“Geopolitica dell’ambiente” (FrancoAngeli, 2009) di Corrado Maria Daclon tenta di offrire un punto di partenza nuovo per lo studio della geopolitica moderna. Questo pensiero consiste nel passare dalla “geopolitica degli spazi” alla “geopolitica dei flussi”. Flussi economici, energetici ed informativi, prima di tutto. Da un approccio del genere, almeno in teoria, si dovrebbe poter ottenere una descrizione più accurata dei rapporti di forza esistenti tra le nazioni e all’interno delle nazioni stesse.
In realtà, però, “Geopolitica dell’ambiente” è poco più di un comunissimo testo monografico di geopolitica, di quelli che si propinano agli studenti universitari.
L’ambiente, infatti, è solo uno dei temi trattati e non è affatto il punto di partenza, come dal titolo si potrebbe intuire. Ampio spazio, invece, è dedicato a temi “classici” della geopolitica “moderna”. Primo fra tutti la politica demografica e migratoria, tema già presente in molti altri testi di geopolitica e che, in questa opera di Daclon assorbe la bellezza di 40 pagine.
Uno spazio all’interno del quale il tema dell’ambiente come causa delle migrazioni si perde tra mille altri.
Di contro al capitolo “Geopolitica dell’energia”, tema assai più specifico del primo, l’autore dedica la metà delle pagine. Il capitolo, poi, non è neanche molto approfondito e si limita a qualche accenno sintetico sulla situazione attuale delle riserve di idrocarburi, ai maggiori produttori di petrolio e gas e a qualche progetto (e mancano i più importanti) di gasdotto internazionale.
“Geopolitica dell’ambiente” propone una robusta introduzione alle principali teorie geopolitiche, la storia del concetto di geopolitica e della sua evoluzione negli ultimi due secoli.
Non è, quindi, un libro di geopolitica ambientale ma, comunque, un discreto volume di geopolitica classica: è chiaro, ben scritto, nel complesso non è eccessivamente lungo. In alcuni punti troppo prolisso e alcuni temi potevano essere abbondantemente sintetizzati.
La cosa strana, però, è che questo testo è chiaramente riservato ad un pubblico selezionato: basta sfogliare l’indice e qualche pagina per capire che si tratta di una pubblicazione per chi è già introdotto negli argomenti principali della geopolitica. A questo punto, se il lettore è selezionato, la scarsa corrispondenza tra gli impegni che l’autore prende con il titolo “Geopolitca dell’ambiente” e con il sottotitolo “Sostenibilità, conflitti e cambiamenti globali” e il contenuto reale dell’opera è frustrante.
Leggere “Geopolitica dell’ambiente” come se fosse un normale manuale di geopolitica non ha senso: ce ne sono molti altri più ricchi e completi. Leggerlo per conoscere i temi ambientali geopoliticamente influenti non ha senso nemmeno: i temi sono appena accennati e in maniera poco organica rispetto al resto del contenuto.
A questo punto, a chi consigliare “Geopolitica dell’ambiente”? Ad un lettore che, saltuariamente, legge anche saggi di politica, geopolitica, storia e ambiente.
Corrado Maria Daclon insegna Diritto ambientale all’Università Ca’ Foscari di Venezia. È consulente dell’Ue e scientific partner della Nato. È segetario generale della Fondazione Italia Usa e ha partecipato ai lavori preparatori della Conferenza mondiale su ambiente e sviluppo di Rio de Janeiro.
Autore: Corrado Maria Daclon
Titolo: Geopolitica dell’ambiente
Editore: FrancoAngeli
Anno di pubblicazione: 2008
Prezzo: 24 euro
Pagine: 255
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