Morti speciali S.p.A

Dario Guzzeloni

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thyssenkruppArgomento pesante, da cronaca nera. Sette morti in una industria siderurgica, l’Italia sconvolta per settimane, la ricerca delle responsabilità e le inchieste dei giornalisti. Oggi la vicenda si trascina con fatica, i processi continuano verso un esito incerto, il problema degli incidenti sul lavoro rimane e solo i morti riposano, più o meno, in pace. In questa atmosfera è uscito un fumetto di Alessandro Di Virgilio e Manuel De Carli, “ThyssenKrupp. Morti Speciali S.p.A.

Una classica edizione BeccoGiallo che tenta di raccogliere quello che è accaduto e di riproporcelo in immagini.

Gli autori hanno cercato di evitare i toni da melodramma puntando su uno stile tragicomico, e per ottenerlo hanno diviso la narrazione su due piani, uno ironico-didattico dove spiegare i fatti, l’altro più serio dove il disegno mette in scena il dolore. Il risultato è un fumetto in cui la drammaticità degli eventi ci viene presentata come in una puntata di Quark, con tanto di esperto incravattato che snocciola numeri e dati, solo che al posto dei documentari ci si trova davanti alla tragedia. Disegnata.

Tecnicamente l’opera è valida, sia dal punto di vista del disegno che da quello dei testi. In rete girano opinioni discordanti a riguardo, con alcuni che affossano le tavole di De Carli come brutte e i dialoghi di Di Virgilio come pretenziosi, mentre altri salvano il fumetto per il valore che danno all’argomento. Vediamo quindi di mettere le carte in tavola e dare delle valutazioni sensate. Ricordiamoci solo che a inizio paragrafo ho scritto “valida” e non “capolavoro”, ma su questo punto torneremo in conclusione.

Cominciamo subito col chiarire che De Carli sa disegnare, eccome. È capace di riprodurre fedelmente anatomie e architetture, ma anche di stravolgerle, spaziando dall’illustrazione realistica fino alle caricature da striscia comica. Se avete dei dubbi andate a visitare il suo sito, www.manueldecarli.it, e vi ricrederete. In “ThyssenKrupp” Manuel ha utilizzato una via mediana fatta di figure tondeggianti ma sempre verosimili, con proporzioni sempre rispettate. Il tratto è pieno, senza sfumature o grigi, cosa che rende le tavole agili nella lettura, ben bilanciate tra bianchi e neri.

Per i testi bisogna invece partire da una frase dello stesso Di Virgilio, con la quale si difendeva dall’accusa di essere troppo scontato. Dichiara infatti che molte frasi da lui utilizzate nel fumetto sono state prese da fonti ufficiali del caso Thyssen, quindi del tutto aderenti alla realtà. Direi che su questo punto Di Virgilio non ha del tutto ragione, visto che la realtà, se riportata tale e quale in un fumetto, così come nel cinema e nel teatro, risulta sempre un po’ finta. Questo difetto non costituisce però un problema in “ThyssenKrupp”, visto che dialoghi e didascalie rimangono del tutto godibili e la sceneggiatura sbroglia la vicenda con efficacia e originalità. Alcuni lettori hanno probabilmente il palato troppo fine per arrivare a tali distinzioni.

Questo fumetto è quindi un prodotto ben realizzato, un ottimo modo per avvicinarci ad un evento tragico come quello della ThyssenKrupp e capirlo un po’ meglio, anche se non possiamo certo parlare di capolavoro, sia nel disegno che nei testi. De Carli e Di Virgilio, pur non essendo Monet e Dostoevskij (per il momento), rimangono comunque due artisti molto dotati che hanno saputo regalare ai lettori un’opera scritta con passione e onestà. Leggerla non cambierà la vita ma la renderà sicuramente più ricca.

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Dario Guzzeloni

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