Una vera storia sull’Apartheid ne “La forma incerta dei sogni”

Chiara Pieri

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laformaincertadeisogniBuon esordio per Leonora Sartori, che ne “La forma incerta dei sogni” (Piemme, 2010) racconta non solo una delle terribili vicende dell’Apartheid, quella dei sei di Sharpeville, ma anche la riflessione di una bambina.

Una bambina cresciuta tra ideologie e manifestazioni, che cerca di dare un volto e una realtà a quei miti che hanno popolato la sua infanzia.

E’ il 3 settembre del 1984, quando a Sharpeville, in Sudafrica, si manifesta contro l’aumento degli affitti. Ben presto la marcia si trasforma in rivolta e il console Dlamini viene brutalmente ucciso. A pagarne lo scotto sono sei cittadini neri, tutti accusati di omicidio, benché senza prove: la loro presenza tra la folla è infatti sufficiente per imprigionarli e condannarli a morte.

Ma Leo non conosce questa storia: lei ha 7 anni e vive in Italia, non capisce perché i suoi genitori si affannino a portarla a strane manifestazioni le domeniche mattina, perché la lascino dai nonni per girare con una mostra itinerante sui prigionieri politici… E poi chi è questo Mandela, che è in prigione da vent’anni? Ma soprattutto chi sono quelle sei figure di spalle in quell’adesivo attaccato sul cassettone della cameretta, che tanto turbano la piccola Leo?

Sarà solo quando Leo avrà vent’anni, che deciderà finalmente di dare un volto a quelle sagome che l’hanno ossessionata. Così partirà per il Sudafrica per conoscere di persona i sei di Sharpeville.

Ad attenderla, però, non ci saranno gli eroi e i miti che tanto le aveva decantato suo padre, ma persone comuni con il loro coraggio e le loro debolezze, persone che, se avessero potuto forse quel giorno non sarebbero mai scese in piazza.

Leo scoprirà che non esistono valori e ideali universali, ma solo tante storie, terribilmente e banalmente umane, tra cui quella dei sei cittadini di Sharpeville, le cui vite sono state violate e distrutte dalle brutalità e dalle ingiustizie dell’apartheid.

La forma incerta dei sogni è un libro che coinvolge, riuscendo a raccontare in chiave romanzesca, per quanto reale, la vere vicende e vicissitudini dei sei di Sharpeville, condannati a morte dal governo sudafricano e poi salvati da una commutazione della pena. Il parallelo tra le vicende del Sudafrica e la crescita di Leo inducono anche a riflettere sulle lotte, sui miti e sulle ideologie di una generazione: che cosa hanno tramandato ai giovani di oggi? Sono ancora comprensibili quei sogni e quelle loro battaglie oppure sono ormai superati e non ci riguardano più?

Leonora Sartori è nata a Vicenza nel 1978. Ama le persone coraggiose, le tazze di tè e le urla di battaglia. Da tre anni abita a Milano, dove lavora come giornalista e si dedica alla scrittura. Nel 2007 ha scritto i testi di Ustica, un fumetto dedicato alla strage, pubblicato da Becco Giallo. La forma incerta dei sogni è il suo primo romanzo.

Autore: Leonora Sartori
Titolo: La forma incerta dei sogni
Editore: Piemme
Anno di pubblicazione: 2010
Prezzo: 14 euro
Pagine: 164

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Chiara Pieri

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