Fantozzi: quarant’anni del rag. Intervista a Paolo Villaggio

Alessandra Stoppini

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fantozzi_totaleFantozzi totale” (Einaudi, 2010) di Paolo Villaggio, contiene in un unico volume il meglio delle memorabili e immortali gesta del rag. Fantozzi, travet nato dal genio creativo del grande attore e scrittore italiano.

L’antologia
(che contiene anche un racconto inedito) presenta brani tratti da Fantozzi (1971), Il secondo tragico libro di Fantozzi (1973), Fantozzi contro tutti (1979) e Fantozzi subisce ancora (1981), tutti pubblicati in prima edizione da Rizzoli. Il personaggio di Fantozzi nasce nel ’68 nella trasmissione Quelli della domenica, quando Villaggio nel suo esordio televisivo racconta in innovativi e surreali monologhi le avventure del suo compagno di scrivania nell’azienda dove entrambi lavorano. I compagni di lavoro di Fantozzi sono Giandomenico Fracchia e il rag. Filini. Rappresentano i perfetti prototipi dell’impiegato vessato e sommerso di pratiche da evadere sperduto in una Megaditta, alveare anonimo tra gli altri disgraziati anonimi quanto lui.

Il personaggio di Fantozzi emerge, tant’è vero che Villaggio inizia a scrivere per il settimanale l’Europeo una serie di racconti La domenica di Fantozzi, descrizione satirica e paradossale della società italiana. I racconti vengono raccolti in un libro Fantozzi che esce nel 1971, diventando subito un bestseller. Acquistano popolarità personaggi come la moglie signora Pina, “curioso animale domestico dai capelli color topo”, la figlia Mariangela (la babbuina dalla orripilante bruttezza), la vecchia utilitaria d’ordinanza (la Bianchina). In ufficio troviamo la signorina Silvani, “non una bellezza ma certo più viva di sua moglie”, il capufficio conte Gavazzeni (“uomo maligno”), i già citati Fracchia e Filini, fidati colleghi di sventura, e un sottobosco di onesti lavoratori con invero poca voglia di lavorare… A quasi quarant’anni dal suo esordio letterario, Fantozzi totale raccoglie una summa del Fantozzi pensiero, le cui frasi e modi di dire sono entrate a far parte del nostro immaginario collettivo: craniata pazzesca, salivazione azzerata, “Com’è umano Lei!”, “per me… la corazzata Potiomkin… è una cagata pazzesca!”, “il direttore mega galattico” e così via.  Nelle magnifiche sorti e progressive del mediocre, frustrato e sfigato (“la nuvola dell’impiegato”) Ugo Fantozzi, eterno simbolo del ceto medio italiano degli anni ‘70, quanti impiegati si saranno identificati in lui!

Quando nel ’75 Luciano Salce diresse Villaggio nel primo Fantozzi l’attore prestò il proprio volto e corpo per rappresentare in carne e ossa questa maschera tragicomica al quale storpiavano spesso il nome: Pupazzi, Fantocci… Il merito della coppia Salce/Villaggio è quella di aver creato dei film capolavoro caratterizzati da un’alta qualità della tecnica umoristica usando improbabili coniugazioni temporali “Vadii, Contessa!” o titoli dalla parodia offensiva “rag. gran figlio di putt.” senza mai essere volgari una sola volta. Un ironico mobbing ante litteram, uno sfottò intelligente della classe impiegatizia che l’autore conosce bene, nella quale impera l’ipocrisia, l’arrivismo e il servilismo, composta spesso da personaggi teoricamente istruiti ma in realtà dall’ignoranza pazzesca…

Abbiamo intervistato il papà di Ugo Fantozzi in un curioso botta e risposta.

Quando nel ’68 presentò il personaggio di Ugo Fantozzi avrebbe mai immaginato che l’aggettivo “fantozziano” sarebbe entrato nel vocabolario Zingarelli?
“No assolutamente. Oggi è diffusissimo, unico e non se ne può fare a meno. Spesso l’aggettivo viene usato anche da Eugenio Scalfari, quindi…”

Qual è il segreto della longevità e del successo di quest’uomo onesto ed eterno perdente?
“Oso dire una cosa che non dovrei dire, però la dico ugualmente. Federico Fellini definì Fantozzi GENIALE e questo basta…”

Lo ha definito come “il prototipo del tapino, la quintessenza della nullità”. Non pensa che Fantozzi anche se continuamente vessato dalla società sia alla perenne ricerca di un riscatto?
“Certamente, perché Fantozzi è migliore rispetto a tutti quelli che credono di essere superiore a lui.”

