“Quando Istanbul dorme”. Intervista a Chiara Moroni

Chiara Pieri

Tagged: , , , , ,

quandoistanbuldormeRomanzo di formazione, d’amore, di rivalità e d’amicizia, “Quando Istanbul dorme” (Il Filo, 2009), segna l’esordio letterario di Chiara Moroni. E’ la storia di un gruppo di studenti del liceo italiano di Istanbul, che alle tante difficoltà dell’adolescenza e dell’affermazione della propria personalità aggiungono anche la complessità dell’inserimento in un paese nuovo e diverso, in una città suggestiva, piena di colori e di culture, che nelle sue tante contraddizioni, diventa non solo lo sfondo, ma anche la vera protagonista dell’azione.

E’ proprio Istanbul, descritta con l’amore e lo sguardo di chi l’ha vissuta a rendere intensa, reale ed immediata la narrazione.

Abbiamo intervistato l’autrice per chiarire alcuni aspetti del testo.

“Quando Istanbul dorme” è il suo romanzo d’esordio. Da cosa è scaturita l’idea di scrivere?
“Avevo sedici anni ed ero ad Istanbul.  Mi ero trasferita lì per il lavoro di mia madre. Dopo aver letto Jack Frusciante è uscito dal gruppo, il libro di Brizzi, ho pensato di scrivere una storia. Una storia che fosse ambientata ad Istanbul, che descrivesse la vita che facevo. L’ho scritto allora, a mano su dei protocolli.”

In seguito ha rimaneggiato il romanzo?
“L’ho iniziato a sedici anni e l’ho finito a ventitré. In realtà l’ho lasciato stare per diverso tempo, l’ho finito dopo, ma ho voluto mantenere la freschezza della prima versione. Volevo che emergesse il fatto che era scritto dal punto di vista di una diciassettenne.”

Quanto ha influito sulla scrittura del romanzo la sua personale esperienza biografica?
“Diciamo che il romanzo è proprio basato sulla mia esperienza. C’è un po’ di me in tutti i personaggi. Anche le descrizioni dei luoghi rispecchiano quelle che erano le mie sensazioni. Molto di me c’è soprattutto nella protagonista. Si può dire che alle basi della narrazione c’è del vero, la storia, invece, è inventata”

Grande protagonista del romanzo è Istanbul. Come viene descritta la città?
“Il mio desiderio era quello di descrivere Istanbul non come una cartolina, volevo sfatare gli stereotipi sulla città. Per esempio non fa sempre caldo, anzi. Volevo descrivere i lati belli e brutti di Istanbul, i suoi momenti poetici, le tante culture, ma anche le difficoltà che si possono incontrare nel trasferirsi da una città a misura d’uomo come Genova ad un megalopoli. Ho voluto renderla viva, renderla protagonista. La città, infatti, non è uno sfondo passivo, ma osserva e partecipa, influisce sulle storie dei personaggi.”

“Quando Istanbul dorme” è un romanzo di formazione. Come è vissuto il momento della crescita in un contesto particolare e soprattutto in un paese diverso?
“I personaggi sono tutti adolescenti, con gli stessi problemi che hanno i ragazzi della loro età, ma vivono situazioni che li maturano più in fretta. Innanzitutto il fatto di dover ricominciare da capo, farsi nuovi amici e tutto in un mondo e una cultura diversa. Sicuramente questo mi ha maturato molto, ho dovuto metterci tutta me stessa per ambientarmi. Allo stesso modo i protagonisti sono più maturi rispetto ai loro coetanei. La storia si sviluppa in tre o quattro mesi, in cui ai personaggi succedono cose che li fanno crescere a partire dall’interno.

“Joël, il protagonista maschile, si trasferisce da Parigi ad Istanbul, seguendo il padre che lavora al consolato. E’ bello e affascinante e con il suo arrivo mette in subbuglio la vita al liceo. Nicole, invece, è ad Istanbul da tempo, è già ambientata ed ama la città e tra i due nasce un rapporto molto bello, ma alternato da conflitti. Sorgono varie problematiche, tra amicizie, rivalità e gelosie. E’ una storia d’amore molto forte, ma anche tormentata e problematica, che darà modo ai protagonisti di crescere e migliorarsi”.

Il momento dell’integrazione. Quali sono le sensazioni di un adolescente che viene catapultato in una realtà nuova e particolare come quella di Istanbul?
“Nicole vive ad Istanbul da anni, le piace molto, ma sa che prima o poi se ne dovrà andare. Per molti Istanbul è vissuta come una fase di transizione. Joël, invece, quando arriva ha una reazione totalmente negativa. Istanbul in inverno è grigia e piovosa, a Joël mancano gli amici di prima, si sente depresso. Erano le mie sensazioni di quando arrivai. Poi pian piano Joël si rende conto che per avere una vita deve crearsi nuove amicizie, così scopre Istanbul grazie a Nicole, Mohamed e agli altri protagonisti e ne rimane affascinato.”

E’ un romanzo che rispecchia anche le generazioni attuali?
“La storia è ambientata nel ’97, quando ancora non c’erano i cellulari. Nel romanzo ci sono situazioni che ai giorni nostri non potrebbero esistere, perché basterebbe un sms per risolverle. Lì, invece i ragazzi comunicavano tanto. I cellulari hanno in qualche modo tagliato le comunicazioni, tutto si risolve facilmente.”

Nel libro c’è una forte componente musicale. Perché questa scelta?
“Una particolarità del romanzo è sicuramente la presenza della musica. L’ho scritto in un periodo in cui la musica per me è stata fondamentale. Vengono citate molte band, anche di nicchia, ma soprattutto i “Cure” che erano la mia passione quando avevo diciassette anni.”

Ha in mente di scrivere altro?
“Sì. Ora sto scrivendo un romanzo ambientato a Cuba, dove ho fatto l’Erasmus. Si tratta nuovamente di un romanzo basato sulla mia esperienza personale. Parlerà di un viaggio interiore e di un viaggio reale che faranno alcune ragazze dopo la laurea, anche quello un particolare momento della vita, un momento di scelte. Vorrei scrivere anche un seguito di Quando Istanbul dorme, che descriva i protagonisti sette o otto anni dopo la vicenda, ma per adesso prendo una pausa e mi dedico all’altro.”

Si può dire che la sua poetica è che la letteratura nasca principalmente dal vissuto?
“Sì. Nasce proprio dall’esperienza, dai tanti viaggi che ho fatto. Sono stati proprio i viaggi ad ispirarmi, insieme alla passione per la lettura, che mi ha dato un’infarinatura e la voglia di scrivere. E’ vero che tutti hanno un libro nel cassetto, ma scriverlo davvero è diverso.”

Chiara Moroni è nata a Genova il 28 marzo del 1981. Dal ’94 al ’97 ha vissuto in Turchia, dove ha studiato al Liceo Italiano di Istanbul. Nel ’98 si è trasferita in Inghilterra, dove si è laureata in Lingue Moderne e si è specializzata in Giornalismo. Dopo altre esperienze di studio e di lavoro in Russia, a Cuba e negli Emirati, oggi è tornata in Italia, dove lavora nel campo delle comunicazioni. Quando Istanbul dorme è la sua prima opera letteraria.

Autore: Chiara Moroni
Titolo: Quando Istanbul dorme
Editore: Il Filo
Anno di pubblicazione: 2009
Prezzo: 17 euro
Pagine: 314

/ 155 Articles

Chiara Pieri

Comments Closed

Comments for this post are now closed.