La “Venezia degli amanti”. Cinque secoli d’amore in laguna

Luca Pantarotto

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veneziadegliamantiLa bella lusinghiera e ambigua, la città metà fiaba e metà trappola“: la Venezia per Thomas Mann. Descrizione vicina a “Venezia impareggiabile ruffiana” di Alessandro Marzo Magno in “Venezia degli amanti ” (Marco Tropea 2010).

E ruffiana Venezia la appare davvero, nel corso degli oltre cinque secoli di storia attraverso i quali, sullo sfondo della città lagunare, Marzo Magno ripercorre le storie – ora eroiche, ora avventurose, ora tragiche – di undici coppie di amanti, più o meno celebri. Seduce, attrae, corrompe, separa: l’irresistibile influsso della Serenissima si respira dietro ognuna delle storie narrate.

Alcune di queste storie sono ormai leggenda. Come quella tra Foscolo e Isabella Teotochi Albrizzi, nobile veneta dalle molte e celebri frequentazioni, per il poeta il primo fervido amore della sua non certo solitaria vita sentimentale. Una relazione tribolata, quale sola può svilupparsi tra un inesperto ragazzo di 17 anni, ignaro del bel mondo e delle sue false luci, e una donna matura (e per niente ingenua) di 35: “amante di cinque giorni, ma amica per tutta la vita”, la ricorderà molti anni più tardi Foscolo. O le innumerevoli storie (centosedici, pare, e nella sola Venezia), diventate presto leggendarie, a cui legò il proprio nome Giacomo Casanova, che tra intrighi di palazzo, complotti, incontri clandestini, fughe e duelli non potrebbe aver meglio meritato l’indiscusso titolo, che ancor oggi detiene, di amante avventuriero per antonomasia. O l’amore crudele tra D‘Annunzio ed Eleonora Duse, per sempre immortalato nello scandaloso (per l’epoca) romanzo veneziano del Vate, “Il Fuoco“, che di quell’amore costituì apoteosi letteraria e drastica conclusione.

Di altre, che invece finora restavano acquattate tra le pieghe della grande Storia (letteraria, politica, sociale), Marzo Magno va in cerca con passione: rintraccia documenti, ricostruisce sviluppi, suggerisce, insinua, dimostra. E riesce a portare alla luce, ad esempio, l’intricata e coinvolgente storia tra il diplomatico cinquecentesco dai molti nomi Joseph Nasi e la zia Gracia, madre della sua sposa ufficiale, Regina: una storia d’amore, ma anche la storia di una famiglia ebraica che fugge per mezza Europa per sfuggire alla persecuzioni, e che proprio a Venezia attraversa uno dei suoi momenti più intricati (la vicenda è anche al centro del recente Altai del collettivo Wu Ming). O le lussurie di Lord Byron, altra icona romantica dell’amore senza inibizioni (lui, che era “studioso di giorno e dissoluto di notte”) con le sue giovani amanti Marianna e Margherita.

C’è spazio anche per un episodio di amore omosessuale, tra il misterioso Baron Corvo (al secolo Frederick Rolfe) e i suoi amori “gondolieri” (proprio per Baron Corvo il libro presenta poi una piccola perla, divulgando per la prima volta in Italia stralci dalle sue celebri Venice Letters, scoperte nel 1974 e mai pubblicate per il loro carattere ritenuto tuttora indecente). E poi ancora Francesco I de’ Medici, Hemingway, George Sand, Ira Fürstenberg; e persino Julia Roberts, di cui si ripercorrono le “scappatelle” che sembrerebbe aver avuto, nel 1995, con il suo motoscafista e la sua guardia del corpo durante le riprese veneziane di (nomen omen?) Tutti dicono I love you.

Un libro di gossip, dunque? Tutt’altro. Le ricostruzioni di Marzo Magno sono minuziose per dettagli e irreprensibili per esattezza di informazione. Sullo sfondo delle singole storie d’amanti, la grande Storia si muove, determinando mosse, azioni e reazioni dei suoi piccoli e grandi protagonisti. Inesorabili e impietosi, incuranti di ciò che accade alla loro ombra, gli eventi uniscono e allontanano i personaggi sulla scena, che si muovono tra calli e lagune, nascondendosi in palazzi antichi, sfidandosi all’alba, amando di notte. Tracciando, insomma, quei sentieri che Marzo Magno ha deciso di ripercorrere per regalarci, con questo saggio, non solo le storie di questi grandi amatori, ma anche, tra le righe, una riflessione sul nostro modo moderno di concepire e vivere l’amore. Che si è costruito, in gran parte, proprio nella leggendaria Venezia.

Alessandro Marzo Magno (Venezia, 1962), giornalista appassionato di storia e letteratura, è autore tra l’altro di una particolarissima guida turistica alla Dalmazia (Il leone di Lissa. Viaggio in Dalmazia, Il Saggiatore, 2003), e di due volumi di storia militare: Rapidi e invisibili. Storie di sommergibili e il parallelo Romba il motore. Storie di aviatori (entrambi per Il Saggiatore, 2009); a Venezia ha dedicato anche La carrozza di Venezia. Storia della gondola (Mare di Carta, 2008).

Autore: Alessandro Marzo Magno
Titolo: Venezia degli amanti
Editore: Marco Tropea
Anno di pubblicazione: 2010
Prezzo: 16 euro
Pagine: 254

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Luca Pantarotto

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