“L’originale di Laura“ (Adelphi, 2009) è un’opera in fase embrionale. A poco più di 30 anni dalla morte di Vladimir Nabokov viene edito il suo ultimo romanzo incompiuto, pubblicato congiuntamente al testo autografo.
Il manoscritto preparatorio di quello che sarebbe potuto essere un grande capolavoro.
Era il 1977 quando Nabokov, sentendo l’approssimarsi della morte, pregò la moglie Véra di distruggere la prima stesura dell’Originale di Laura, 138 schede manoscritte, che rappresentavano lo scheletro di un romanzo in fieri. La moglie non ebbe il coraggio di rispettare le ultime volontà del marito e nel 1991 il figlio Dmitri dovette scegliere se ottemperare o meno al volere del padre. Alla fine prevalse il desiderio di far conoscere al mondo non solo la bozza di un’opera che poteva essere uno splendido romanzo, ma anche il metodo di lavoro preparatorio proprio solo di un eccezionale romanziere.
Protagonista del racconto è una Lolita un po’ più matura, la ventiquattrenne Flora, moglie del ben più anziano neurologo Philip Wild, alle prese con la sperimentazione del potere delle cellule nervose, capaci di indurre durante lo stato di trance a una sorta di cancellazione graduale del proprio corpo. Flora per un’assonanza della pronuncia inglese diventa Laura, l’ispiratrice di un romanzo nel romanzo, un best-seller, che ruota attorno ai personaggi del libro.
Realtà e finzione si fondono in un gioco di rimandi e illusioni, che catturano nel vorticoso intreccio tanto i protagonisti quanto i lettori dell’opera.
I vezzi della mondanità, il sesso e la morte costituiscono lo sfondo da cui scaturisce l’ironica riflessione dell’autore, che rende un evento magico e inafferrabile, ma paradossalmente divertente e giocoso anche l’ineluttabile momento della fine della vita: così come si è in grado di dominare la propria esistenza ed aspirare all’eternità, si può anche ingannare la morte e tentare di evocarla prima ancora che sia lei a prenderci.
Per chi ama Nabokov, per gli appassionati, o semplicemente per chi è curioso di capire come si costruisce l’imbastitura di un romanzo, “L’originale di Laura” è certamente un’opera che non può mancare dai propri scaffali.
Vladimir Nabokov (1899-1977) nato a San Pietroburgo, ma trasferitosi prima a Parigi e poi negli Stati Uniti, è uno dei più grandi scrittori del secolo scorso. Scrisse in russo e in inglese, occupandosi di narrativa e di saggistica. Il suo capolavoro è Lolita (1955), tra le altre opere ricordiamo La vera vita di Sebastian Knight (1941), Pnin (1957), Fuoco pallido (1962), Cose trasparenti (1973) e l’autobiografia Speak, Memory (1967). Adelphi ha recentemente pubblicato Disperazione (2006) e la raccolta Una bellezza russa e altri racconti (2008).
Autore: Vladimir Nabokov
Titolo: L’originale di Laura
Editore: Adelphi
Anno di pubblicazione: 2009
Prezzo: 18 euro
Pagine: 170
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