Einaudi ripubblica “ll Diario di Anna Frank”

Alessandra Stoppini

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il-diario-di-anne-frankCara Kitty, così ce n’andammo sotto una pioggia scrosciante, il babbo, la mamma e io, ciascuno con una borsa da scuola o da spesa, piene zeppe di oggetti ficcati dentro alla rinfusa”. Inizia Giovedì 9 Luglio 1942 il viaggio senza ritorno della famiglia Frank raccontato dalla tredicenne Anna nel celebre “Diario” (Einaudi 2009) che in questi giorni la Casa Editrice ripubblica in edizione ridotta a cura di Frediano Sessi, introduzione di Eraldo Affinati, traduzione di Laura Pignatti.

Nell’Olanda del 1942 che si trova da due anni sotto il dominio nazista la vita per la popolazione ebraica si fa ogni giorno più pesante. Ad Amsterdam Otto Frank decide di chiudersi in un alloggio segreto sopra una fabbrica di spezie insieme ad alcuni conoscenti nella Pringsengrach 263 aiutati da un pugno di amici fedeli tra i quali Miep Gies. La vita di Anna, uccellino allegro, curioso e solare, cambia radicalmente. Niente più amiche, scuola, giochi, aria pura ma solo il suo diario a farle compagnia, regalo del babbo per i suoi 13 anni. Kitty l’amica immaginaria alla quale si rivolge diventa una persona vera, reale alla quale confidare i suoi sogni di bambina che sta per diventare un’adolescente, i segreti tipici di quell’età. Da allora su questo quaderno la ragazza annoterà minuziosamente per poco più di due anni come una cronista in erba tutto ciò che avverrà intorno a lei, la vita quotidiana di questa comunità di persone che si trovano giocoforza a dividere l’alloggio aspettando che la bufera passi, che gli alleati arrivino presto a liberare l’Olanda dal giogo nazista. La convivenza con la famiglia Van Daan composta da padre, madre e il figlio Peter e con il Dottor Dussel non si rivela semplice, costretti a stare segregati in locali piccolissimi, scomodi e freddi.

Het acherhuiscil il titolo originale del Diario, letteralmente Il retrocasa possiede un’anima, un cuore. È lo stesso specchio dell’anima di Anna che nonostante tutto non perde le speranze, le sue riflessioni nascondono una maturità di pensiero, uno spirito critico, un occhio acuto mentre con sgomento e felicità si accorge dei cambiamenti del proprio corpo o scrive delle piccole liti che avvengono tra gli inquilini dell’alloggio per banali motivi «vedo noi otto nell’alloggio segreto come se fossimo un pezzetto di cielo azzurro circondati da nubi nere di pioggia». Le pagine più belle sono quelle dove Anna descrive a Kitty la nascita del suo amore per Peter, dando così a chi legge una grande lezione di vita, ci si può innamorare, sperare anche quando tutto è contro di noi e la luce sembra spenta per sempre. Forse è anche per questo motivo che la sua storia, oggetto nel corso degli anni di molte riduzioni cinematografiche, ricordiamo Il Diario di Anna Frank del 1959 diretto da George Stevens vincitore di tre premi Oscar, ha emozionato e commosso milioni di persone in tutto il mondo fin dalla sua data di uscita nel 1947 ad Amsterdam.

Il 1 Agosto del 1944 Anna scrive per l’ultima volta a Kitty. Tre giorni dopo il 4 Agosto in seguito ad una delazione gli occupanti dell’alloggio furono scoperti dalle SS, arrestati e portati nei campi di sterminio. Mentre la madre morì di consunzione, Anna e Margot morirono di tifo tre settimane prima che gli inglesi liberassero il campo di sterminio di Bergen Belsen nel ’45. Il Diario venne trovato nell’alloggio e consegnato al padre, unico superstite della famiglia Frank il quale decise di pubblicarlo rendendo nota a tutti la storia di sua figlia Anna giovane creatura dall’anima libera che nessuno può rinchiudere e che le pagine del suo Diario hanno reso immortale. «È un gran miracolo che io non abbia rinunciato a tutte le mie speranze perché esse sembrano assurde e inattuabili. Le conservo ancora, nonostante tutto, perché continuo a credere nell’intima bontà dell’uomo».

Annelies Marie Frank nacque il 12 Giugno 1929 a Francoforte da un’agiata famiglia di ebrei tedeschi. Quando Hitler emanò le leggi razziali nel 1933, fu costretta ad emigrare con i suoi in Olanda. Lì, dal ’42 al ’44, visse segregata con la famiglia in una stanza scrivendo un diario di quel periodo. In seguito ad una segnalazione venne arrestata dai nazisti e deportata ad Auschwitz con la madre, il padre e la sorella. Morì nel Febbraio del 1945 nel campo di concentramento di Bergen-Belsen poche settimane prima dell’arrivo degli alleati. Einaudi ha pubblicato nel 2000 Anna Frank. Una biografia della scrittrice Melissa Muller.

Autore: Anne Frank
Titolo: Diario
Editore: Einaudi
Anno di pubblicazione: 2009
Prezzo: 12,50 euro
Pagine: XXVIII-360

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Alessandra Stoppini

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