Beatrice Masini con il nuovo libro “Bambini nel bosco” (Fanucci, 2010) penetra nel mondo dell’infanzia con i suoi sogni, le sue avventure e i suoi desideri. Un libro bello e autentico nei sentimenti.
In realtà una storia, sospesa in uno spazio e in un tempo immaginari, fantascientifici, una fiaba che ha il sapore della vita e può essere letta dai ragazzi e dagli adulti. L’opera per il suo valore ha avuto un riconoscimento: è stata selezionata per il premio Strega.
Su un altro pianeta e dopo lo scoppio di una terribile bomba atomica sorge una base, un campo dove sono riuniti a gruppi, a grumi, dei bambini. Sono lasciati a se stessi: giocano, litigano, sopravvivono e vengono forniti di una medicina che toglie loro i ricordi. Ma nel gruppo Tredici, comandato da Hana, determinata e aggressiva, vi è un ragazzino, Tom, nella cui memoria affiorano dei cocci, dei ricordi, dei residui del passato. E’ proprio lui a trovare un libro di fiabe. E Hana, affascinata, invece di rimproverarlo, gli ingiunge di leggerlo. Come per magia le parole scritte fanno affiorare i pensieri. Il gruppo, guidato da Tom, decide di fuggire dalla base e si incammina nel bosco circostante.
Varie sono le avventure e le disavventure dei bambini, che riescono a sopravvivere, a divertirsi e anche a costruirsi una casa. Ma alla base non si accorgono della loro fuga? In realtà due impiegati, Rubin e Jonas, un genio telematico, li seguono su un teleschermo e decidono di lasciare i bambini liberi di tentare l’esperimento. Il capo della base si accorgerà però della loro inadempienza e li costringerà a riportare i ragazzini al campo. Per fortuna! I bambini, infatti, abbandonati a se stessi, vagano senza meta, perdono un compagno che, arrampicatosi su un alto albero, precipita giù e muore sul colpo. Il gruppo, aggirandosi nel bosco, incontra anche uno strano animale di colore blu, un mutante, che si aggrega e collabora nella caccia.
Tutte le decisioni spettano a Tom, il pensatore, divenuto in quanto tale il capo, tormentato dalla solitudine della responsabilità, dall’angoscia della libertà e delle scelte. Per fortuna accanto a lui c’è Hana, che ha subito dopo la fuga una trasformazione: comprensiva e affidabile, sa dare forza, sostegno e coraggio. Jonas e Rubin arrivano proprio quando i ragazzi hanno perso l’orientamento e una bambina si è ammalata. Li riporteranno alla base, ma la conclusione della storia, come nelle fiabe è a lieto fine. Un consiglio: leggetela!
Il libro è una favola, un racconto fantascientifico, che sa comprendere il mondo dell’infanzia, ma anche quello degli adulti. La svolta nella vita dei bambini è data da un libro, che fa riscoprire loro la gioia di vivere, di pensare, di essere unici e irripetibili. Nella scia di Golding si pone la storia, priva tuttavia dei connotati della brutalità e della crudeltà, che aleggiano ne Il signore delle mosche.
Beatrice Masini è nata a Milano, dove vive e lavora. Giornalista, traduttrice, editor, scrive storie e romanzi per bambini, ragazzi e giovani adulti; molti dei suoi libri sono stati tradotti in altre lingue. Ha vinto il Premio Pippi, il Premio Elisa Morante Ragazzi e il Premio Andersen - Il mondo dell’infanzia come miglior autore. Per Fanucci Editore ha pubblicato, nel 2008, Sono tossica di te.
Autore: Beatrice Masini
Titolo: Bambini nel Bosco
Editore: Fanucci
Anno di pubblicazione: 2010
Prezzo: 14 euro
Pagine: 200
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