Eastwood: “un classico vivente”

Massimiliano Marra

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clinteastwoodClint Eastwood” (Marsilio, 2009) è il libro curato da Giulia Carluccio, riflette innanzitutto sulla considerazione che il mondo ha, ed in particolare il popolo americano, di un uomo che può essere considerato parte della storia del cinema statunitense.  Entra nel merito della produzione cinematografica, che egli ha curato con 31 regie a partire da “Brivido nella notte (Play Misty For Me) del 1971, fino a “Gran Torino” del 2008.

E tende a far riflettere sulla definizione di “Classico” che viene spontaneamente attribuita al noto attore, analizzando la vita, la regia, la recitazione. E nei capitoli successivi alcuni film come: “Pale Rider (Il Cavaliere pallido)” 1985 a cura di Matteo Pollone; “Gli Spietati (Unforgiven)” 1992 a cura di Guglielmo Pescatore; “A Perfect World (Un Mondo Perfetto) a cura di Vincenzo Buccheri; “Mistic River” 2003 a cura di Giulia Carluccio; “Million Dollar Baby” 2004 a cura di Giacomo Manzoli.

La riflessione trova il contrasto proprio nel luogo comune: “Eastewood/Classico” ed il fatto che comunque abbia vissuto ed firmato regie anche nel perido moderno, pertanto si analizzano le differenze e le modalità .

E’ in ragione di questo essere contemporaneo, dal punto di vista cinematografico come da quello che si è definito un po’ genericamente “morale”, che il cinema di Eastwood ha saputo accogliere, all’interno delle sue strutture “classiche”, temi e questioni della storia e della politica (americana) sempre più avanzati e sempre più coraggiosi, al di là dell’ideologia dichiarata, presunta o reale, dell’uomo Eastwood.”

Un testo a volte stilizzato, comunque accademico, porta con se la profondità di temi complessi, come complessa e la personalità del regista.

“L’attribuzione dell’appellativo di “Classico” sembra riconducibile perlopiù a due questioni, o meglio a due postulati di fondo. Da un lato, il riferimento costante nei film del regista a generi classici del cinema americano; dall’altro ad un indubbio understatement registico per cui le struttuture fondamentali del dècoupage non conoscono le forzature tecnologiche di molte pratiche contemporanee.”

Giulia Carluccio insegna storia del cinema presso l’università di Torino. Ha pubblicato vari saggi e monografie e curato volumi sul cinema muto esul cinema americano classico e contemporaneo.

Autore: Giulia Carluccio
Titolo: Clint Eastwood
Editore: Marsilio
Anno: 2009
Prezzo: 12 euro
Pagine: 137

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Massimiliano Marra

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