L’amore è giovane: romanzo d’esordio di Ethan Hawke

Michela Gelati

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ethan-hawkeConobbi Sarah in un locale. Era il quindici di agosto“. E’ l’inizio di tutto tra Sarah e William, ventenni a New York in “L’amore è giovane” (Minimum fax, 2010), romanzo d’esordio dell’attore e scrittore Ethan Hawke.

Diventato un film diretto dallo stesso Hawke e presentato alla Mostra del Cinema di Venezia nel 2006, è una storia d’amore fresca e drammatica come tutte quelle che si vivono nell’adolescenza, con lo scoprirsi per la prima volta totalmente e felicemente dipendenti da un’altra persona, i pianti disperati, la mancanza che toglie il respiro.

Sarah e William si conoscono in una serata qualunque nel Greenwich Village, in un locale che si chiama Bitter End (fine amara: il nome dice già tutto di come andrà a finire), e dopo quella notte niente sarà più come prima. Lui è bello, viene dal Texas, saltuariamente fa l’attore e più spesso perde tempo. Lei è una musicista agli esordi, sembra un’irlandese con gli occhi verdi, i vestiti un po’ vintage, quell’aria irresistibile da ragazza timida. Di Sarah, nonostante sia leggermente sovrappeso, un po’ taciturna e senza troppa fiducia in se stessa, William per la prima volta si innamora davvero. Lei lo tiene sulle spine senza fare apparentemente nulla se non essere se stessa, e senza concedersi troppo, forse perché questo è il suo modo di difendersi dal dolore.

Raccontata da William in prima persona, questa storia d’amore farà immedesimare molti adolescenti, e provare una grande tenerezza a chi quell’età l’ha passata da un pezzo. Perché come molte storie dei vent’anni, fin dall’inizio è drammatica e assoluta, tutta gioia e euforia o disperazione e perdita, passeggiate in una New York bella e malinconica, senza orari e senza stanchezza, e notti in case disordinate di adolescenti, come quando William guarda Sarah addormentata: “Speravo che non si svegliasse. La ricoprii col lenzuolo,tirandolo su fino al mento. Alzai gli occhi e guardai la stanza. Pensai: “Pregare dev’essere così“.

Non c’è niente di nuovo nel libro, nessuna rivelazione. Ma Ethan Hawke è molto bravo, e la sua storia d’amore dei vent’anni è fresca, dolce, profondamente vera. Il suo William assomiglia alla lontana a Holden Caulfield, il celebre protagonista del romanzo di Salinger, e il libro si legge d’un fiato con un briciolo di malinconia e molti ricordi. E alla fine ci si sente un po’ come William, quando molti mesi dopo incontra Sarah, che ora fa la maestra in una scuola elementare. William incontra Sarah e non succede niente, e quando se ne va sa che probabilmente non la rivedrà più, e si incammina verso casa con il solito rimescolio di dolore addolcito dalla rassegnazione: “Il vento mi soffiava fresco in faccia. Ripensai alla cosa che mi piaceva fare di più quando avevo l’età di Sanger. Uscivo per strada e mi mettevo a camminare in mezzo alla gente, immaginando di essere orfano“.

Ethan Hawke (Texas, 1970) ha recitato in molti film, da L’attimo fuggente a Giovani, carini e disoccupati, Prima dell’alba, Onora il padre e la madre e Training Day, per cui ha ricevuto la nomination all’Oscar. Alla carriera cinematografica unisce da sempre quella teatrale, come attore e regista, e la scrittura: L’amore giovane, suo romanzo d’esordio, è stato seguito da Mercoledì delle ceneri (minimum fax 2003).

Autore: Ethan Hawke
Titolo: L’amore giovane
Editore: Minimum fax
Anno di pubblicazione: 2010
Prezzo: 16 euro
Pagine: 203

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Michela Gelati

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