“La donna del diavolo”: un giallo filosofico

Stefano Giovinazzo

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la-donna-del-diavoloNella splendida cornica della Casa delle Letterature, di Piazza dell’Orologio a Roma (alle spalle di P.zza Navona), Lia Migale ha presentato ieri il suo ultimo libro. “La donna del diavolo” (Voland, 2009) è un libro “che sfugge ad ogni classificazione“. All’evento, moderato da Maria Ida Gaeta, hanno partecipato Daniele Petruccioli, Chiara Valentini e Filippo La Porta. Un incontro interessante che testimonia il lavoro minuzioso svolto dall’editore romano nella scelta dei titoli da mettere sul mercato.

Un libro interessante ma non facile. E’ Chiara Valentini a prendere la parole testimoniando il suo piacere nel leggere l’ultimo lavoro dell’autrice, definendolo un “testo ad incastro, a scatole cinesi“. Pagine che costituiscono un giallo inusuale che “con il classico giallo italiano non ha proprio nulla a che fare“. Ma quello di Lia Migale è anche un romanzo piuttosto curioso dove mancano gli indizi e gli episodi si svelano man mano che la storia prende corpo. “E’ un giallo filosofico, un terreno insolito testimoniato già dal nome dei due protagonisti“. Molto interessante la scelta del tempo: il 1989 periodo caldo a livello internazionale soprattutto per la caduta del muro di Berlino che è il punto cardine e l’approdo di tutta la vicenda narrata.

Un “distacco partecipe. “I libri di Lia le assomigliano; sono malinconici e riflessivi, intimisti e con un forte impegno civile“. A dirlo è Filippo La Porta che elogia e critica al tempo stesso la scrittrice e amica con un discorso che delinea perfettamente il profilo del romanzo al centro del dibattito. Ma i libri della Migale sono anche “distratti, si mantengono molto legati ad un’idea di fondo, quasi ossessiva“. E’ un libro che ha il merito e la sua vera forza nel “creare un’atmosfera” già dalle prime pagine, facendo leva su un punto focale: l’intimità (a cui è dedicata una pagina molto bella). La grande qualità del libro è quella di suggerire al lettore tutta una serie di riflessioni. Quello che si evince nello scritto dell’autrice è una sorta di “distacco partecipe“: una lontananza da certi eventi e una straordinaria vicinanza verso dei linguaggi propri dei tempi descritti nel libro.

Un lavoro “molto ambizioso
. Un libro che si propone di parlare dei grandi temi dell’esistenza, della sparizione (a cui ricorre nel finale la protagonista Antea), della meditazione. Un appunto a cui la Migale risponde con il fatto che “voleva capire meglio il cambiamento che era successo“, sottolineando infine la natura non politica del suo romanzo.

Lia Migale insegna economia all’università “Sapienza” di Roma. Oltre alle numerose pubblicazioni di carattere scientifico, l’autrice ha già scritto due romanzi, In un altro luogo (1996) e Malamore (2001), entrambi editi dalla casa editrice Empirìa.

Autore: Lia Migale
Titolo: La donna del diavolo
Editore: Voland
Anno di pubblicazione: 2009
Prezzo: 14 euro
Pagine: 240

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Stefano Giovinazzo

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