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Un delirio colto

di Anna Borrelli il 28 gennaio 2010

tre-sistemi-per-sbarazzarsi-di-tolstojDopo 8 anni, ritorna in libreria il romanzo “Tre sistemi per sbarazzarsi di Tolstoj (senza risparmiare se stessi)” (Minimum fax, 2009), esordio di uno degli scrittori italiani più promettenti, Nicola Lagioia. L’intenzione dell’autore, però, non è quella di ripudiare il grande romanziere russo, ma di entrare in polemica con lui, un po’ come si fa con i genitori, nel tentativo di offrire nuovi significati al presente.

Il narratore è un ragazzo romano, che vive una storia d’amore instabile e assume droghe. Decide di salvare lo scrittore, la cui immagine potrebbe essere duramente colpita dal triste epilogo della sua vita (all’età di 82 anni, tormentato dall’inconciliabilità tra i principi in cui credeva e l’agiatezza in cui viveva, oltre che dai frequenti screzi con la moglie, Tolstoj scappa dalla sua tenuta di Jasnaja Poljana, si ammala di polmonite e muore nella minuscola stazione di Astapovo, oggi rinominata “Lev Tolstoj”, dove l’orologio è fermo all’ora della morte dello scrittore). Il lettore ritrova dunque Tolstoj sulla Nomentana, dove vive da solo ed è felice.

Generalmente beve Coca-cola, va al bar con il narratore, gioca a scopa e, accontentandosi, a dama. I due hanno una deliziosa conversazione sulla letteratura, in cui il narratore ne decostruisce (e proprio dopo aver visitato la Galleria Nazionale d’Arte Moderna) l’idea morale, per di più sorretta da una trama. Non a caso, lo stesso “Tre Sistemi” è sprovvisto di trama: è un cocktail di una serie di scene più volte ripetute nel tentativo di correggere il tiro.

Lagioia propone anche un simpatico esperimento che ha per oggetto “Guerra e Pace”: si tratta di partire per le vacanze (per il mare), portarlo con sé e disporne i volumi sul bagnasciuga, aspettando che, nell’arco di una notte, il Caso porti via alcuni eventi e trasformi uno dei maggiori capolavori della narrativa mondiale in un capolavoro “filosofico”.

Un passaggio fisiologico per la crescita degli uomini è quello di affrancarsi dalle figure genitoriali; analogamente, per uno scrittore è fare i conti con i colossi della letteratura e Lagioia ci riesce benissimo, coinvolgendo anche Proust con le sue madeleines, Miller, Socrate, arrivando a disquisire su Jimi Hendrix e John Cage. Per essere un’opera d’esordio, ha basi radicate in una solida cultura. Si legge in fretta ed è particolarmente consigliato a chi abbia già… superato la lettura di “Guerra e Pace”.

Nicola Lagioia nasce a Bari nel 1973. Esordisce nel 2001 con Tre sistemi per sbarazzarsi di Tolstoj (senza risparmiare se stessi), che gli vale il premio Lo Straniero. Pubblica in seguito per Einaudi i romanzi Occidente per principianti (2004, premio Scanno) e Riportando tutto a casa (2009). Per Fazi ha pubblicato il saggio Babbo Natale (2005). Attualmente dirige la collana di narrativa italiana di minimum fax, Nichel.

Autore: Nicola Lagioia
Titolo: Tre sistemi per sbarazzarsi di Tolstoj (senza risparmiare se stessi)

Editore: Minimum fax

Anno di pubblicazione: 2009
Prezzo: 11 euro
Pagine: 114

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