“Il prof è sordo”. Lodge racconta la vita accademica

Luca Pantarotto

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il-prof-e-sordoDice un proverbio che chi sa scrivere scrive, chi non sa scrivere fa il critico letterario. Ma ogni regola ha almeno un’eccezione, ed in questo caso si chiama David Lodge con “Il prof è sordo” (Bompiani, 2009), docente di Letteratura inglese all’Università di Birmingham per oltre 25 anni, saggista, studioso di teoria letteraria, prolifico narratore: 14 romanzi (il più fortunato “Il professore va al congresso”) ambientati soprattutto nel mondo universitario, con tutte le sue frivolezze e il suo involontario umorismo.

In questo caso, tuttavia, la vita accademica appartiene ormai al passato di Desmond Bates, professore di Linguistica che, ormai pensionato, divide le proprie giornate tra l’instabile matrimonio con la sua giovane seconda moglie Winifred, gallerista e arredatrice di successo, e l’ansia per il padre, progressivamente incapace di badare a se stesso ma deciso a non lasciare a nessun costo la propria casa londinese.

Il problema principale di Desmond è però la sempre più grave forma di sordità di cui è vittima: così, il professore che ha passato tutta la vita a studiare il linguaggio e le forme della comunicazione umana si trova ora sempre più estraneo al mondo delle parole, chiuso in un isolamento che lo allontana da tutto e da tutti, rendendolo imbarazzato protagonista di tragicomiche situazioni in società. Finché non fa il suo ingresso nella vita di Desmond una giovane dottoranda di nome Alex Loom, che ha scelto come argomento della sua tesi uno studio stilistico sulle lettere dei suicidi.

Fil rouge della vicenda, fin dal titolo originale “Deaf sentence”, è il continuo gioco di parole tra gli omofoni deaf (sordo) e death (morte) – di volta in volta segnalato in nota dai traduttori – su cui si basa l’intera evoluzione della storia di Desmond e che Lodge, forte della sua preparazione accademica, maneggia con perizia, caricando il racconto di citazioni parodistiche di opere letterarie in cui ad una delle due parole si sostituisce opportunamente l’altra, a descrivere lo stato d’animo del protagonista.

Con “Il prof è sordo”, vicenda insieme comica e commovente, Lodge dimostra ancora una volta la sua considerevole abilità nel mescolare toni e livelli narrativi e nel rappresentare, attraverso la storia di un singolo uomo, un particolare momento della vita umana.

David Lodge è nato a Londra nel 1935. Per oltre venticinque anni è stato professore emerito di Letteratura inglese all’Università di Birmingham. Abbandonato l’insegnamento, dal 1987 si dedica esclusivamente alla scrittura. Tra le sue opere narrative pubblicate in Italia da Bompiani, si ricordano: È crollato il British Museum (1992), Scambi (1987), Quante volte, figliolo? (1996), Il professore va al congresso (1990), Ottimo lavoro, professore! (1991), Notizie dal Paradiso (1993), Fuori dal guscio (1994), La felicità è di questo mondo (1995), L’uomo che non voleva alzarsi e altri racconti (1997), Panni sporchi (2000) e Pensieri, pensieri (2002).

Autore: David Lodge
Titolo: Il prof è sordo
Editore: Bompiani
Anno di pubblicazione: 2009
Prezzo: 19,50 euro
Pagine: 447

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Luca Pantarotto

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