Grande storia della piccola Marzi

Dario Guzzeloni

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marzi1La storia con la maiuscola non racconta mai la vita delle persone comuni, ma nella vita di una persona si può trovare la storia, anche se in frammenti. Succede proprio questo con “Marzi”, si entra nella testa di una bambina e si rivive la Polonia di trent’anni fa, quella della Solidarność, di Černobyl e del razionamento.

Gli occhi dell’infanzia, come ricorda il sottotitolo del volume, vedono tutto senza filtri, e così comunismo e consumismo diventano solo parole, Papa Wojtyla diventa un buffo personaggio da prendere in giro, i soldati fanno paura e le bambole di Barbie sono belle.

Leggere questo fumetto è un po’ come stare ad ascoltare un evento storico raccontato a partire dalle piccole cose, quelle infantili che interessano ai bambini. Ogni episodio è infatti un racconto personale, quasi una confidenza fatta al lettore. L’autrice, Marzena Sowa, ossia la Marzi del titolo, si è fatta convincere dal compagno disegnatore Sylvain Savoia a raccontare in fumetto la sua vita di bambina nella Polonia comunista degli anni ottanta. Il risultato è il contrasto tra la tenera meraviglia dell’infanzia e la durezza di un periodo storico difficile.

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Dario Guzzeloni

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