Scrivere secondo Cavazzoni

Matteo Chiavarone

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il-limbo-delle-fantasticazioniIl limbo delle fantasticazioni(Quodlibet, 2009) è il nuovo “liberculo” di Ermanno Cavazzoni, quello che per molti è uno dei maggiori scrittori italiani viventi. Un libro giocoso e divertente, ma soprattutto elegante, come da sempre ci ha abituato l’autore de Il poema dei lunatici (testo da cui è tratto La voce della luna, ultimo film di Federico Fellini).

Un libro che si legge tutto d’un fiato, esaltandosi qua e la per le soluzioni linguistiche di rara eleganza e bellezza e riflettendo sugli spunti disseminati in poco meno di centocinquanta pagine.

In un recente incontro, presso il Teatro Quirino di Roma, il premio nobel per la letteratura José Saramago parlando ai giovani scrittori gli aveva fornito un duplice e ambiguo consiglio: “Non avete fretta e non perdete tempo“. Cavazzoni invece fa un vero e proprio manuale, anzi una grammatica della letteratura e dell’arte in generale. Fare letteratura o fare arte non deve essere percepito (o concepito) come una via accelerata al successo. “L’idea di una letteratura connessa al giudizio estetico e all’artisticità trovo che sia troppo stretta. E preferirei allargarla, al grande sacrosanto territorio delle fantasticazioni, dove non ci sono criteri formali o candidature, giudizi d’esame o promozioni, ma lo scrivere sia un fatto come il parlare“. Scrivere, scrivere, scrivere.   Scrivere come bisogno di interpretare il mondo, di parlare, di comunicare.

Interessanti i consigli per cominciare, dettati un po’ alla maniera di un Landolfi o di un Calvino: “Parti dalle interiezioni, che forse sono la parte più negletta della lingua scritta: ah, ahimé, porco cane, eccetera, sono la parte più trascurata ed  invisa dalla scuola. Gli direi: parti da un bel Oh, perbacco, da cui poi ne consegue qualcosa; non ogni persona dice Oh, perbacco…“. O quelli per pubblicare, con più cinismo e molta meno ironia: Consiglio agli scrittori sinceri di non mandare dattiloscritti a chicchessia, meno che mai alle case editrici, se vogliono pubblicarlo; o agli autori conclamati o ai loro critici, né di presentare a un concorso un inedito, perché i giurati delle giurie sono spesso dei delinquenti cinici, e se c’è un presidente è il peggiore di tutti, rotto a qualunque malversazione, il quale ha dei raccomandati (in genere parenti prossimi) ai quali attribuisce gli scritti di altri che ingenuamente hanno partecipato al concorso e che non potranno protestare, perché nessuno può credere a tanto, a tal nefandezza“.

E contro il mondo dell’editoria e della critica l’autore va giù pesantissimo: “l’autore legittimo se ne andrà disgustato, lasciando che nel mondo delle lettere imperi il dolo, la lesa proprietà delle opere d’ingegno, la delazione, la corruzione, il nepotismo, la simonia“.

Sorrisi e riflessioni si alternano continuamente, si sovrappongono, lasciano spazio all’immaginazione e alla riflessione. Un libro sulla voglia di scrivere che fa venire voglia di scrivere. Perché fare arte, fare letteratura significa fare “sempre delle cose un po’ sgangherate, perché in questo campo se uno impara il mestiere, allora meglio che smetta“.

Ermanno Cavazzoni, nato nel 1947 a Reggio Emilia, vive a Bologna dove insegna all’Università. Ha scritto libri di narrativa, ma sempre piuttosto anormali, che infatti lui stesso non sa come classificare, se non come sfoghi di maniacalità. «Mi vengono così – dice – dovete scusare».

Ha scritto Il poema dei lunatici (1987, dal quale Federico Fellini ha tratto il suo ultimo film La voce della luna), Le tentazioni di Girolamo (1991), Vite brevi di idioti (1994), Cirenaica (1999), Gli scrittori inutili (2002), Storia naturale dei giganti (2007), e altre cose qui e là, tra cui Morti fortunati(2002). Quel po’ che ha imparato dice che l’ha imparato da Federico Fellinie da Gianni Celati, «lavorando con loro a bottega». Poi per il resto la vita passa tra tante illusioni; uno guarda indietro e dice: si vede che la mia vita era questa, si vede che comprendeva a un certo punto anche dei libri.

È il curatore, assieme a Jean Talon, della collana “Compagnia Extra”

Curatore: Ermanno Cavazzoni
Titolo: Il limbo della fantasticazioni
Editore: Quodlibet
Anno di pubblicazione: 2009
Prezzo: 12,50
Pagine: 152

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