Storia di Liù raccontata da Edmondo Berselli

Alessandra Stoppini

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liuNon solo non avevo mai avuto un cane, ma non avevo nessuna voglia di averne uno“. È l’inizio del libro “Liù. Biografia morale di un cane” (Mondadori, 2009) di Edmondo Berselli . Ed invece l’autore si affeziona al labrador femmina di colore nero, ed assiste alla metamorfosi della propria vita da quando Liù vive insieme a lui ed alla moglie Marzia, che lo ha convinto ad acquistare il cane.

Fin da subito lo scrittore si rende conto che il labrador ha una sua precisa identità, carattere, gusti e disgusti, quindi incomincia a vedere la vita attraverso gli occhi di Liù, «cotechino baffuto» vista a poche ore dalla nascita in un allevamento di Cermenate. Forse è proprio da quel momento che è nato l’amore di Berselli, riservato e fine intellettuale che nella sua vita letteraria ha scritto di sport, televisione, politica e cultura, per la cagnolina. Ma siamo proprio convinti che i coniugi Berselli abbiano scelto Liù e che non sia avvenuto l’esatto contrario, come accade sempre in questi casi? Ecco dunque come la quotidianeità venga rivoluzionata dall’arrivo del labrador, quindi scorrono pagina dopo pagina le albe nebbiose trascorse passeggiando nel parco mentre Liù si azzuffa con gli altri cani, la scoperta di vederla crescere, il ticchettio delle sue zampe sul parquet, la coda che ignara travolge qualsiasi soprammobile. Vuoi vedere che il cane, entrato in relazione con l’uomo lo cambia rendendolo paradossalmente umano?

Il prologo del saggio è dedicato «poi è venuto il tempo degli annunci». Con timore e nervosismo comunica all’allora Direttore de L’Espresso Giulio Anselmi che sta per prendersi un cane. «Un cane?». Si stupisce il grande giornalista. Poi è la volta di Giovanni Evangelisti, vecchio capo di Berselli alla rivista Il Mulino. Alla notizia il buon emiliano scoppia in una risata tipica di quella parte d’Italia esclamando «E poi, chi lo porta fuori a fare la pipì, tu?».

Ma il libro non è solo questo. Se da un lato vengono narrate le gesta della «bestiolona» che ha cambiato le abitudini di questa progressista coppia senza figli modenese, dall’altro il politologo cerca di capire le ragioni profonde del perché la novità dell’arrivo di Liù ha ribaltato la sua visione finora razionale dell’esistenza, andando a scoprire una nuova filosofia di vita utile per comprendere ciò che accade nell’Italia attuale. L’anima sensibile del labrador Liù «produttore di affetti, generatore di sentimenti», sarà in grado di far comprendere al lettore molte cose tra le quali l’amore disinteressato, la fedeltà e le elementari regole per una civile convivenza che non sono solo quelle in voga tra animale e padrone.

Edmondo Berselli è nato il 2 Febbraio del 1951 a Campogalliano in provincia di Modena. Giornalista e scrittore. È editorialista de La Repubblica e L”Espresso, ha diretto fino al 2008, per sei anni, la rivista Il Mulino. Tra i tanti libri pubblicati ricordiamo Il più mancino dei tiri (Mondadori 2006), dedicato a Mariolino Corso, Quel gran pezzo dell’Emilia. Terra di comunisti, motori, musica, bel gioco, cucina grassa e italiani di classe (Mondadori 2004), Venerati maestri. Operetta morale sugli intelligenti d’Italia (Mondadori 2006), dove Berselli traccia un divertente e spietato ritratto del decadente mondo culturale italiano, Adulti con riserva. Com’era allegra l’Italia prima del68 (Mondadori 2007), Sinistrati. Storia sentimentale di una catastrofe politica (Mondadori 2008) nel quale viene commentata ironicamente la sconfitta del Partito Democratico e della sinistra contro il Partito delle Libertà.

Autore: Edmondo Berselli
Titolo: Liù. Biografia morale di un cane
Editore: Mondadori
Anno di pubblicazione: 2009
Prezzo: 18 euro
Pagine: 160

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Alessandra Stoppini

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