“Troppi farabutti” nel BelPaese. Stampa e potere in Italia

Michela Spartera

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troppi-farabuttiProtagonista di “Troppi farabutti. Il conflitto tra stampa e potere in Italia” (Baldini Castoldi 2009) è l’art. 21 della Costituzione: il suo significato. Quello di Flamminii Minuto è “Un piccolo libro…  con dentro moltissime cose“.

Chi meglio di un avvocato penalista che per anni ha trascorso la maggior parte del suo tempo a difendere giornalisti e testate giornalistiche dalle accuse più svariate, talvolta sulla base di reati aventi collegamenti col caso concreto davvero fantasiosi, potrebbe fare una seria riflessione sul ruolo della Stampa in Italia? Ma quello di Oreste Flamminii Minuto “non vuole essere un saggio giuridico sulla libertà di stampa, né tantomeno un trattato di sociologia. E non vuole essere un libello di carattere politico.”

Vuole essere “solo un’esposizione per sommi capi di ciò che è accaduto nel nostro Paese dalla fine della seconda guerra mondiale in poi nel campo dell’informazione”.

E in questo scritto l’autore assume le vesti di difensore tout court dell’articolo 21 del nostro dettato costituzionale e da buon avvocato, se si schiera, è sempre e solo dalla sua parte. E questo perché il diritto di cronaca e di espressione, la libertà di stampa e di informazione non riguardano né l’autore dell’articolo, né l’editore (puro o impuro che sia), né la persona offesa, né il magistrato che tale offesa intende riparare, né l’avvocato che difende le ragioni del proprio assistito, ma l’intera collettività. Soltanto nei confronti della collettività, infatti, questi diritti assumono un senso e di quel senso vivono, in quello soltanto trovando giustificazione e tutela.

Ci racconta così in maniera a volte ironica le sorti, che hanno del grottesco, che sono toccate alla libertà d’espressione in questi decenni attraverso fatti, casi, giurisprudenza. Bene costituzionalmente protetto si, ma a quanto pare sempre pronto a dover cedere il passo, sulla base del principio del bilanciamento, ad altri beni costituzionalmente garantiti. Ci potremmo chiedere: ma si tratta per caso di un bene di serie B? Così sembrerebbe, almeno se, scorrendo le pagine della storia così come fa l’avvocato, paragoniamo la situazione italiana con quanto accade ed è accaduto  in altri paesi di indubbia democraticità, come ad esempio avvenne per il celebre caso statunitense relativo alle Pentagon Papers o l’altrettanto, ben differente nel contenuto, celebre caso di Larry Flint.

Per l’avvocato i giornalisti, la stampa ed i media in generale sono paragonabili a dei “cani da guardia della democrazia“. Ma “il cane da guardia  italiano, invece, può sorvegliare ben poco. Legato com’è alla catena corta che gli impedisce qualunque movimento oltre il paio di metri che la catena stessa gli permette, può fare la faccia feroce e ringhiare, ma non molto di più. E naturalmente gli eventuali intrusi nella fattoria hanno tutto il tempo per fare i loro comodi, di portare via la refurtiva e di non rendere conto a nessuno delle loro azioni. Il cane nostrano, al massimo, può abbaiare forte per cercare di richiamare l’attenzione su quanto sta accadendo, ma deve stare anche molto attento”.

Ora, nonostante il titolo del libro richiami alla nostra mente commenti recenti di parte politica, in realtà  il saggio di Flamminii Minuto non si schiera a favore di una o di un’altra parte politica, non si schiera tantomeno con la magistratura, di cui anzi personalmente rileva esempi passati di errori ed inadeguatezze interpretative, non si schiera neanche tout court dalla parte di chi fa informazione. Se alla domanda “esistono in Italia le condizioni per esercitare in maniera compiuta la professione di giornalista”, d’altronde “la risposta non può essere che negativa”, ognuno ha le sue colpe. I rimedi? “Per rispondere a questa domanda non sarebbe sufficiente un altro libro” anche se ciò non impedisce all’autore di suggerire, sulla base della propria esperienza “alcuni correttivi per rendere più democratica la vita del nostro Paese”.

Oreste Flamminii Minuto (1932) è avvocato penalista. In oltre cinquant’anni di esercizio della professione ha difeso giornalisti di molte testate: “L’Espresso”, “l’Unità”, “la Repubblica”, “il Tirreno”, “la Nuova Sardegna”, “il mattino di Padova”. Ha tenuto per oltre quindici anni una rubrica sui problemi dell’informazione sul mensile “Prima Comunicazione” ed è autore di numerosi articoli pubblicati da diversi quotidiani e settimanali. E’ stato nominato dal Parlamento Giudice Costituzionale Aggregato ed è stato eletto per due mandati consecutivi Presidente della Camera Penale di Roma. Ha inoltre partecipato a numerosi processi come difensore di imputati eccellenti (Renato Squillante) o come difensore di parte civile (Marta Russo).

Autore: Oreste Flamminii Minuto
Titolo: Troppi farabutti. Il conflitto tra stampa e potere in Italia
Editore: Baldini Castoldi Dalai
Anno di Pubblicazione: 2009
Prezzo: 15 euro
Pagine: 172

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Michela Spartera

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