“Due”: la passione e l’amore nel primo dopoguerra

Chiara Pieri

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dueApparso in Francia nel 1939, viene ripubblicato quest’anno dalla casa editrice milanese Adelphi “Due“, primo romanzo d’amore di Irene Némirovsky, uno dei più grandi successi della scrittrice, dopo David  Golder.

E’ una storia di gioventù, di passione, di amore coniugale e tradimenti, un racconto commovente e reale, che solo la penna affilata della Némirovsky ha saputo tratteggiare con una profonda introspezione.

E’ la sera di Pasqua del 1920, due coppie di amici si trovano al ristorante. Sono tutti giovani e con una gran voglia di vivere, di cogliere l’attimo, di assaporare il piacere per il piacere, senza pensieri o preoccupazioni. I due uomini sono scampati alla guerra in trincea, hanno visto la morte in faccia, li attrae la vitalità, la voluttà totalmente fine a se stessa. Ma il piacere porta con sé la passione, la sofferenza e anche la crudeltà.

I protagonisti del romanzo sono Antoine Carmontel e Marianne Segré, figlia di un pittore e di una ricca ereditiera. Antoine è un libertino, ma gli attimi d’amore vissuti con Marianne la sera di Pasqua lo inducono, dopo averla tradita e fatta soffrire a chiederla finalmente in sposa.

Con grande penetrazione psicologica, Irene Némirovsky descrive le pieghe più profonde dell’animo umano, dove amore e odio, passione e dolore si congiungono in modo inscindibile. L’unione coniugale spegnerà tra i due l’ardore dell’innamoramento, sembrerà creare indifferenza e maschere dietro cui nascondersi. Antoine e Marianne saranno entrambi tentati, prima l’uno, poi l’altra, di vivere al di fuori del matrimonio il pathos della passione. Non mancheranno risvolti tragici e disavventure finanziarie, ma l’amore coniugale o meglio l’amicizia, creata dalla consuetudine all’unione, dalla conoscenza reciproca, finirà col prevalere su tutto e farà apparire la coppia quasi invincibile. Il libro si chiude con i pensieri di Antoine, che racchiudono le riflessioni dell’autrice: “La passione sembra un dono di Dio, ‘troppo bello per essere vero’. Si sente che Lui ce la concede solo per un  certo tempo; una cosa così [l’amore coniugale], invece, è tutto nostro, conquistato a fatica, accumulato lentamente []E un giorno ci toccherà abbandonarlo, abbandonare anche questo. Che peccato…”

Il romanzo Due di Irene Némirovsky è intriso di profonda penetrazione psicologica e arricchito, anziché appesantito, da autentiche riflessioni personali. Le vicende si susseguono incalzanti, con un ritmo che non fa mancare la suspense e dà il senso della spontaneità della vita.

Irene Némirovsky è nata a Kiev nel 1903, di religione ebraica, convertitasi poi al cristianesimo nel 1939, ha vissuto e lavorato in Francia. Nel luglio del 1942 fu deportata ad Auschwitz, dove morì un mese più tardi di tifo. Adelphi ha iniziato a pubblicare le sue opere dal 2005.

Autore: Irene Némirovsky
Titolo: Due
Editore: Adelphi
Anno di pubblicazione: 2010
Prezzo: 18,50 euro
Pagine: 227

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Chiara Pieri

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