Tra i vari personaggi di Fantozzi totale a quale è più affezionato?
“Scelgo la signora Pina, la moglie non bella ma fedele e paziente, anche se una volta quando il marito le domanda: “ma tu Pina mi ami?”, lei ha fatto una pausa e gli ha risposto: “Ugo, io ti stimo moltissimo”.”

Un ricordo di Luciano Salce, il regista dei primi due Fantozzi.
“Era un uomo e un regista di gran classe, colto e intelligente.”

Nell’Italia contemporanea nella quale tutti sono ossessionati dal successo ad ogni costo, chi sono i nuovi Fantozzi?
“Fantozzi al giorno d’oggi è mascherato: ha capelli impomatati, indossa jeans stracciati, ha gli orecchini e usa gli occhiali con la montatura che hanno i personaggi de Il Grande Fratello e l’Isola dei Famosi. Infine voglio dire che Fantozzi continuerà a sopravvivere sicuramente, questi invece sono al massimo dei precari. Sono molto spaventati dal loro futuro, negli anni Settanta il precariato non esisteva.”

Aveva un programma formidabile: alle 8 a casa, la Pina gli preparava un tavolinetto di fronte al televisore, calze, mutande, vestaglione di flanella, frittata di cipolle per la quale andava pazzo, bicchiere di Peroni gelata, tifo indiavolato e rutto libero”.

Paolo Villaggio è nato a Genova il 30 dicembre 1932. Abbandona gli studi di Giurisprudenza, intraprendendo diverse esperienze lavorative per poi approdare all’Italsider. Tra il 1956 e il 1966 ha scritto testi per la Compagnia Goliardica Mario Baistrocchi. Nel teatrino di Piazza Marsala a Genova nasce il personaggio del Professor Kranz. Nel 1967 Maurizio Costanzo gli consiglia di esibirsi in un cabaret di Roma. Nel ’68 conduce il programma televisivo Quelli della Domenica. Qui si esibisce in monologhi nei quali con un lessico surreale racconta le sue esperienze di vita citando moltissimi personaggi Fracchia, Fantozzi, Filini. Partecipa a numerose trasmissioni televisive nelle quali Fantozzi prende forma.

Nel ’71 pubblica un libro Fantozzi che riscuote un grande successo (un milione e mezzo di copie) e poi il seguito Il secondo tragico libro di Fantozzi nel 1974. Le lettere di Fantozzi (1976), Fantozzi contro tutti (1979), Fantozzi subisce ancora (1983), Fantozzi saluta e se ne va: le ultime lettere del rag, Ugo Fantozzi (1994).

Nel 1970 partecipa al film Brancaleone alle crociate di Mario Monicelli. Nel ’74 Luciano Salce lo dirige in Alla mia cara mamma nel giorno del suo compleanno. Nel ’75 Salce e Villaggio realizzano il film Fantozzi ed è un successo strepitoso grazie anche all’ottimo cast. L’anno dopo è la volta de Il secondo tragico Fantozzi sempre diretto da Luciano Salce. Con il regista interpreta Il belpaese (1977), l’episodio Si buana nel film Dove vai in vacanza? (1978), Rag. Arturo De Fanti, bancario precario (1979). Del 1980 è Fantozzi contro tutti che dirige lo stesso Villaggio coadiuvato da Neri Parenti il quale dirigerà la serie di Fantozzi fino al penultimo film Fantozzi – il ritorno. Nel 1990 è nel cast del film di Fellini La voce della luna per il quale vince il David di Donatello. Il segreto del bosco vecchio regia di Ermanno Olmi è del 1993, Nastro d’argento come migliore attore protagonista, Cari fottutissimi amici (1994) di Monicelli e molti altri.

È un bravo doppiatore, ricordiamo il film Senti chi parla dove doppia un bambino.

Vita di donne straordinarie Mondadori (2009), Crociera lo cost (Mondadori 2010). Ha scritto una trentina di libri e ha vinto il Premio Flaiano e il Premio Mastronardi, Leone d’oro alla carriera nel 1992 al Festival del cinema di Venezia, Orso d’argento a Berlino e nel 2009 David di Donatello alla carriera. Per Einaudi Stile Libero è uscito nel 2009 il cofanetto a lui dedicato (libro più Dvd). Fantozzi totale è stato presentato il 13 maggio scorso al Salone Internazionale del libro di Torino.

Autore: Paolo Villaggio
Titolo: Fantozzi totale.
Editore: Einaudi
Anno di pubblicazione: 2010
Prezzo: 18,50
Pagine: 364

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Alessandra Stoppini

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