Il Principe dei ladri di Dumas sbarca sulla Croisette

Alessandra Stoppini

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robin_hoodNelle prime ore di una bella mattina d’agosto, Robin Hood camminava di buon passo per uno stretto sentiero della foresta di Sherwood”. Si tratta di “Robin Hood” (Newton Compton 2010) di Alexandre Dumas padre.

Nell’Inghilterra del XII Secolo, sotto il dominio del re normanno Enrico II, Robin camminava nel suo regno, la “foresta smeraldina” di Sherwood con la sua vegetazione selvaggia e incontaminata. Egli aveva il cuore pieno di gioia ma ancora non sapeva che presto le cose sarebbero cambiate. Quando il nuovo sovrano Riccardo si recò in Palestina dove si stava combattendo la terza crociata, lasciò le redini del regno nelle mani del cinico fratello minore Giovanni Senzaterra. Una volta salpato Riccardo per liberare il Santo Sepolcro dagli infedeli, Giovanni iniziò a tramare per usurpare il trono al fratello, vessando il popolo con inique tasse. Robin Hood decise di battersi sotto la bandiera di Riccardo (“Vostra Maestà è l’idolo dei cuori inglesi”), ricevendo la gratitudine del re. “Un mattino, la notizia della morte di re Riccardo si abbatté come un fulmine sull’Inghilterra, seminando il panico. Salì al trono il principe Giovanni… ”.

Alexandre Dumas, superbo maestro del romanzo storico ottocentesco, scrisse Robin Hood le proscrit nel 1863, ma l’opera uscì postuma dieci anni dopo. “C’è un romanzo meno fortunato di questo che mi accingo a presentare? Non sono tantissimi a ricordare, quando sentono parlare del Robin Hood letterario, che il suo autore è lo stesso de I tre moschettieri”. Così scrive nell’introduzione Attilio Scarpellini. Dumas nel 1820 aveva tradotto dal francese l’Ivanhoe di Walter Scott, magnifica ricostruzione dell’Inghilterra all’epoca di Riccardo Cuor di Leone, ma nel romanzo l’arciere “è poco più di comparsa”. Quindi “è a Dumas che si deve la resurrezione dell’arciere di Sherwood”.

L’eroe popolare inglese, il quale vive nella contea di Nottingham, personaggio a metà tra storia e leggenda, “guerrigliero ante litteram” con arco e freccia, principe dei ladri, “nobile proscritto, protettore dei poveri, sostegno degli infelici, vendicatore degli oppressi” dalla corona inglese. Robin è il “signore dei boschi”, perennemente in lotta insieme alla sua banda di simpatici fuorilegge contro il dispotico sceriffo di Nottingham Barone di Fitz-Alwyn. Indimenticabili sono le figure “degli allegri compagni della foresta”: Little John, Will il Rosso, Much, l’allegro e beone Fra Tuck, il Calmo, lo Stagnino e George il più piccolo veloce come una lepre. Ma su tutti spicca la nobile figura di Lady Marian Clare “la regina del mio cuore”, coraggiosa, sposa e compagna ideale del suo Robin che ama devotamente.

A distanza di dieci secoli il suo mito resiste ancora non solo perché parla di temi sempre attuali (quali la ribellione e la lotta contro l’oppressore), ma anche perché alimentato da continue versioni cinematografiche. Se ne contano ben tredici, compresa l’ultima, il Robin Hood dell’accoppiata vincente Ridley Scott/Russell Crowe in una pellicola che sbancherà sicuramente il botteghino. Il film ha inaugurato il 12 maggio il 63esimo Festival di Cannes con un cast stellare: William Hurt, Cate Blanchet (Lady Marian), Max Von Sidow. Il debutto mondiale del film è avvenuto lo stesso 12  maggio. Insuperabile tra i tanti attori che hanno prestato il volto al furbo principe dei ladri quello di cartone della Disney del 1973. Robin ha il viso accattivante e svelto di una volpe abilissima a nascondersi nel fogliame della foresta, Little John l’orso compagno di avventure del capo, Re Giovanni un leone lamentoso e viziato la cui occupazione preferita sembra essere quella di succhiarsi il pollice e Sir Biss, il consigliere perfido e strisciante come un serpente dalla lingua biforcuta.

Alexandre Dumas (padre) nacque il 24 luglio 1802 a Villers – Cotterets, figlio di un generale della Rivoluzione francese Thomas Alexandre Davy de La Pailleterie, noto in Francia come Général Dumas, che in seguito combatté per Napoleone. Nel 1823 Dumas si trasferì a Parigi, dove entrò al servizio del Duca di Orléans come copista. Iniziò a scrivere testi per il teatro, i quali ebbero un successo immediato. A causa di ciò abbandonò l’impiego e diventò scrittore a tempo pieno. Scrittore dalla vena prolifica: La Regina Margot, I tre moschettieri, Il Conte di Montecristo, Vent’anni dopo, Il Visconte di Bragelonne furono pubblicati a puntate sui giornali dal 1844, suscitando l’attesa dei lettori per ogni puntata successiva. Grande ammiratore di Garibaldi era al fianco dell’eroe dei due mondi quando entrò a Napoli. Viaggiatore instancabile, dopo una malattia che lo lasciò semiparalizzato, nel 1870 si trasferì presso la villa del figlio Alexandre a Puys, vicino a Dieppe, dove morì l’8 dicembre dello stesso anno. La salma di Dumas padre fu trasferita nel Panthéon nel 2002. La Newton Compton ha pubblicato I tre moschettieri e Vent’anni dopo, Il Visconte di Bragelonne, Garibaldi, Napoleone, La Regina Margot, Il Conte di Montecristo, Il tulipano nero.

Autore: Alexandre Dumas padre
Titolo: Robin Hood
Editore: Newton Compton
Anno di pubblicazione: 2010
Prezzo: 6 euro
Pagine: 192

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Alessandra Stoppini

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