“Non siamo figli contro-figure”. L’Italia della bit generation

Stefano Giovinazzo

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benedetta_cosmi Nella lenta ripresa economica post crisi (paragonata a quella del 1929) arriva un libro, quella di Benedetta Cosmi, a farci ragionare: “Non siamo figli contro-figure” (Sovera, 2010) presentato ieri a Melbookstore di Roma.La presentazione alla libreria di via Nazionale, terza di una serie di attività romane organizzate dall’autrice con Serafino Rescina e l’associazione 100 tag, ha riscontrato un accesso ed interessante dibattito gestito oltre che dalla giornalista classe ’83, da Giuseppe Sanzotta, Direttore editoriale de Il Tempo, e dal critico musicale Dario Salvatori. All’evento hanno partecipato figure diverse e contrastanti se vogliamo nel panorama professionale ma che, insieme, hanno contribuito ad accendere i riflettori su un tema attuale, trascurato e forse irrisolvibile.

Bamboccioni: si o no? Questo l’interrogativo di fondo, non dichiarato espressamente, del libro della Cosmi ma che ha riguardato le due ore di discussione nella sala riservata per la presentazione. E da cui sono emersi più volti dei giovani di oggi e più maschere di un’Italia (in declino, in crisi, fiduciosa).

Il libro edito per la casa editrice romana da pochi mesi nasce come idea nell’agosto 2007 quando Maria Paola Orlandini legge su Rai Uno la lettera pubblicata da Benedetta Cosmi qualche settimana prima su Repubblica: da quelle conclusioni nasce un capitolo del libro: “Abbandonarsi agli studi”. L’autrice sentiva “l’urgenza di dare un contributo nero su bianco per comprendere i miei anni, mentre una importante generazione compie quaranta anni di “ardori giovanili” e a noi non rimarrebbe che fare i figli contro…figure“.

Il testo, per ammissione della giornalista, si rivolge “ai politici, ai professori, a studenti e neo laureati, a chi si occupa di educazione e marketing”. Il titolo è emblematico: Non siamo contro, non siamo neanche controfigure, bamboccioni, comparse“. E allora cosa siamo, che periodo stiamo vivendo, che ruolo svolgiamo in ottica futura? “Siamo con delle idee, per esempio, gli usi la dicono lunga. E rispetto alla rete che apre, gli orizzonti, sprovincializza, fa cambiare le cose “dal giorno alla notte“. “Noi – conclude Benedetta Cosmi – dobbiamo saper introdurre una nuova fascia oraria per passare da consumatori a professionisti anche della notte

Benedetta Cosmi, nata nel 1983 ha già pubblicato diversi articoli e saggi e nel 2007 una lettera su Repubblica che ha avviato una fitta corrispondenza tra Citati, Berlinguer, prorettori della Sapienza e varie altre personalità di spicco. Non è perciò nuova nel saper creare dibattito in maniera brillante e coinvolgente. La lettera è stata letta in diretta su Rai Uno, da Maria Paola Orlandini conduttrice di Art News, ad agosto 2007. È nel direttivo regionale di Felsa Cisl Lombardia, responsabile comunicazione; nella segreteria Nazionale di Felsa Cisl Cultura, con tutta probabilità una delle donne dirigenti più giovani del sindacato italiano, dal 2008 quando la denominazione era  Clacs, ora nella nuovissima federazione costituita per difendere chi è nato senza tutele: il popolo dei lavori atipici, delle partite iva.

Autore: Benedetta Cosmi
Titolo: Non siamo figli contro-figure. Docenti beat, studenti bit generation
Editore: Sovera
Anno di pubblicazione: 2010
Prezzo: 10 euro
Pagine: 96

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Stefano Giovinazzo

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