Gli “adultescenti” di Bégaudeau alla conquista della dolcezza

Dario De Cristofaro

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verso_la_dolcezzaSi intitola “Verso la dolcezza” (Einaudi, 2010) il nuovo libro di François Bégaudeau, già noto al pubblico italiano per il successo ottenuto con La classe, romanzo da cui è stato tratto l’omonimo film, Palma d’oro al Festival di Cannes.

Se nel precedente libro l’attenzione era rivolta agli adolescenti terribili di una delle tante scuole della banlieue parigina, questa volta l’autore pone sotto la sua lente d’ingrandimento la vita sregolata e anaffettiva dei trentenni d’oggi, sempre instabili e insicuri, costantemente divisi tra menage di solo sesso e relazioni amorose apparentemente più durature. Bégaudeau racconta, così, la storia di Jules e dei suoi amici, presentando le loro esperienze attraverso brevi descrizioni ed episodi, a volte comici per la loro particolarità, altre volte teneri o tristi, proponendoci un quadro della situazione tanto divertente quanto, a tratti, preoccupante. L’alienazione giovanile che sembra fuoriuscire dalle esperienze dei personaggi di Bégaudeau, propria di una generazione nata dalle ceneri degli anni Sessanta e Settanta, appare, infatti, decisamente attuale e degna di essere analizzata con più attenzione.

Così, se da un lato Verso la dolcezza si presenta come un libro piacevole, dall’altro lato stigmatizza, con la giusta, tenera ironia, i difetti di una gioventù in piena crisi esistenziale e affettiva, incapace tanto di riconoscersi nei vecchi valori della famiglia e dell’amore, quanto nei nuovi modelli culturali di presunta libertà sessuale imposti dall’attuale società post-sessantottina. Jules e i suoi amici si presentano, infatti, come grumi di emozioni e di bisogni in perenne divenire, privati di una meta precisa, una generazione di “adultescenti”, come li definisce lo stesso autore, immaturi e senza soluzione di miglioramento. La strada da percorre “verso la dolcezza” diventa allora un tentativo di raggiungimento della maturità. Tentativo per lo più fallito o soltanto abbozzato.

La scelta espositiva che Bégaudeau fa di dividere lo scorrimento narrativo in piccoli episodi, spesso poco legati fra loro, non si rivela essere troppo fortunata. Più volte capita di dover tornare indietro con le pagine per ripescare particolari perduti durante la lettura. Lo stile giovanile proposto dall’autore, inoltre, se da un lato dà vivacità alle storie delle varie avventure/disavventure, spesso, dall’altro, rivela l’assenza di una vera e propria trama coerente: si ha l’impressione, infatti, di leggere di giovanili pettegolezzi tra amici, si sentono quasi le risate e i sussurri, ma mai qualcosa di più consistente.

Verso la dolcezza difficilmente, dunque, appare in grado di ripetere il successo de La classe, pur rimanendo una testimonianza ironica e attenta di cosa significhi essere trentenni oggi, persi tra le scappatelle di sesso deludente e la precarietà esistenziale di una generazione privata di aspirazioni e certezze, senza più speranze né sogni per cui valga la pena lottare.

François Bégaudeau, nato in Francia nel 1971, è giornalista e scrittore.  Ha collaborato con i “Cahiers du cinéma” e scrive di cinema per Playboy. Ha  insegnato Letteratura nelle scuole medie. Oltre a La classe e Verso la dolcezza, è anche autore di alcuni romanzi di prossima  pubblicazione presso Einaudi.

Autore: François Bégaudeau
Titolo: Verso la dolcezza
Editore: Einaudi
Anno di pubblicazione: 2010
Prezzo: 15,50 euro
Pagine: 148

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Dario De Cristofaro

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