Sospese le tariffe postali agevolate. Un freno alla cultura

Luca Pantarotto

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pacchi_postaliPochi giorni fa, un decreto interministeriale 30 marzo 2010 (pubblicato, con insolita velocità, sulla Gazzetta Ufficiale già il giorno successivo) stabiliva fino al 31 marzo 2010 la validità delle tariffe postali agevolate per le spedizioni di prodotti editoriali, che sarebbero quindi cessate con il 1° aprile 2010. E chi, per la concomitanza delle date, per un momento avesse pensato (un po’ per la velocità, un po’ per la stranezza del provvedimento) ad un proverbiale pesce, si è dovuto presto ricredere. 

La notizia è subito rimbalzata su Facebook, se non sui principali mezzi di comunicazione (chissà perché, un po’ lenti a recepirla), destando lo stupore e l’immediata protesta di quasi tutti gli editori, piccoli e grandi, d’Italia. Per l’editoria, e per la promozione della cultura in genere, il provvedimento congiunto dei ministri Scajola e Tremonti rappresenta infatti un colpo micidiale: parliamo di un aumento dei costi di spedizione del 700%.

Ma il problema non riguarda solo gli editori, nonostante le tariffe agevolate si definiscano anche “editoriali”. Di esse si servivano anche in larga quantità, per diffondere pubblicazioni, comunicati, richieste di sovvenzione, informazioni di ogni genere, le associazioni non-profit. Assistenza umanitaria e volontariato si trovano così penalizzati esattamente come i colleghi editori. E certo è impossibile non osservare come i due settori colpiti dal provvedimento-fulmine (il sociale e il culturale) siano tra i più importanti di ogni società civile.  Per meglio spiegare la difficile situazione in cui gli editori italiani si sono venuti a trovare in seguito all’emanazione del provvedimento, abbiamo deciso di riportare direttamente il comunicato da essi inviato alle Segreterie dei Ministeri dello Sviluppo Economico e dell’Economia.

Sottolineando come l’iniziativa, maturata e sviluppatasi su Facebook, abbia coinvolto centinaia di editori, aprendo forse spiragli, secondo le ultime notizie del gruppo “Ridateci le tariffe postali agevolate”, per una trattativa che ridefinisca decreto e le tariffe.

Al Ministro dello Sviluppo Economico, Claudio Scajola

Al Ministro dell’Economia, Giulio Tremonti

OGGETTO: ABOLIZIONE TARIFFA EDITORIALE RIDOTTA ATTRAVERSO DECRETO 30 MARZO 2010 TARIFFE POSTALI AGEVOLATE PER L’EDITORIA. (10A04046) (GU N. 75 DEL 31-3-2010 )

Signori Ministri, come noto, attraverso il Decreto 30 marzo 2010 Tariffe postali agevolate per l’editoria. (10A04046) (GU n. 75 del 31-3-2010) il Ministero dello Sviluppo Economico insieme al Ministero dell’Economia ha sospeso sine die dal 31 marzo 2010 e potenzialmente eliminato la Tariffa editoriale ridotta per gli editori con decreto interministeriale, causando di fatto un aumento medio del 700% nei costi di spedizione.

Le case editrici, soprattutto quelle piccole e indipendenti, sopravvivono senza incentivi statali di nessun genere, tengono duro anche durante la crisi, scommettono sulle librerie e sui lettori e diffondono cultura, pluralità di opinioni e sapere, pur in assenza di una seria legge a sostegno della loro attività, come avviene invece nella maggior parte dei Paesi europei.

Come potranno svolgere ancora il loro fondamentale ruolo sociale se saranno costrette a ridurre in modo insostenibile i loro margini? Dovranno rifarsi sulle librerie e sui lettori in un cieco circolo vizioso che già ora identifica l’Italia come uno dei paesi con il minor consumo culturale?

Ogni giorno che passa in questa situazione porta agli editori un rilevante danno economico.  Chiediamo quindi al Ministro dello Sviluppo Economico e al Ministro dell’Economia di ripristinare immediatamente le tariffe postali agevolate e di convocare un tavolo con la partecipazione sia delle associazioni degli editori sia dei rappresentanti di quella pluralità di soggetti indipendenti da essi non interamente rappresentati e a cui noi vogliamo dare voce.

Cordiali saluti

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Luca Pantarotto

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