“La via dell’Inferno” (Odoya, 2009) di Flaminia Morandi è una versione della storia della televisione, dalla preistoria ai giorni nostri, che segue il filo conduttore del progetto cattolico che vedeva nel mezzo televisivo uno straordinario strumento educativo. Progetto che si è evoluto, lungo una successione di papi, governi e dirigenti televisivi, fino ad arrivare alla programmazione televisiva dei nostri giorni tra trasmissioni di buona fattura e autentici flop. WIKIPEDIA/Cronologia della tv
L’ottimo saggio di Flaminia Morandi parte dal proposito di illustrare in particolar modo la relazione tra il Vaticano e i cittadini italiani attraverso il canale televisivo, basata sul presupposto che l’evangelizzazione, la diffusione della parola di Dio, è uno tra i più validi esempi di comunicazione globale. Ovvero è nella comunicazione, da Gesù ai discepoli e dagli evangelisti al popolo, che si fonda il Cristianesimo. Ma l’analisi dell’autrice non si ferma a questo ambito ristretto, anzi, il risultato è un saggio sulla storia della televisione italiana completo sotto ogni aspetto.
Seguendo quasi rigorosamente una formula tripartita, l’autrice in ogni capitolo illustra sì la presenza, i commenti e la partecipazione della chiesa in televisione, che tocca il suo apice sotto il papato di Wojtyla, ma esamina anche le strategie di potere, le pressioni della Democrazia Cristiana e le sue relazioni con il servizio pubblico fino alla la nascita e al predominio delle emittenti private. E, di conseguenza, come questa rete di connessioni sia riscontrabile nel frutto che ne nasce: i programmi televisivi.
Scopriamo allora i retroscena dei giochi di potere, le nomine alla dirigenza pilotate, l’ufficio che seleziona i raccomandati, le assunzioni in Rai secondo equilibri di partito e i patti segreti del duopolio di facciata. Impariamo come e perchè si passa da un sistema orientato alla qualità e all’educazione ad uno dominato dall’auditel e quindi all’intrattenimento. Per intendersi, da Padre Mariano che legge le lettere dei fedeli in diretta, alle letterine che sgallettano in perizoma e alle notizie-menzogna dei Tg privati.
E non solo. Parlando dei programmi televisivi dagli anni ‘50 ad oggi, la Morandi svela i meccanismi produttivi, le scelte di contenuti e strategie, le innovazioni dettate dal guadagno o da altro tipo di convenienza. Cita e spiega le leggi-farsa italiane e le direttive europee, l’assoggettamento al dominio culturale statunitense e il suo superamento, il made in Italy e l’invasione dei format stranieri.
Non un semplice saggio quindi, ma piuttosto una micro-enciclopedia della televisione, della storia e della politica italiana, spiegata con precisione e semplicità, arricchita di dettagli, aneddoti e informazioni preziose per tutti coloro che, anche alle prime armi, vogliono avvicinarsi alla comprensione del mondo televisivo che non può essere estrapolato dal contesto politico e culturale che ne determina, o impone, i contenuti.
Flaminia Morandi ha lavorato venticinque anni in radio e in televisione come autrice, produttrice e conduttrice di programmi. Scrittrice, sceneggiatrice, teologa, collabora con l’università su problemi di produzione televisiva e di comparazione sui sistemi televisivi. Tra i sui libri: Facciamo finta che. L’industria televisione, produrre fiction seriale (Carocci, 2003) e Lo chiamavano varietà. L’industria televisione, produrre l’intrattenimento (Carocci, 2004).
Voto: 7,5
Autore: Flaminia Morandi
Titolo: La via dell’Inferno. Il progetto cattolico nella storia della televisione italiana
Editore: Odoya
Anno di pubblicazione: 2009
Prezzo: 20 euro
Pagine: 352
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