Per il venticinquennale della scomparsa di Eduardo De Filippo avvenuta a Roma il 31 Ottobre 1984 è uscita la terza ristampa di “Vita di Eduardo“ (Minimum Fax, 2009), di Maurizio Giammusso. Introduzione inedita di Dario Fo. La parabola umana e professionale di De Filippo considerato uno dei massimi esponenti della cultura del Novecento, insegnò Drammaturgia alla Sapienza di Roma, rivive in questa biografia esaustiva che racchiude in se i momenti privati e pubblici di una vita spesa interamente al servizio dell’Arte con la A maiuscola.
Nella prefazione di Dario Fo, il quale il giorno delle esequie recitò l’orazione funebre intitolata Ricordo di Eduardo, il Premio Nobel definisce l’attore e drammaturgo come “molto spiritoso, pur essendo severo… ma l’ho sempre visto come un uomo con dei valori umani di alto livello” e dove parlando di Napoli scrive “era per lui la proiezione di tutto il mondo”.
Il critico Giammusso, ricostruisce con passione e minuzia l’infanzia di Eduardo, nato a Napoli il 24 Maggio 1900, figlio illegittimo dell’attore e commediografo Eduardo Scarpetta e della sarta teatrale Luisa De Filippo «una famiglia difficile» come lo stesso Eduardo la definì, emblematica è la foto della coppia insieme ai tre figli Annunziata detta Titina, Peppino e Eduardo, che si trova insieme a molto altre foto di famiglia al centro del libro, i luoghi che lo videro crescere, i primi passi nel mondo del teatro, i rapporti con i fratelli, tempestoso quello con Peppino, mentre nel frattempo l’Italia si ritrova sotto il ventennio fascista, scoppia la II Guerra Mondiale con tutte le nefaste conseguenze di distruzione morale e sociale che ne derivano, la ricostruzione che vede Eduardo dare alla luce le opere più celebri, i tanti dolori privati come la morte dell’amatissima figlia Luisella e la scomparsa della sorella Titina. Giammusso non dimentica i tanti film da lui interpretati e diretti e i vari passaggi televisivi fino alla nomina a Senatore a vita conferitagli nel 1981 dall’allora Presidente Sandro Pertini a coronamento di un’esistenza straordinaria sotto tutti gli aspetti.
Maurizio Giammusso attingendo a piene mani all’archivio di Eduardo “sessant’anni di lettere, di appunti e carte varie” che per la prima volta la terza moglie Isabella e il figlio Luca hanno messo a disposizione di un biografo, restituisce al lettore la figura di un uomo complesso, unico, artista a tutto tondo «lo sforzo disperato che compie l’uomo nel tentativo di dare alla vita un qualsiasi significato è teatro», il quale nella sua lunga vita non volle mai scrivere un’autobiografia perché le sue commedie parlavano per lui. A venticinque anni dalla sua morte l’artista rivive ogni volta che Natale in casa Cupiello (1931) “te piace o presepe?”, Napoli Milionaria (1945) “ha da passà ‘a nuttata”, Filumena Marturano (1946), scritta appositamente per la sorella Titina “...i figli so’ figli!”, vengono rappresentate in qualsiasi angolo della terra. La magia della sua produzione artistica ha toccato le coscienze di ciascun spettatore perché nella Cantata dei giorni dispari, titolo dato da Eduardo nel 1975 alla raccolta delle sue commedie scritte dal ‘45 al ‘73 pubblicate da Einaudi c’è la vita vera, la realtà sociale delle persone della sua città natale delle quali seppe cogliere l’umanità, lo spirito di un popolo disincantato abituato nel corso dei secoli a molte dominazioni straniere che sembra non stupirsi più di nulla perché ha già visto tutto.
In cinquecento pagine di biografia, ritratto di un uomo e descrizione dell’epoca nella quale operò, sono veramente tanti i passaggi da segnalare, da rileggere più volte e sottolineare, ne scegliamo uno per tutti quando De Filippo nel 1981 ricorda agli studenti, professori ed intellettuali riuniti presso l’Università La Sapienza di Roma il giorno che gli viene offerta la Laurea Honoris Causa, il suo debutto sul palcoscenico del Teatro Valle a Roma a soli quattro anni in braccio ad un attore della compagnia del padre Eduardo Scarpetta. Fu il primo applauso di tanti che in seguito avrebbe ricevuto “… quell’emozione, quell’eccitamento, quella paura mista a gioia esaltante, io le provo ancora oggi, identiche, ad ogni prima rappresentazione, quando entro in scena”.
In occasione dell’8 edizione della Fiera della piccola e media editoria “Più libri, più liberi” che si svolgerà dal 5 all’8 Dicembre al Palazzo dei Congressi (all’Eur) di Roma, Sabato 5 Dicembre alle ore 19 presso la Sala Smeraldo ci sarà la presentazione di Vita di Eduardo di Michele Giammusso. Con l’Autore interverranno Michele Mirabella e Vincenzo Salemme.
Maurizio Giammusso è nato a Roma nel 1951. Scrittore e sceneggiatore, è giornalista dell’agenzia ANSA. Per molti anni è stato critico drammatico del Corriere della Sera. Ha curato mostre e programmi Tv su Pirandello, Eduardo e il caricaturista Onorato. Fra i suoi libri ricordiamo La fabbrica degli attori. L’accademia Nazionale d’Arte drammatica: storia di cinquant’anni (1988), Eliseo: Un teatro e i suoi protagonisti (1989), Eduardo da Napoli al mondo (1994), Il Dante di Gassman (1994), Il Teatro di Genova: una biografia (Gremese 1989), Vita di Rossellini (2004 Elleu), Per Ecuba! Frammenti di un discorso teatrale (2009).
Autore: Maurizio Giammusso
Titolo: Vita di Eduardo
Editore: Minimum Fax
Anno di pubblicazione: 2009
Prezzo: 20 euro
Pagine: 508
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