“La cittadinanza digitale”. Intervista a Gianluigi Cogo

Stefano Giovinazzo

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cittadinanza_digitale1La cittadinanza digitale” (Edizioni della Sera, 2010) di Gianluigi Cogo affronta un tema attuale, delicato e di fondamentale importanza. Riuscirà l’Italia a coglierne le opportunità? Lo abbiamo chiesto all’autore.
La cittadinanza digitale” descritta nel libro come si manifesta > quotidianamente e come viene recepita dalla realtà delle PA?
“Credo che, a parte qualche splendida eccellenza, nella PA italiana non abbiano la minima cognizione del concetto di “cittadinanza digitale”, e lo si evince dal fatto che il cittadino non viene visto come un cliente da servire, piuttosto, come un consumatore da vessare. Dall’altra parte, il cittadino tutti i giorni sperimenta nuovi servizi informativi, interattivi (banche on-line, viaggi, e-commerce, ecc.) e di trattenimento sul web e non capisce come sia possibile che la pubblica amministrazione sia, di fatto, assente.”

Nel suo volume lei parla non solo delle opportunità per i “cittadini > digitali” ma anche, e soprattutto, dei diritti e dei doveri. Può farci qualche esempio?
“La parte dei diritti è abbastanza semplice e riguarda le aspettative di cui sopra. Se tutto è digitalizzato e dematerializzato, perchè il rapporto con la PA non può esserlo? Sui diritti il discorso è più lungo e articolato e parte dal nostro modello di stato e, soprattutto, dalla nostra cultura. I grandi stati nazionali come Francia, Inghilterra e Germania hanno stimolato da sempre la partecipazione alla cosa pubblica, da noi invece non è successo. Il cittadino no sa “dare” il suo apporto e nemmeno lo vede come un vantaggio. Siamo il paese della delega e questo non permette di elevare la partecipazione a status.”

Di eDemocrazy e di eGovernment si comincia a parlare molto anche in Italia. Per la realtà professionale che affronta tutti i giorni, che resistenze ci sono dal punto di vista concettuale e pratico nel nostro Paese e dove stiamo andando?
“Le resistenze sono soprattutto culturali. E’ difficile vedere nella liberalizzazione del governo pubblico in modalità sociale un vantaggio per le imprese. Noi innovatori sappiamo benissimo che non abbiamo inventato nulla, abbiamo solo guardato a quello che succede dall’altra parte dell’atlantico dove l’Open Government spinge l’economia immateriale grazie alla liberalizzazione dei dati pubblici. noi abbiamo capito l’opportunità immediata, i manager pubblici e i politici (a parte sporadici casi) no. Loro stanno difendendo un modello basato sulla rendita da posizione ma, priam o poi verrà sconfitto. Il web travolge tutto, sono fiducioso.”

Lei si sente un innovatore e un cittadino digitale?
“Più che innovatore, direi facilitatore. So percepire alcune dinamiche che portano a opportunità nuove e interessanti per il sistema e ne ho riscontro dagli esempi stranieri, tutto qui. Quindi trasferisco innovazione, non la creo! Come cittadino digitale mi sento maturo per dare più che per ricevere. So che il contributo allo stare in rete deve produrre azioni e la prima è quella di offrire sempre qualcosa al sistema, citando la plurigettonata frase di kennedy, credo in questa massima: “prima di chiederti cosa fa lo Stato per te, chiediti cosa fai tu per lo Stato”.”

Perchè l’Italia deve accogliere la cittadinanza digitale? Solo una questione di adeguamento?
“No, un’opportunità anche economica e quindi competitiva. Siamo ultimi (o quasi) in tutte le classifiche di competitività. Se invece prendiamo consapevolezza che siamo anche cittadini di un sistema parallelo, quello digitale, e che su questo sistema si stanno spostando economia e mercati, credo che potremmo risalire.”

Perchè un libro sulla cittadinanza digitale?
“Perchè bisogna parlarne e far aprire gli occhi su un mondo che è già cambiato. Siamo noi a rifiutare questa realtà.”

Infine, tre aggettivi per definire il suo testo e tre termini per definire il concetto di “Cittadinanza digitale”.
“Percorso, opportunità, realtà. Sistema, partecipazione, competizione.”

Gianluigi Cogo, facilita, da sempre, i processi che sfruttano le nuove tecnologie e diffonde cultura digitale nella PA. Negli anno ’90 fonda la prima rete civica “Venice On-Line” e il primo portale cittadino: “Venezia.Net”. Assieme ad altri colleghi lancia il primo network di comuni veneti: “Polo Est” e, successivamente, uno dei primi SN italiani: “Networkingitalia.it”. In Regione Veneto lancia la prima intranet 2.0 della PA italiana. Contribuisce alla nascita di Ritef per l’elearning ed è, fin dai primi anno 2000, uno dei protagonisti del Cisco Networking Academy. Ora svolge diverse attività di consulenza per divulgare le dinamiche e i valori della “collaborazione e della partecipazione”.  E’ presidente di Assint (Associazione per lo sviluppo dell’innovazione e delle nuove tecnologie), membro dell’esecutivo dell’Istituto per le politiche dell’innovazione, membro del comitato scientifico della rivista eGov, fondatore/animatore della rete degli innovatori della PA, ed è molto attivo con il suo blog.

Autore: Gianluigi Cogo
Titolo: La cittadinanza digitale. Nuove opportunità tra diritti e doveri
Editore: Edizioni della Sera
Anno di pubblicazione: 2010
Prezzo: 18 euro
Pagine: 175

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Stefano Giovinazzo

3 Comments

  1. Flavia Marzano

    Bellissimo libro e utile per tutte le PA (ditelo ai vs politici… che lo leggano please)!

    Demo-crazy assomiglia a Gigi (ops… perdonami!)

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