo carattere vale la pena rileggere o leggere per la prima volta l’autobiografia che il Mattatore pubblicò per i tipi di Longanesi nel 1981.

Il volume riscosse fin dalla sua uscita un grande successo di critica e pubblico. I lettori che avevano e continuavano ad applaudire il magico istrione sui palcoscenici teatrali o nel buio delle sale cinematografiche scoprirono che il loro beniamino possedeva anche un talento letterario originale, ironico e drammatico. “Sono nato a Genova, dunque, e ci ho passato i primi cinque anni di vita”. Sembra quasi di ascoltare la voce dell’attore così profonda e unica, indistinguibile mentre racconta la propria vita partendo dall’infanzia nel capoluogo ligure e poi il trasferimento da Palmi dove il padre ingegnere civile tedesco “costruiva case antisismiche” a Roma in via delle Terme Deciane. Quasi ieratica la figura di Heinrich Gassmann il quale “convogliava l’idea del gigantesco in tutto, statura, voce, collere, romantici abbandoni, tenerezze” e che “era inflessibile sulla puntualità a tavola”. Il giovane Vittorio amava moltissimo il padre il quale “non perse mai il forte accento alemanno”. Intense sono le pagine che descrivono il lutto che colpì la famiglia dell’autore quando troppo presto venne a mancare il padre, la lucida cronaca del giorno del funerale, le lacrime che non arrivavano e dopo i giochi con un coetaneo “fu un pomeriggio stralunato e felice… Quella notte piansi ininterrottamente”. La vita proseguì “mia madre si rimboccò le maniche”.

L’autobiografia di Gassman proseguendo nella lettura diventa diario, memoir, film, documento storico di un’epoca ma soprattutto confessione vissuta saltando dal passato al presente e viceversa in un gioco continuo che sorprende, colpisce e cattura. Nel romanzo non è tralasciato nulla di un’esistenza vissuta intensamente: le prime esperienze teatrali, gli amici conosciuti mentre frequentava l’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica Adolfo Celi, Luciano Salce e Carlo Mazzarella. Nora Ricci la prima moglie alla quale dedica un capitolo con la quale divide “una vita dialetticamente vivace” e dalla quale ha la primogenita Paola. Il capitolo America dolce – amara quando l’attore sbarcò negli States con alterne fortune e il matrimonio con Shelley Winters, il loro legame burrascoso e la nascita della figlia Vittoria. I tanti successi ottenuti sul palcoscenico osannato da pubblico e critica interpretando Amleto e Kean, Otello e Lear. I molti personaggi interpretati come Peppe er Pantera pugile suonato che “calcola tutto scientificamente” de I soliti ignoti di Mario Monicelli, il grande condottiero medioevale de L’armata Brancaleone dello stesso regista campione d’incassi “mio figlio Alessandro mi preferiva con la barba”. Lo sbruffone Bruno Cortona de Il Sorpasso con la sua Lancia Aurelia B24 che rappresentava il fugace miracolo economico dei favolosi anni Sessanta… Sullo sfondo di trent’anni di storia italiana dal 1945 al ‘74 l’ex partigiano, ora avvocato Gianni Perego ha svenduto i suoi principi per denaro, ma è felice? C’eravamo tanto amati uno dei momenti più alti della commedia all’italiana con un cast di ottimo livello.

Presi la prima cotta, disperata, per una ragazzina di nome Marta, che pedinavo al ritorno da scuola perché faceva la mia stessa strada, giù per la scesa di via Nizza”. La giovane Marta fu il primo amore di Gassman il quale ebbe nella sua vita legami sentimentali importanti quattro volte sfociati in matrimonio. Nel libro sono ricostruiti tutti con una sincerità disarmante. Il rapporto padre – figli è quello però che fa da trait d’union al volume. “Tutti i miei figli, tranne Jacopo, sono nati mentre stavo lavorando”. Paola “ha un’eccezionale cerniera di controllo, sotto la quale ribolle la più tenera e indifesa delle anime”. Vittoria “Tory è sempre stata la più misteriosa dei miei figli”, Alessandro nato dal legame con Juliette Mayniel “tra me e lui il dialogo è affidato a veloci abbracci appassionati”. Jacopo il figlio più piccolo, quando l’attore scrisse il romanzo, aveva solo nove mesi. “Curiosamente il futuro di Jacopo non mi desta vere preoccupazioni… gli basterà superare un paio di guerre atomiche…” Emanuele è il figlio che l’ultima moglie di Vittorio, Diletta D’Andrea ha avuto dal matrimonio precedente con Luciano Salce. Un affetto da conquistare giorno dopo giorno “la sua intelligenza precoce, la vitalità, la sua lotta con me. È una storia a sé la nostra, e solo tra qualche anno potremo decifrarla del tutto”.

A quasi trent’anni dalla sua pubblicazione l’autobiografia Un grande avvenire dietro le spalle dal titolo ironico, beffardo e provocatorio specchio dell’autore conserva ancora tutta la sua freschezza narrativa, la bellezza di un classico che il tempo non appassisce.

Da quando ho cominciato queste memorie, sto nettamente meglio. Sono più giorni che scrivo al tavolino, senza cambiare posizione ogni cinque minuti per andare a muovere meccanicamente le fila di libri allineate nella biblioteca”.

Vittorio Gassman (vero cognome Gassmann) è nato a Genova il 1° settembre 1922 ed è morto a Roma il 29 giugno 2000. Dopo aver frequentato per due anni l’Accademia Nazionale di Arte Drammatica di Roma, nel ’43 debuttò sulle scene al fianco di Alda Borrelli. Momenti significativi della sua carriera di attore e regista sono stati L’Oreste di Alfieri diretto da Luchino Visconti, Amleto di Shakespeare con la regia di Gassman e Squarzina, Kean di Dumas/Sartre, Adelchi di Manzoni diretto dallo stesso attore, Orestiade di Eschilo, Edipo re di Sofocle, Otello di Shakespeare, O Cesare o nessuno di cui era anche autore, Affabulazione di Pasolini. Nel cinema si è imposto al pubblico e alla critica con I soliti ignoti (1958). Hanno fatto seguito moltissimi film di successo tra i quali: La grande guerra di Mario Monicelli (1959), Il sorpasso (1962) di Dino Risi, L’armata Brancaleone di Mario Monicelli (1966), C’eravamo tanto amati di Ettore Scola (1974), Un matrimonio di Robert Altman (1978), La terrazza di Ettore Scola (1980), La famiglia di Ettore Scola (1987), Tolgo il disturbo di Dino Risi (1990), Sleepers di Barry Levinson (1996), La cena di Ettore Scola (1998).

Autore: Vittorio Gassman
Titolo: Un grande avvenire dietro le spalle. Vita, amori e miracoli di un mattatore narrati da lui stesso
Editore: Tea Due
Anno di pubblicazione: 1990
Prezzo: 7,80 euro
Pagine: 244

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Alessandra Stoppini

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