Grande storia della piccola Marzi

Dario Guzzeloni

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marzi1La storia con la maiuscola non racconta mai la vita delle persone comuni, ma nella vita di una persona si può trovare la storia, anche se in frammenti. Succede proprio questo con “Marzi”, si entra nella testa di una bambina e si rivive la Polonia di trent’anni fa, quella della Solidarność, di Černobyl e del razionamento.

Gli occhi dell’infanzia, come ricorda il sottotitolo del volume, vedono tutto senza filtri, e così comunismo e consumismo diventano solo parole, Papa Wojtyla diventa un buffo personaggio da prendere in giro, i soldati fanno paura e le bambole di Barbie sono belle.

Leggere questo fumetto è un po’ come stare ad ascoltare un evento storico raccontato a partire dalle piccole cose, quelle infantili che interessano ai bambini. Ogni episodio è infatti un racconto personale, quasi una confidenza fatta al lettore. L’autrice, Marzena Sowa, ossia la Marzi del titolo, si è fatta convincere dal compagno disegnatore Sylvain Savoia a raccontare in fumetto la sua vita di bambina nella Polonia comunista degli anni ottanta. Il risultato è il contrasto tra la tenera meraviglia dell’infanzia e la durezza di un periodo storico difficile.

Gli episodi di questo primo volume, cui Coconino Press e Fandango Libri faranno seguire un secondo, si muovono quindi tra due mondi. Agli eventi esterni, giganteschi e tragici, fanno da contrappeso la leggerezza e la poesia dei fatti quotidiani. Il sapore di un’arancia, la tristezza per la lontananza di un’amica, i litigi, una canzone, un abito. Ogni pagina disegnata da Savoia ha il sapore della nostalgia più preziosa, un tenue susseguirsi di vignette tra il grigio e il marrone con solo qualche accento di rosso, come i capelli di Marzi. Sono pagine che sanno di ricordi, di foto scolorite. L’edizione stessa ricorda l’album dei ricordi, con le vignette disposte a quattro al centro di pagine spaziose, un vero piacere da leggere e sfogliare.

La cosa che più si apprezza nella lettura è l’umorismo disseminato in ogni pagina e vignetta. Vedere con lo sguardo di un bambino significa dare molta importanza a gioco e divertimento. La capacità di ridere delle cose è propria dei più piccoli e quando vediamo un’immagine di Marzi seria o triste significa che qualcosa sta andando veramente male, e noi lo vediamo dipinto sul volto della piccola. La leggerezza con cui i disegni di Savoia e le parole della Sowa ci portano dentro uno dei periodi più oscuri della storia europea ha del miracoloso, un sorriso in più o in meno e siamo lì, assieme ai personaggi.

Pensare però che questo sia un volume per l’infanzia sarebbe come scambiare il Decamerone per un fotoromanzo. “Marzi”, nonostante la scelta di disegni e storie dal gusto fanciullesco, si rivela come una lucidissima visione del periodo che rappresenta. Oltre ogni critica di carattere storico o politico, questo fumetto regala la più veritiera e intima testimonianza di quel pezzo di storia, sostituendo alla freddezza dell’analisi il calore del racconto vissuto.

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Dario Guzzeloni

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