La città e l’uomo

Paolo Calabro

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la-citta-e-luomoL’idea migliore per venir fuori dalla crisi della nostra società “liquida”, mutevole e fuggevole – sostiene Leo Strauss in “La città e l’uomo” (Marietti, 2010) – è riscoprire la saggezza della filosofia politica degli antichi. Il volume (il cui originale inglese risale al 1964), curato da Carlo Altini, è composto da 3 capitoli: Sulla Politica di Aristotele, Sulla Repubblica di Platone e Sulla Guerra del Peloponneso di Tucidide.

Tornare agli antichi non vuol dire riprendere soluzioni preconfezionate e pretendere di calzarle alla meglio sui problemi attuali; significa invece riscoprire la profondità e l’ampiezza di un pensiero lucido come quello classico, in grado di cogliere il problema del politico nelle sue tante sfaccettature, al fine di tracciare sentieri per un nuovo sviluppo della politica, oggi schiacciata dal peso della complessità e del tecnicismo e svilita dal malcostume diffuso e dall’evidente inadeguatezza della maggior parte dei politici.

Nessun ritorno al passato, dunque; al contrario, la filosofia di Strauss è un invito ad utilizzare il pensiero politico degli antichi come asta per saltare al di là della palude della politica moderna. È un’alternativa sia alla stagnazione dello status quo, sia alla frenesia acritica dell’innovazione fine a se stessa; alternativa nella quale il vero progresso è quello che sa far tesoro di ciò che di buono il passato ha da offrire.
Nell’introduzione a questa edizione italiana, Altini critica lo stereotipo imposto a Strauss dalla tradizione storiografica, per la quale il filosofo novecentesco sarebbe antiliberale, elitario, reticente (perché convinto che la verità non possa essere comunicata a tutti), teorico della politica come luogo della necessità (piuttosto che della possibilità). Nulla di ciò è del tutto vero, sostiene il curatore: ciò che si può dire di Strauss è che egli è diverso, effettivamente, dai moderni, dai loro slogan e dai loro standard, perché è un “ultramoderno”.

Sostenitore della provvisorietà e della sperimentalità della politica e avversario di ogni messianismo – rivoluzionario o reazionario – Strauss ha offerto tra l’altro una interpretazione tutt’altro che utopistica di classici come la Repubblica di Platone, della quale ha proposto anzi una lettura in chiave di realismo politico. La città e l’uomo è un libro per comprendere che la deficienza politica dei nostri giorni non è affatto un male necessario. Per chi non ama il conformismo.

Leo Strauss (1899-1973), nato in Germania ed emigrato negli Stati Uniti a causa del nazismo, è uno dei principali filosofi della politica del Novecento. Le sue ricerche sui classici del pensiero politico mettono in evidenza la crisi del diritto naturale nella modernità e presentano il nesso tra filosofia e scrittura reticente. In Italia sono state pubblicate molte suo opere, in particolare: La critica della religione in Spinoza (Laterza, 2003); Filosofia e Legge (Giuntina, 2003); Le “Leggi” di Platone. Trama e argomentazione (Rubbettino, 2006).

Titolo: La città e l’uomo
Autore: L. Strauss
Editore: Marietti
Anno: 2010
Pagine: 350
Prezzo: euro 28,00

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Paolo Calabro

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