Olocausto: la guerra, l’infanzia. I bambini ci guardano

Alessandra Stoppini

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il-bambino-con-il-pigiama-a-righeIl bambino con il pigiama a righe” di John Boyne (BURextra, 2009) traduzione di Patrizia Rossi, narra la storia di una grande amicizia tra due bambini fino alle sue drammatiche conseguenze.

Nella Berlino nazista del 1942 Bruno nove anni, vive in una grande casa di cinque piani, con una soffitta dalla cui finestra contempla la città sognando fantastiche avventure, insieme alla sua famiglia composta dal padre alto ufficiale nazista, la madre e la sorella di dodici anni Gretel “Caso Disperato”.

La Germania è in guerra ormai da tre anni ma la vita è bella per Bruno: ha i suoi sodali amici Karl, Daniel e Martin compagni di scuola, due nonni che l’adorano, una balaustra sulla quale “mettersi a cavalcioni e lasciarsi scivolare giù per tutti i piani della casa, come una freccia luminosa”. Tutto cambia quando Furio, così viene chiamato da Bruno e Gretel il Fuhrer, ordina al padre dei ragazzi di trasferirsi in una casa di campagna triste e isolata, vicino ad una lunga interminabile recinzione di filo spinato. Bruno non lo sa ma al padre è stato assegnato il compito di comandare il famigerato campo di concentramento di Aushwitz, che lui chiama Auscit.

Bruno non riesce a capire il motivo del trasferimento in un posto così squallido “imprigionato in quella odiosa casa fredda“, senza bambini con i quali giocare. Dal suo nuovo punto di osservazione, un abbaino che si trova nella sua camera da letto, egli scruta in lontananza “bambini piccoli e ragazzi grandi, padri e nonni. E forse anche degli zii e delle zie. E qualche tipo solitario, di quelli che vivono sulla strada e non danno l’idea di avere parenti”. Un giorno Bruno decide di seguire il lungo reticolato fino a quando gli sembra di scorgere “un puntino, che nel frattempo era diventato una macchia… una striscia, una figura… un bambino” il quale al di là della reteseduto con una espressione sconsolata… portava lo stesso pigiama a righe di tutta la gente che si trovava dall’altra parte della rete… né calze, né scarpe ai piedi…“. Shmuel è nato nello stesso giorno dello stesso suo anno di nascita e proviene dalla Polonia ma com’è differente da lui! Shmuel è magrissimo con la pelle grigia ed enormi occhi tristi di un colore ambrato come il caramello. Divisi dal filo spinato i due fanciulli si dicono ciao…

L’irlandese John Boyne ha scritto The boy in the steiped Pyjamas, libro per ragazzi dai 12 anni in su nel 2006 vendendo più di 5 milioni di copie in tutto il mondo. Molti sono i temi presenti in poco più di duecento pagine quali la cieca obbedienza del bambino e della famiglia al padre, la brutalità della guerra come terribile sottofondo, l’egoismo dei genitori di fronte agli occhi innocenti e al candore dei propri figli ma soprattutto l’amicizia tra il goj Bruno e l’ebreo Shmuel. I bambini sono ignari della situazione che stano vivendo perché nessuno glielo ha mai spiegato e seguendo il loro istinto si rifugiano l’uno nel dolore dell’altro, sempre divisi da quella maledetta recinzione ma uniti nell’anima fino a che Bruno, creatura libera per capire la vita del suo amico prigioniero sentirà la necessità di superare il filo spinato ed entrerà dentro il terrore nell’inimmaginabile.

Il 27 gennaio 2010 65esimo anniversario dell’entrata dell’Armata Rossa sovietica nel campo di sterminio di Aushwitz che rivelò all’umanità gli orrori che vi erano stati commessi e che Primo Levi descrisse senza retorica in Se questo è un uomo, leggere un piccolo grande libro come quello di Boyne può servire a mantenere vivo il ricordo. Dieci anni fa nello stesso giorno il Parlamento italiano lo istituiva come Giorno della Memoria “in ricordo dello sterminio e delle persecuzioni del popolo ebraico e dei deportati militari e dei politici italiani nei campi nazisti“.

Da questo romanzo è stato tratto nel 2008 l’omonimo film sceneggiato e diretto da Mark Herman con Asa Butterfiled, Jack Scanlon e David Thewlis in onda questa sera su Sky Cinema 1.

John Boyne è nato a Dublino il 30 Aprile 1971. Dopo gli studi al Trinity College di Dublino ha frequentato il corso di scrittura creativa all’Università dell’East Anglia. Ha scritto sette romanzi e alcuni racconti che sono stati pubblicati in varie antologie o trasmessi alla radio e alla televisione. Nel 2009 è uscito Il ragazzo del Bounty (Rizzoli).

Autore: John Boyne
Titolo: Il bambino con il pigiama a righe
Editore: BURextra
Anno di pubblicazione: 2009
Prezzo: 10 euro
Pagine: 211

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Alessandra Stoppini

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