“Ci metto la firma!”, intervista a Mariano Sabatini

Stefano Giovinazzo

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ci-metto-la-firmaMariano Sabatini in “Ci metto la firma. La gavetta dei giornalisti famosi” (Aliberti editore, 2009) di uno dei mestiere più ambiti ancora oggi. Un volume che si configura, in un quadro d’insieme, come un’inchiesta sul panorama attuale del giornalismo italiano partendo dalle firme più importanti che vanta oggi l’Italia. Dalla gavetta all’esperienza del giornalista, dalla questione delle raccomandazioni (o “segnalazioni) fino alle scuole di giornalismo. VIDEO/L’autore parla del proprio libro a Televita

Ci metto la firma“: un libro di un giornalista sul giornalismo, rivolto ai giornalisti. Come nasce l’idea?
“Per i miei precedenti libri, sui Trucchi d’autore (pubblicati da Nutrimenti), durante le interviste in radio e in tv mi definivano sempre ‘scrittore’. Scrivo libri ma non mi ritengo uno scrittore, piuttosto uno scrivente. Invece so di essere un giornalista che di volta in volta si mette al servizio di persone che hanno qualcosa da raccontare. Di qui, l’idea di un libro sulla gavetta dei giornalisti famosi. A giudicare dalle tante e-mail di apprezzamento ci ho visto lungo. Del resto sono riuscito a pubblicare il libro che io, quando iniziavo questo mestiere, avrei voluto leggere: pieno di racconti pratici, esperienze, dirette…”

Nel testo emergono tratti comuni per intraprendere (e/o inseguire) la professione giornalistica: tenacia, passione, rischio. Cosa ne pensa?
“Penso che sono le caratteristiche da cui un giornalista non può prescindere. La tenacia, che è servita anche al sottoscritto, per arrivare in assenza di appoggi. La passione per proseguire, tra mille frustrazioni, sacrifici, problemi, umiliazioni. Il rischio, purché calcolato e per quanto è possibile contenuto, per diventare una firma riconosciuta, autorevole, un riferimento per la categoria  e per i lettori.”

Un giornalismo prima e un giornalismo dopo. In che fase siamo per quanto riguarda l’accesso alla professione? Sempre più una chimera essere pagati per scrivere?
“Hai fotografato il problema, internet rappresenta il non luogo privilegiato delle illusioni. Ma anche i giornali cartacei si vanno adeguando in negativo. Cerca di non pagare, senza valutare che in tal modo si inquina la professione. Tanti velleitari che fanno giornalismo per hobby.”

Le rigiro la domanda che lei ha posto ai suoi interlocutori: radio, tv, giornali, internet. Chi detterà legge nel giornalismo?
“Tutti i media in interconnessione, vivremo in un epoca sempre più cross mediale. Con grande malinconia per chi come me ha sempre amato e continua ad amare la carta, con i suoi odori e ingombri.”

Tre doti per fare il giornalista oggi?
“Ricchezza di famiglia, buone conoscenze, politiche o imprenditoriali, capacità di chinarsi e farsi sodomizzare dai potenti. Se non le hai sarai sempre un eccentrico, emarginato, scomodissimo, soprattutto se pretendi di dire, scrivere, diffondere la verità. O quella che ti sembra onestamente la verità.”

Poniamo il caso che si trovi davanti ad un ragazzo che ogni giorno invia decine di cv alle redazioni, si propone con numerosi pezzi, spera e aspetta con fiducia il proprio momento senza che la situazione si sblocchi. Cosa si sente di dire?
“Oggi il panorama è cambiato, c’è tanta concorrenza, tantissimi che vogliono – non mi spiego bene perché – fare i giornalisti. È vero che vanno moltiplicandosi i canali televisivi, le radio, i giornali, i siti internet ma l’andazzo è quella che ho detto prima. Anche la gravissima crisi economica in atto, non aiuta. Ci sono sempre meno certezze, tutele, reti di protezione. Ci sono pochissimi che guadagnano tantissimi e moltissimi che intascano poco o più spesso nulla. Eppure la passione ci salverà, ci porterà fuori dall’uragano. Solo chi è davvero motivato ce la farà.”

Tre aggettivi per il giornalismo del passato, tre per quello odierno e tre per quello futuro?
“Autorevole. Servizievole. Prono.”

La gavetta esiste ancora. Quello che non esiste più, invece, è la volontà di investire seriamente sulle nuove leve che spesso, senza generalizzare ovviamente, diventano soltanto stagisti di turno. Un suo pensiero.
“Vado a ingurgitare della cicuta, per darmi almeno una fine socratica. A parte gli scherzi, c’è poco da scherzare e dunque sorridiamo, stiamo allegri, la battuta eduardiana passerà. Stiamo all’erta, evitiamo di darci gratuitamente a editori furbi, che speculano sulla pelle dei giovani cronisti. Resistiamo. Occhi aperti, orecchie spalancate, buone scarpe, entusiasmo… Domani è un altro giorno, pieno di fatti da raccontare.”

Mariano Sabatini è giornalista professionista. È critico tv di «Metro» e Radio Capital e ha una rubrica su «Italia Oggi» e «Affari Italiani». Dagli anni Novanta a oggi ha scritto di costume, cultura e spettacoli per «.Com», «Il Giornale», i quotidiani del Gruppo Espresso, «Gioia», «Radio-corriere», «Film Tv», «Libero», «Il Tempo». Ha firmato come autore programmi di successo per Tmc, Rai e altre emittenti nazionali: Tappeto Volante, Unomattina, Parola mia, etc. Ha pubblicato La sostenibile leggerezza del cinema (ESI, 2001), Trucchi d’autore (Nutrimenti, 2005) e Altri trucchi d’autore (Nutrimenti, 2007).

Autore: Mariano Sabatini
Titolo: Ci metto la firma. La gavetta dei giornalisti famosi
Editore: Aliberti
Anno di pubblicazione: 2009
Prezzo: 18 euro
Pagine: 356

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