Il “Controcanto” di Revelli sull’Italia in caduta libera

Francesco Bove

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controcantoEsiste un vero controcanto nella politica italiana? Marco Revelli in “Controcanto” (Chiarelettere 2010) ci racconta un’Italia che, forse, conosciamo a memoria ma potrebbe, ancora una volta, metterci con le spalle al muro.

Le torture a Bolzaneto, la caccia ai Rom, i CPT, sono alcuni dei risultati negativi portati avanti da un centro destra abbagliato dal potere e da un consenso sempre più forte ma realizzati anche grazie al silenzio e alle scelte sbagliate di un centro-sinistra a favore della guerra e che vara pacchetti sicurezza disumani.

Revelli, docente e saggista, propone il suo controcanto, un urlo motivato che vuole essere accolto, sostenuto, sposato, ma anche criticato e corretto.

Perché dobbiamo fingere che tutto stia andando bene? Perché limitarci a subire le notizie e la visione del mondo che quotidianamente ci propina la televisione? Proviamo a mettere il nostro naso “oltre il giardino”, citando il titolo di un bellissimo film di Hal Ashby con Peter Sellers. Revelli non parteggia per nessuno, non glorifica nessuno, si limita a fare una radiografia della discesa della politica italiana, a destra e a sinistra, con mano ferma e lucidità.

Il PD non ha riformato la sinistra, non è riuscito a far dialogare la Margherita con i DS, mentre a destra la Lega sta guadagnando terreno e Berlusconi ne dovrà tenere conto.

Lo storico, allievo di Bobbio, partendo da un racconto introduttivo sul berlusconismo, getta uno sguardo su alcuni momenti topici della Storia Repubblicana degli ultimi anni, per arrivare a mettere in scena il melodramma di una sinistra connivente, alla deriva, senza identità e, quindi, con un corpo purulento, infetto, in continua trasformazione. Infine Revelli dedica gli ultimi due capitoli agli emarginati e alla fine del lavoro, inteso nell’accezione più nobile, che può tradursi, per sillogismo, come fine dell’Italia Repubblicana.

Si avverte un “disagio dell’inciviltà”, la fine dell’umanesimo sociale, la perdita di cristianità e l’approdo verso un umano non umano che sta, a poco a poco, attraversando tutto lo scenario politico e sociale italiano. Per Revelli, siamo ancora in tempo per reagire, anche attraverso mobilitazioni e dibattiti che partono dal web, ma per far questo il coraggio deve vincere la paura.

“Controcanto”, quindi, non si pone unicamente come testimonianza: vuole essere un’arma pacifica, un seme da far germogliare utilizzando un linguaggio universale, immediato, scevro da tecnicismi.

Marco Revelli, nato a Cuneo il 3 dicembre 1947, è professore ordinario di Scienza della politica presso la facoltà di Scienze politiche dell’Università del Piemonte Orientale «A. Avogadro». Attualmente presiede la Commissione d’indagine sull’Esclusione sociale (CIES) e dirige il Centro interdipartimentale per il Volontariato e l’Impresa Sociale (CIVIS), costituito presso l’Università del Piemonte Orientale. Tra le sue opere principali: ‘Lavorare in Fiat’, Garzanti 1989; ‘Le due destre’, Bollati Boringhieri 1996; ‘La sinistra sociale’, Bollati Boringhieri 1998; ‘Fuori luogo’, Bollati Boringhieri 1999; ‘Oltre il Novecento’, Einaudi 2001 e 2006; ‘La politica perduta’, Einaudi 2003; ‘Sinistra Destra’, Laterza 2007 e 2009. Ha inoltre curato e introdotto il Meridiano dedicato a Norberto Bobbio, ‘Etica e politica’, Mondadori 2009.

Autore: Marco Revelli
Titolo: Controcanto
Editore: Chiarelettere
Anno di pubblicazione: 2010
Prezzo: 13,60 euro
Pagine: 269

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Francesco Bove

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