Quella sera all’Heysel

Alessandra Stoppini

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veltroni_heyselQuando cade l’acrobata, entrano i clown è la frase che pronunciò Michel Platini per giustificare l’esultanza per il rigore e il giro di campo nella tragica finale di Coppa dei Campioni che la Juventus disputò contro la squadra inglese del Liverpool nello stadio Heysel di Bruxelles il 29 maggio 1985. Walter Veltroni ha composto un monologo teatrale su questa partita costata la morte a trentanove tifosi e che vide la squadra juventina vincere la sua prima Coppa dei Campioni “perché noi vinceremo, siamo i più forti”.

Con questa carneficina lo sport però non aveva niente da spartire. L’opera in versi a metro libero sarà portata in scena da Daniele Formica l’8 luglio sul palcoscenico del Ravello Festival, musiche di Riccardo Panfili. “L’idea mi è arrivata dal direttore del Festival Stefano Valanzuolo. Mi confidò di aver dedicato l’edizione 2010 al tema della follia, e quale esempio più concreto della mattanza di Bruxelles?”. Così ha dichiarato Veltroni in un’intervista al quotidiano La Stampa lo scorso 21 marzo. Il protagonista del monologo (che non ha nome e con il quale l’autore si identifica) dieci anni dopo quella drammatica vicenda si ritrova davanti ai fantasmi del proprio passato: “se ora posso parlarti in silenzio, è perché il leone ha ucciso altri e non me”. Non è mai riuscito a confessare alla propria moglie che lui accanito tifoso bianconero era andato alla vigilia delle loro nozze in Belgio per assistere alla partita e quindi si era trovato dentro quella bolgia dantesca. “Non ti ho mentito, ho taciuto. Vado a Londra con gli amici… ”. “Abbiamo festeggiato bene il nostro anniversario di matrimonio. Dieci anni condivisi”. Di fronte al mare siciliano su una terrazza di una stanza d’albergo “che è come un pontile” prova a confessare alla moglie che dorme tutti i suoi rimorsi, il proprio senso di colpa “un bagaglio incollato al cuore, una scimmia che non lascia un attimo le tue spalle dolenti.

L’autore, tifoso juventino che allora assistette inorridito allo svolgersi del dramma davanti alla televisione, attraverso i ricordi del protagonista compie la telecronaca degli avvenimenti che scatenarono la follia. La struttura dello stadio era fatiscente: priva di adeguate uscite di sicurezza, muretti divisori vecchi e fragili, tribune sgretolate “quella curva sembrava sbriciolarsi solo a toccarla”. Con queste fosche premesse e “con cinque gendarmi a presidiare la curva maledetta e per giunta con i walkie – talkie scassati”, circa un’ora prima dell’inizio della partita i tifosi del Liverpool “esercito pronto per la guerra” cominciarono a spingersi a ondate verso il settore Z nel quale si trovavano i tifosi italiani che si erano organizzati autonomamente. La bestiale tecnica degli hooligan era quella tristemente nota del take an end cioè prendi la curva. In tal modo furono sfondate le inadeguate reti metalliche divisorie “da pollaio”. Gli spettatori spaventati arretrarono contro il muro opposto, nella grande ressa per evitare di rimanere schiacciati ci fu chi si lanciò nel vuoto, chi scavalcò entrando nel settore accanto e chi si ferì nelle recinzioni “hanno sfondato, siamo vittime e loro carnefici”. Il muro inevitabilmente crollò e le persone furono travolte “erano corpi sotto altri, nulla di più”. Le forze dell’ordine belga e i dirigenti UEFA decisero che la partita dovesse svolgersi ugualmente per evitare altri disordini “una voce che conosco dice in italiano che la partita si farà, è il nostro capitano”.

Leggendo il libro tutto ritorna in mente, la partita disputata dai ventidue gladiatori dentro l’arena maledetta costretti a giocare in un’atmosfera irreale, da incubo, con sottofondo le sirene della ambulanze. I sogni muoiono all’alba ma quella sera si spensero prima, perché all’Heysel si assistette a una delle pagine più nefaste del calcio di tutti i tempi. Chi voleva partecipare a uno spettacolo sportivo che premia le migliori squadre europee, fu testimone e pagò con la propria vita l’insensatezza di chi si divertì a giocare con le esistenze altrui “vittime innocenti, vive o morte”.

Massacro per una coppa” così titolò il giorno dopo Il Corriere della Sera. Un monologo che emoziona che colpisce le coscienze di ciascuno di noi. Nella pagina dei ringraziamenti Veltroni cita “uno dei siti che testimoniano l’amore dei tifosi juventini per quelle vittime”: www.saladellamemoriaheysel.it museo multimediale virtuale che raccoglie molti contenuti su quello che accadde quella sera allo stadio Heysel.

Trentanove sono stati i morti dei quali trentadue italiani, quattro belgi, due francesi e un irlandese e più di seicento feriti. Per non dimenticare perché stragi inutili come questa non debbano più ripetersi. “Era di maggio, ero un ragazzo”.

Walter Veltroni è nato a Roma il 3 luglio 1955. Politico, giornalista (è stato Direttore de L’Unità dal 1992 al 1996) e scrittore. Fu Vicepresidente del Consiglio e Ministro dei Beni Culturali nel Governo Prodi nel 1996 e Segretario dei Democratici di Sinistra dall’Ottobre 1998 all’Aprile del 2001. Già Segretario Nazionale del Partito Democratico, Sindaco di Roma eletto una prima volta nel 2001 e riconfermato alle elezioni comunali del 2006, si dimise il 13 febbraio 2008 per candidarsi alle elezioni politiche dell’Aprile successivo. Tra i vari libri pubblicati ricordiamo: Io e Berlusconi (e la RAI) (Editori Riuniti 1990), Il sogno spezzato. Le idee di Robert Kennedy (Baldini & Castoldi 1993), La bella politica. Un’intervista di Stefano Del Re (Rizzoli 1995,1996), Forse Dio è malato. Diario di un viaggio africano (Rizzoli 2000), Il disco del mondo. Vita breve di Luca Flores, musicista ( Rizzoli 2003), da cui è stato tratto il film Piano, solo di Riccardo Milani con Kim Rossi Stuart, Senza Patricio (Rizzoli 2004), La scoperta dell’alba (Rizzoli 2006). La nostra stagione. Contro tutti i conservatorismi (Rizzoli 2007). Ha inoltre scritto la prefazione al libro autobiografico di Barack Obama L’audacia della speranza (Rizzoli 2007), Noi (Rizzoli 2009).

Autore: Walter Veltroni
Titolo: Quando cade l’acrobata, entrano i clown. Heysel, l’ultima partita
Editore: Einaudi
Anno di pubblicazione: 2010
Prezzo: 9 euro
Pagine: 70

Walter Veltroni incontrerà i lettori oggi 14 maggio alla 23esima edizione del Salone Internazionale del Libro di Torino. Ore 19 Sala Gialla. Interverranno Giovanni Minoli, Paolo Rossi, Michele Serra. Letture di Michele Di Mauro.

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Alessandra Stoppini

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