Freelander: un uomo senza patria e senza radici

Chiara Pieri

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freelanderMiljenko Jergović in Freelander (Zandonai, 2010) ci immerge, attraverso il racconto dell’ultimo viaggio di Karl Adum, un anziano professore di storia, nel mondo della ex-Jugoslavia, tra miseria e rovine, dove però si scorge anche una grande voglia di rinnovamento e rinascita. Com’è facile che tutto vada storto! Con queste parole entra in scena Karl Adum, un anziano professore di storia, che è andato in pensione ed è rimasto vedovo.

Il protagonista si sente un fallito, ma prova ancora uno strano amore per la sua vecchia macchina, una Volvo acquistata negli anni Settanta, un periodo di benessere per lui e per il suo paese. Il postino recapita al professore un telegramma, in cui lo avvisa della morte dell’odiato zio e di un testamento, ovvero di una possibile eredità. Cosa trattiene Karl Adum? Nulla. Egli decide così di partire da Zagabria alla volta di Sarajevo con la sua amata Volvo. Il viaggio è un’occasione per il professore di ripercorrere a ritroso, attraverso flash-back la storia della sua vita: un vero fallimento, a parte l’amore della moglie. Nello stesso tempo con la sua macchina il protagonista va incontro ad inaspettate avventure e scopre una Bosnia in cui dominano rovine, campi minati e miseria, ma anche una grande voglia di tornare a vivere, come testimoniano gli entusiasmi per le partite di calcio e per la musica. Karl Adum arriva faticosamente a destinazione, ascolta la lettera del testamento, in cui gli è devoluta un’eredità, ma, spossato dalle fatiche, va incontro alla sua fine.

Miljenko Jergović è considerato uno dei più grandi scrittori serbo-croati per la sua fine ironia, per la sua capacità di raccontare la vita quotidiana e di immettere nella storia antica e recente del suo paese. Il libro, che fa parte di una trilogia, rivela una vena narrativa non comune. Colpisce, e nello stesso, si comprende, l’affermazione che tutte le patrie sono una rovina, soprattutto se si pensa ai conflitti di cui è stata testimone l’ex-Jugoslavia. Il viaggio, compiuto dal professore, rappresenta una speranza ed acquista un significato esistenziale, come metafora della vita, in questo caso una vita fallimenti, che si chiude con un’ultima scommessa. Ci sarà finalmente una svolta oppure il professore incapperà nell’ennesima delusione?

Miljenko Jergović (1966), romanziere, poeta, giornalista e sceneggiatore, è uno dei maggiori talenti letterari della sua generazioni. Le sue ultime opere tradotte in italiano sono La dimora di noce (Scheiwiller, 2005) e Inšallah, Madona Inšallah (Scheiwiller, 2006)

Autore: Miljenko Jergović
Titolo: Freelander
Editore: Zandonai
Anno di pubblicazione: 2010
Prezzo: 15 euro
Pagine: 187

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Chiara Pieri

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