“Saloon”, western familiare

Flavia Campana

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saloonIl primo romanzo di Aude Walker, “Saloon” (Del Vecchio, 2009), è già un successo editoriale in Francia. Lisa, la protagonista, incatenata tra presente e passato, lascia l’America per farla finita con la sua famiglia. Rifugiatasi a Parigi, la città di suo padre, prova a dimenticare il suo passato. Nel suo nuovo rifugio lavora come cameriera in un hotel di lusso.  In una notte di lavoro come tante, tra i clienti, scorge Vera, bella e nobile come sempre, lei era sua madre.
A vent’anni avevo la sua bellezza. A trenta trascinavo un corpo devastato e un viso da batrace inebetito. Potenziale decapitato a colpi di ore passate a bere nei locali notturni e a distruggere il mondo, per renderlo sempre più stupido. Ho rischiato di non riconoscerti. L’ha detto in francese. Col suo accento sempre più marcato. Ma non mi hai riconosciuta, Vera.”

Vera ordina alla figlia un drink, senza riconoscerla. Ma, a riconoscimento avvenuto, Lisa sentirà la necessità di attraversare l’oceano per regolare i conti con il passato. Sulla costa atlantica scossa dall’uragano, tra gli yacht e le ville abbandonate, Lisa prova a ricomporre le tessere del suo mosaico familiare, in quel piccolo mondo intossicato dall’alcool, dal denaro e dall’ostentazione di sé . “Lo sapevo, in sei anni ero diventata tutto quello che offendeva la sua pelle nutrita a costosissime creme idratanti. Non ero diventata brutta. Mi ero semplicemente dimenticata,rientrata dalle vacanze, nell’estate 1998. . Ben decisa a distruggere tutto, avevo preso la situazione in mano. Grazie a una frequentazione più che assidua di tabaccai, farmacie e bar della capitale, mi ero riservata un programma da dura la cui efficacia sfidava ogni concorrenza.”

L’arrivo improvviso della giovane risveglia i demoni dormienti, riportando alla luce tutti i contrasti, le ferite e gli errori del passato e del presente, che non lasciano possibilità di redenzione.

La poesia noir è presente in tutto libro in maniera efficace e prorompente. All’inizio la scrittura sopra le righe risuona come un vezzo, più si legge più prende corpo la psicologia dell’io narrante e la storia funziona. Con una struttura, come si conviene a un saloon, nella quale si alza la voce, facendo scorrere la memoria – molti i flashbacks – e con un crescendo da duello fino alla conclusione tragica. Ricorda i romanzi di Thomas Bernard nel suo sguardo molto crudele e critico sulla borghesia. Per quanto il romanzo abbia l’andamento quasi di una seduta psicoanalitica, la Walker smentisce che sia un libro autobiografico, come molti hanno immaginato.

Aude Walker ha 29 anni. Saloon è il suo primo romanzo, che in Francia ha ottenuto un successo strabiliante, assicurandole il Prix du Premier Roman di Doubs e il Premio Laurier Verts della Forêts des Livres.

Autore:  Aude Walker
Titolo: Saloon
Editore: Del Vecchio
Anno di pubblicazione: 2009
Prezzo: 14 euro
Pagine: 192

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Flavia Campana

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